Callipátera di Rodi

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Callipátera (dal greco antico Καλλιπάτειρα, che significa colei il cui padre è bello), divenne celebre perché unica donna che riuscì ad entrare nello stadio di Olimpia, nel quale era penetrata all’insaputa di tutti, durante i Giochi Olimpici, trasgredendo i regolamenti.
Il suo caso diede avvio alla tradizione regolamentare della nudità olimpica.
Callipátera, vissuta nel V secolo a.C., era un componente di una aristocratica famiglia di Rodi, alla quale appartennero molti atleti: suo figlio Pisidoras era un corridore; anche i suoi tre fratelli erano atleti (tra cui Damageto, pugile, e Acusilao, pancraziaste), suo marito, e suo nipote erano anche atleti acclamati.
Rimasta vedova del marito, divenne allenatrice di suo figlio e per vederlo correre, si travestì da uomo, facendosi passare per l'allenatore, ma si tradì nel momento della sua vittoria. Nell'entusiasmo di gioia, infatti, scavalcò la barriera perdendo i suoi vestiti rimasti impigliati, rivelando così la sua femminilità.
Le autorità le risparmiarono la punizione per rispetto di suo marito.
Passerà alla storia per essere la prima donna sposata a non essere stata punita per aver contravvenuto al divieto di essere entrata in uno stadio.
Dopo questo incidente, si stabilì la norma secondo cui gli atleti e i loro allenatori avrebbero dovuto concorrere nudi.