Lotta - Origini
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Le origini della Lotta
L'esercizio della Lotta è antico come la storia dell'umanità ed è testimoniato da reperti figurativi che risalgono fino al 5000 anni prima di Cristo, cioè all'epoca sumera. Sempre di quell'epoca, antiche immagini raffigurano la Lotta anche in Egitto e in Cina. Questi combattimento sono da considerarsi con la comparsa dell'uomo sulla terra. Non sapremo mai se i primi due "lottatori" avevano le sembianze degli odierni eroi della forza, oppure se ad affrontarsi per la prima volta in quello che è il gioco più antico del mondo, furono due cuccioli di uomo, desiderosi di comunicare tra loro. Certo è, che da quel momento in poi, tutti gli esseri umani sono ricorsi almeno una volta a questa istintiva forma di socializzazione. Con lo sviluppo delle diverse culture, la Lotta ha assunto molteplici ruoli nei rispettivi popoli, da quello educativo formativo, a quello ludico - circense, da quello di preparazione paramilitare, a quello prettamente sportivo, modellandosi via via, alle varie esigenze richieste, fino a diventare la completa forma di combattimento agonistico, che oggi conosciamo. Punto di riferimento per il computo degli accadimenti storici della antica Grecia furono i Giochi Olimpici e Pitici (ogni 4 anni) ed i Giochi Istmici e Nemei (ogni 2 anni). Attraverso i secoli ed i millenni, mentre scorreva il tempo delle grandi civiltà mediterranee, la pratica della lotta accompagnava le vicende di molti popoli in terre lontanissime ed inesplorate. Secondo lo storico Plutarco, lo sport più antico é proprio la Lotta (in greco Pale), da cui derivò il termine "palestra" per indicare il luogo di allenamento degli atleti. Secondo Senofonte, i Greci svilupparono la loro proverbiale scaltrezza proprio nel costante esercizio della Lotta. Nei Giochi Olimpici antichi la disciplina comparve nel 708 a.C (18esima edizione), anno di vittoria dello spartano Euribato, affiancata alla corsa nel Pentathlon, con regole ben precise, quasi le stesse oggi a noi note. È solo nel 632 a.C. che s'introdusse la regola, tuttora in vigore, secondo cui per vincere si doveva "schienare" l'avversario. Dalla Grecia alla Magna Grecia il passo fu breve e la lotta si diffuse così nella civiltà etrusca e romana presso cui era considerata un'efficace metodologia di allenamento militare. Nella 60.ma edizione dei Giochi Olimpici esordisce, vincendo la gara dei fanciulli, Milone di Crotone, destinato a diventare il più celebrato e mitico lottatore di tutti i tempi. Vincerà le successive cinque edizioni dei Giochi, sei edizioni dei Giochi Pitici, nove dei Nemei e dieci degli Istmici. La Lotta così diventa la regina dei Giochi Olimpici ed i suoi campioni, nell'arco di quasi 1200 anni, vengono magnificati da poeti e storici ed immortalati dai grandi maestri della pittura, della scultura e della ceramica.
Nel Medio Evo, la Bretagna in Francia e la Cornovaglia in Inghilterra mantennero viva la tradizione della lotta, praticata per il divertimento dei sovrani in diverse corti d'Europa. Grandi campioni erano al seguito di re e principi, che li esibivano e li confrontavano in sfide senza regole. Nobili e sovrani furono essi stessi tenaci lottatori. Fu celebre e misterioso il colpo di lotta che il re Francesco I di Francia usò per battere il re di Inghilterra Enrico VIII.
Per quanto riguarda l'Italia, forme di combattimento a mani libere esistevano già a partire dal XII al XIV secolo, e le tecniche diffuse erano molteplici. Essendo molto diffusa nei ceti popolari, la lotta moderna nasce soltanto nella seconda metà del XIX secolo. Attualmente nel programma olimpico esistono due specialità distinte: la "Lotta stile libero" e la "Lotta greco-romana". Da Atene 2004 è stato dato spazio anche alle donne nella sola specialità della "Lotta femminile" che ha le stesse regole della Lotta stile libero.
- Sport olimpico individuale maschile e femminile
Vedere anche
- Regolamento : Lotta
Fonti
- "Lo Sport, tra cultura e agonismo" di Daniele Masala - Soc. Ed. Universo - 2016