Differenze tra le versioni di "Higuita René"

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===Curiosità===
===Curiosità===
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Versione delle 21:28, 22 gen 2017

Curiosità


Si dice che per giocare tra i pali si debba avere qualche rotella fuori posto.
Che il numero uno generalmente è quello con i piedi meno buoni, quello che se ne sta fermo novanta minuti a guardare lo scorrere del gioco, che sussulta impotente non appena gli avversari superano la metà campo.
Tutta colpa del ruolo, gli altri corrono, dribblano, segnano.
I portieri invece sono rinchiusi in una prigione senza sbarre, l’area di rigore.

René Higuita


La storia di René Higuita è quella di un portiere-libero dai capelli afro che è cresciuto col coltello tra i denti. Non si conosce molto della sua infanzia, solo che la madre morì qualche anno dopo la sua nascita, lasciandolo nelle mani della zia e della nonna.
Viveva nel quartiere di Castilla, uno dei tanti luoghi malfamati della fatiscente Medelin.
Nonostante l’assenza del padre riuscì a divincolarsi in quel labirinto di povertà e droga, campando con lavoretti saltuari e sognando i campi a undici.
Ma come dicevamo René non è nato tra i pali, quando i dirigenti dell’Indipendiente Medelin organizzarono una partita nella sua scuola per scovare i giovani più promettenti aveva tredici anni ed era una punta.
Poi l’infortunio del portiere, l’occasione, i minuti che cambiarono la sua vita e quella di molti colombiani. Dimostrò dal primo momento riflessi eccezionali ed un briciolo di pazzia che fecero innamorare i dirigenti del club. Ma ben presto si scoprì che René non era un portiere come gli altri, amava evadere dalla sua prigione e si avventurava a centrocampo alla ricerca di dribbling e gol.
Si guadagnò in breve tempo la fama di “rockstar”, di scommessa da vincere, di pagliaccio eccentrico.
Come tutti i campioni c’era chi lo amava e chi lo odiava, in pochi gli rimanevano indifferenti.

La carriera


René Higuita nacque a Medellín il 26 agosto 1966,é un ex calciatore colombiano di ruolo portiere. La sua vita fu segnata anche da avvenimenti e comportamenti discutibili. Molto chiacchierata la sua presunta amicizia con Pablo Escobar, non proprio una personcina a modo e raccomandabile. Nel 1993 fu tratto in arresto perché fece da mediatore in un sequestro di persona senza avvisare la polizia, rimanendo in carcere per sette mesi. L’amicizia, spesso e volentieri sopra le righe, con Diego Armando Maradona, un altro che condivideva il modo di guardare al pallone e alla vita di Renè. Il 23 novembre 2004 venne poi trovato positivo alla cocaina in un test anti-doping, mentre disputava il campionato ecuadoriano. Ne approfitta per partecipare ad un reality show della tv colombiana in cui il gioco sta nel cambiarsi i connotati tramite interventi di chirurgia estetica. Ma il suo popolo, la sua gente, non gli ha mai fatto mancare il suo sostegno. E’ questa la cosa straordinaria, è questo il bello. In un mondo in cui non ci sarebbe voluto nulla ad etichettarlo come fenomeno da baraccone. Il suo popolo invece l’ha capito, che era un rivoluzionario, un sognatore. Più famoso per i suoi gol che per le sue parate. Con la Nazionale ne fece 3 in 69 partite ufficiali, venne reso ancor più celebre dalla sua "Mossa dello scorpione”, e proprio per questo fu soprannominato “El Loco”. Un modo tutto originale di parare da lui ideato; in pratica, esso consisteva nel lasciare andare la palla fin dietro la sua testa e colpirla in tuffo con entrambe le suole delle scarpe, questa fu la celebre parata sul pallonetto di Jamie Redknapp durante la partita amichevole Inghilterra-Colombia che finì 0-0 nel 1995. Molti portieri sono passati alla storia per le loro parate, per i loro salvataggi miracolosi, per il loro carisma, per la loro capacità di rimanere freddi e concentrati per 90 minuti e poi piazzare la zampata decisiva andando a togliere un pallone dal sette all’ultimo respiro. Invece con Renè Higuita possiamo scordarci tutto questo. C’è un solo motivo per cui il portiere colombiano è passato alla storia, era fondamentalmente ”Matto”, e vederlo giocare era un autentico spettacolo. Certo, quando scendeva in campo non sapevi mai se ti saresti divertito di più tu o i tuoi avversari. Una delle giocate preferite di Higuita era una cosa che, a pensarla nel calcio di oggi, verrebbe da chiamare la neuro. Ad Higuita infatti piaceva, da matti, prendere palla e partire, partire, verso la metà campo avversaria. Scartando avversari, irridendoli, cercando di dribblarne quanti più poteva. A volte viene il sospetto che Higuita abbia sbagliato mestiere. Il piede buono ce l’ha per davvero in totale in carriera ha messo a segno la ragguardevole cifra di 45 reti. Dopo una serie di esperienze con squadre amatoriali, nel 1987 debutta nel mondo del calcio professionistico con l'Atlético Nacional di Medellìn, dove rimane fino al 1992, vincendo una Coppa Libertadores e una Coppa Interamericana, e giocando la finale di Coppa Intercontinentale persa contro il Milan di Sacchi. In seguito va per due stagioni al Real Valladolid, in Spagna, preferendo poi riaccasarsi nella società che lo ha lanciato, con cui solleva un'altra Coppa Interamericana. Nel 1996 si trasferisce dapprima in Messico e successivamente in Ecuador, dove rimane fino al 2004. Prosegue la sua carriera girando annualmente di squadra in squadra. Higuita già dal 1990 diventa il portiere titolare della Colombia con cui partecipa in quell'anno ai Mondiali in Italia. Qui è protagonista di un ottimo torneo fino alla "papera" che, agli ottavi di finale, costa ai sudamericani l'eliminazione a opera del Camerun: Higuita giunge fino a centrocampo, dove l'attaccante avversario Roger Milla gli ruba il pallone, realizzando una comoda rete a porta sguarnita. Fino a quel momento era invece stato uno dei maggiori artefici dei buoni risultati della sua nazionale, parando un rigore nel pareggio tra la Colombia e la Jugoslavia e risultando tra i migliori in campo nell'1-1 tra i Cafeteros e la Germania Ovest poi vincitrice dell'edizione.Nel 2007, all'età di 41 anni, Higuita tornò a giocare a calcio firmando un contratto per i venezuelani del Guaros de Lara. Nel gennaio 2008 si è accordato con i colombiani del Deportivo Rionegro e, l'11 luglio seguente, con il Deportivo Pereira.

Dopo il ritiro


Nel 2009, all'età di 43 anni, Higuita si ritira definitivamente dall'attività agonistica. Tre anni dopo,il 12 gennaio 2012 diventa preparatore dei portieri della squadra saudita dell'Al-Nassr.

Sitografia