Wiggins Bradley Marc
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Sir Bradley Marc Wiggins è un ciclista professionista britannico che attualmente milita con il Team Sky. È considerato il ciclista più titolato della storia britannica grazie alle sette medaglie olimpiche e alle tredici conquistate finora nei vari Campionati del mondo su pista e su strada. Nasce il 28 aprile 1980 nella città belga di Gand, dove il padre, Gary Wiggins – ex ciclista australiano degli anni Sessanta e Ottanta che ottiene discreti risultati in pista, tra cui un Campionato europeo nel 1984 nell’americana – sta disputando una Sei Giorni. Dopo la separazione dei propri genitori, si trasferisce da giovanissimo a Londra con la madre Linda e il fratello Ryan. All’età di dodici anni entra per la prima volta all’Herne Hill Velodrome, una pista di 450 metri costruita nel 1891, che ospita anche gare dell’Olimpiade di Londra del 1948, nonché sfide memorabili che vedono in gara, tra gli altri, Fausto Coppi ed il francese Jacques Anquetil. La carriera di Wiggins comincia proprio da quest’anello asfaltato, dove, sulle orme di uno dei suoi miti giovanili, Chris Boardman – plurimedagliato alle Olimpiadi, ai Campionati del mondo e più volte recordman dell’ora – inizia a praticare la disciplina che lo porterà ad entrare nella storia del ciclismo: l’inseguimento.
La carriera
- PRIMA FASE: LE OLIMPIADI E I MONDIALI SU PISTA
Nella prima parte della sua carriera è quasi completamente dedito all’attività su pista. Nel 2000, all’età di 20 anni, arriva il primo riconoscimento olimpico: il bronzo nell'inseguimento a squadre alle Olimpiadi di Sidney. L’anno seguente, firma un contratto con la squadra britannica Linde McCartney Racing Team ed inizia l’attività professionistica su strada, pur continuando a dedicarsi essenzialmente alla pista. Il 2001 si apre con la conquista dell’argento, nell’inseguimento a squadre, ai Campionati del mondo su pista di Anversa. Nel 2003, in preparazione alle Olimpiadi di Atene, continua a concentrarsi sulla pista conquistando a Stoccarda, il suo primo Campionato del mondo nella disciplina dell’inseguimento individuale. Nel frattempo, passa a squadre d’oltremanica: nel 2002 alla Française des Jeux e, successivamente, alla Crédit Agricole. Il 2004 è l’anno della prima consacrazione: ai Giochi Olimpici di Atene ottenne ben tre medaglie: il bronzo nell’americana, l’argento nell’inseguimento a squadre e l’oro nell’inseguimento individuale. Dopo 40 anni – l’unica fu l’atleta Mary Rand nelle Olimpiadi di Tokyo del 1964 – un britannico riesce a vincere tre medaglie nella medesima edizione dei Giochi. Per questi risultati, nel 2005 gli viene conferito il titolo di Ufficiale dell' Ordine dell’impero Britannico.
- SECONDA FASE: I MONDIALI DI PALMA DI MAIORCA, LE OLIMPIADI DI PECHINO E LE VITTORIE SU STRADA
Negli anni seguenti inizia a dedicarsi più attivamente all’attività su strada, partecipando al Giro d’Italia del 2005 e concludendo il Tour de France del 2006 con la maglia del Team Cofidis, pur non ottenendo, tuttavia, risultati particolarmente rilevanti. Ai Mondiali su pista di Palma di Maiorca del 2007 vince le maglie iridate nell’inseguimento individuale e in quello a squadre. Per la stagione seguente firma un contratto con il Team High Road. L’appuntamento per eccellenza per il 2008 sono le Olimpiadi di Pechino, ma, prima di quest’evento, nel mese di febbraio, disputa i Campionati del Mondo su pista a Manchester dominando le sue discipline e vincendo l’inseguimento individuale, quello a squadre e l’americana. Ai Giochi di Pechino conquista altri due ori olimpici con l’inseguimento individuale e a squadre. Qualche mese più tardi, il 31 dicembre, è insignito della nomina di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico per “il servizio reso allo sport”.
- TERZA FASE: IL TOUR DE FRANCE E I GIOCHI DI LONDRA 2012
Il 2009 è l’anno della svolta: dopo aver vinto tutto – o quasi – come pistard, decide di fare il salto di qualità nell’attività su strada. Approda al Team Garmin-Sleepstream, cambia preparazione, dieta, tipo di allenamento. Con un’altezza pari a 190 cm, si presenta ad inizio stagione con un peso di 69 kg, sei in meno rispetto alla stagione precedente. Disputa dapprima il Giro d’Italia, poi vince la cronometro del Critérium du Dauphiné (il Giro del Delfinato) e giunge quarto al Tour. Le sue doti fisiche e gli anni da pistard lo rendono uno dei cronoman più promettenti a livello mondiale. A dimostrazione di ciò, nel settembre dello stesso anno vince il suo primo Campionato britannico nella prova contro il tempo. Nel 2010 approda al Team Sky, squadra con la quale milita tuttora. Nel mese di maggio vince la prima tappa del Giro, una cronometro di 8 km nel centro di Amsterdam, indossando così anche la prima maglia rosa di quell’edizione. Partecipa al Tour de France, non riuscendo, però, a riconfermare il risultato dell’anno precedente. A settembre si riconferma campione britannico a cronometro. Nella stagione successiva, quella del 2011, decide sempre più di dedicarsi alle corse a tappe e, dopo un terzo posto alla Parigi-Nizza – una breve corsa a tappe primaverile – vince la classifica generale del Critérium du Dauphiné. A pochi giorni di distanza dalla conclusione di quest’ultimo, arricchisce il suo albo d’oro con la vittoria nella prova in linea dei Campionati nazionali, presentandosi in perfetta forma psico-fisica all’inizio di un Tour de France tuttavia da dimenticare, perché lo vedrà costretto a ritirarsi per la rottura della clavicola a seguito di una caduta. A settembre partecipa alla Vuelta di Spagna, riuscendo ad indossare la maglia roja e concludendo quest’edizione al terzo posto. Subito dopo la Vuelta ottiene l’argento nella prova contro il tempo dei Mondiali su strada di Copenaghen. Il 2012 è per Wiggins un anno indimenticabile: si aggiudica la Parigi-Nizza, il Giro di Romandia – una corsa a tappe svizzera – e ancora una volta il Giro del Delfinato. Il suo obiettivo principale è il Tour de France. Si presenta ai nastri di partenza da favorito, indossa la maglia gialla nella settima tappa e, dopo aver vinto le due crono della corsa, il 22 luglio diventa il primo corridore britannico ad aver vinto la corsa francese, la più importante e prestigiosa al mondo. A poche decine di giorni di distanza, conquista il suo quarto oro olimpico nella cronometro dei Giochi Olimpici di Londra. Terminate le Olimpiadi, viene onorato del titolo di Cavaliere dalla Regina Elisabetta per “il servizio fornito al mondo del ciclismo”.
- QUARTA FASE: IL MONDIALE A CRONOMETRO E IL RITORNO SU PISTA
Il Giro d’Italia del 2013 lo vede partire da favorito, ma problemi fisici lo costringono al ritiro. Decide, dunque, di non prendere parte né al Tour né alla Vuelta, ma di correre il Tour of Britain nel finale di stagione: tale scelta lo ripaga con la vittoria della crono iniziale e con la classifica finale. Nella cronometro dei Campionati del mondo di Firenze conquista l’argento. Per il 2014 si limita a disputare brevi corse a tappe, tra cui il Tour of California, e il Tour of Britain, concludendole, rispettivamente, da vincitore e da terzo classificato. Dopo sei anni di inattività, nel mese di luglio torna in pista nei Giochi del Commonwealth a Glasgow e, con la nazionale britannica, ottiene l’argento nell’inseguimento a squadre. Chiude la stagione con una nuova perla, imponendosi nella prova a cronometro dei Campionati del mondo su strada di Ponferrada, in Spagna.
- OBIETTIVI FUTURI: RECORD DELL’ORA E RIO 2016
Nell’aprile 2014, prima della Parigi-Roubaix, che chiuderà in nona posizione, Wiggins, in un’intervista rilasciata alla BBC Sport, dichiara “Io mi nutro di nuove sfide”. Questa è la filosofia di un atleta che sta rivoluzionando il mondo del ciclismo, perché molti pistard nella storia hanno tentato di trasferire le proprie abilità, fatte di potenza e tecnica, nel mondo della strada, ma mai nessuno è riuscito a trasformare, a modellare e adattare il proprio fisico a una competizione a tappe come il Tour de France, in cui la resistenza, la costanza, la gestione della pressione mediatica ti rendono il più forte. Intervistato ancora una volta dalla BBC, in conclusione dei Giochi del Commonwealth, dichiara al mondo dello sport: “Posso dire di aver chiuso i conti con i grandi giri. Quell’attività mi ha prosciugato. La strada è abbastanza spietata. La pista invece è più come una famiglia ed è dove tutto è cominciato” e in un’intervista riportata dal quotidiano sportivo “La Gazzetta dello Sport” afferma che le nuove sfide per il 2015 saranno la ricerca della vittoria alla Parigi-Roubaix – la più antica e importante Classica del nord – e l’assalto al record dell’ora (attualmente detenuto dall’austriaco Matthias Brandle con 51,852 km/h), che tenterà a giugno nella pista di Palma di Maiorca. Per il 2016 il suo obiettivo è unico: la conquista di una nuova medaglia nelle Olimpiadi di Rio. Lo sport è la sua vita, il suo punto di riferimento. Per questo motivo nel 2013 fonda La “Bradley Wiggins Foundation” che finanzia progetti di promozione dello sport e in particolare del ciclismo, come pratica per il benessere e la salute.
Sitografia
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