Villeneuve Gilles Joseph Henri
IMMAGINI
Gilles Joseph Henri Villeneuve nacque il 18 gennaio 1950 vicino alla cittadina di Chambly.
La Carriera
Già dall’infanzia si capì che Villeneuve Gilles Joseph Henri sarebbe diventato un pilota sprezzante del pericolo, era estasiato da qualunque oggetto di natura meccanica, aveva un carattere coraggioso tanto che imparò ad andare in bicicletta senza l’ausilio delle rotelle. Sentiva di dover essere il migliore in tutto, si sforzava continuamente di migliorare se stesso in qualsiasi cosa facesse, questo spirito di competizione e di perseveranza lo accompagnò per tutta la sua vita.
Nel 1959 il padre acquistò un furgone della Volkswagen, questo fu il primissimo veicolo che Gilles guidò da solo e rimase il ricordo più vivo della sua infanzia, citando le sue parole: ” Stavamo viaggiando su una di quelle lunghe, diritte strade di campagna vicino a Berthierville”. Era un luminoso e caldo giorno d'estate; intorno non c'era nessuno, così mio padre mi permise di guidare il furgone. “Che emozione!".
Il primo incidente lo fece con la Pontiac del padre, era talmente impaziente di guidare la nuova auto di famiglia che fece un duplicato delle chiavi, nonostante la pioggia spinse la macchina a 170 km/h, ma ad una curva brusca, perse il controllo sull’asfalto e si schiantò contro un palo, lui uscì illeso, cosa che non fu la stessa per la macchina.
Nel 1966 arrivò la tanto attesa patente, una sera andando a trovare una ragazza a Joliette, tentò di superare una macchina, la quale in segno di sfida accelerò, purtroppo in mezzo alla strada comparve una mandria di mucche e Gilles per evitarla finì in un fossato, “l’avventura” si concluse con otto punti di sutura alla testa per lui e con la macchina distrutta.
Nonostante ciò, a lui non importava dei pericoli che causava una guida del genere e, acquistando una Skoda, iniziò a sfrecciare per le vie cittadine, prendendo parte anche a slalom organizzati nei parcheggi dei supermercati. La sua tecnica di guida lo rese famoso nei dintorni di St. Thomas, un paesino dove viveva la sua ragazza: Joanna Brthe, conosciuta ad un appuntamento al buio organizzato dalla sorella di lei e da un amico di Gilles, non fu un colpo di fulmine , ma lei rimase comunque affascinata dalla totale onestà e sincerità del giovane.
Finita la scuola, a diciassette anni, iniziò a frequentare l'ambiente assistendo alle gare di accelerazione e iscrivendo anche la sua Ford Mustang, che aveva personalmente modificato per partecipare a quel tipo di competizioni. Ma poco dopo il suo interesse per queste manifestazioni si spense poiché le riteneva monotone e le emozioni erano troppo rapide, senza tratti in curva che mettessero alla prova il suo coraggio.
Ben presto arrivò la neve e s’incominciarono a organizzare gare di motoslitta, Gilles ne partecipò a molte vicino a Berthierville e fu subito un vincitore, grazie soprattutto al suo coraggio e talento che gli permise di battere veicoli con prestazioni superiori al suo. Imparò molto bene a bilanciare il mezzo e sviluppò una grande sensibilità di guida, solo dopo alcune gare, il suo nome cominciò a diventare famoso negli ambienti delle competizioni. A diciotto anni, ricevette in regalo una motoslitta Skiroule elaborata per correre, con quella vinse parecchie gare tanto che nell'inverno seguente, a cavallo tra il 1969 e il 1970, Gilles venne assunto direttamente dalla ditta Skiroule nel suo team del Québec come pilota-meccanico.
Il 17 ottobre del 1970 Gilles e Joanna si sposarono, complice il fatto che la ragazza era rimasta incinta di Jacques, tuttora unico canadese ad aver vinto un campionato di F1.
Nonostante la Skiroule lo mise da parte, Gilles riuscì a trovare altre ditte che investirono su di lui e, dopo un breve periodo con la Motoski, nell'inverno 1971-'72 l’Alouette lo ingaggiò. Proprio con loro conquistò nuovamente il titolo di campione del Québec vincendo dieci gare su quattordici.
Villeneuve godeva ormai di una grande notorietà nell'ambiente sportivo grazie anche alla sua predisposizione per la spettacolarità; la sua presenza era sempre molto richiesta dagli organizzatori e così, la stagione successiva, Gilles allargò i suoi orizzonti partecipando a gare fuori dal Québec laureandosi campione canadese di motoslitte.
Gilles divenne padre per la seconda volta, sua moglie Joanna diede alla luce Mélanie il 26 luglio del 1973. Si stava presentando il problema di come guadagnare durante lo stop del campionato di motoslitte, in quel momento decise di trasferire il suo talento nelle automobili.
Un tecnico francese che lo conosceva, gli spiegò come ottenere la licenza e gli raccomandò la scuola di guida di Jim Russell a Mont Tremblant come punto di partenza, in sole due settimane ottenne la licenza di pilota e lasciò Mont Tremblant con la sensazione di poter fare di più. Infatti, acquistò subito una macchina vecchia di due anni e partecipò al campionato di Formula Ford del Québec, vinse il 70% delle gare e il suo stile di guida sull’asfalto era simile a quello visto sulla neve, inutile dire che si aggiudicò il titolo di esordiente dell'anno vincendo sette gare su dieci.
Naturalmente anche il titolo di campione di Formula Ford del Québec per l'anno 1973 fu suo.
Gilles pensava solamente alle corse, trascorreva sempre più tempo lontano da casa, ciò stava cominciando a creare dei seri problemi alla famiglia perché Joanna, oltre ad essere in seria difficoltà nel badare ai figli, era anche sopraffatta dai debiti. Di positivo ci fu soltanto che Gilles continuò a vincere anche nella stagione 1973-'74 con un mezzo che lui stesso aveva progettato modificandone le sospensioni. Nacque così la prima motoslitta Alouette con il sistema ammortizzante "Villeneuve", con la quale completò e vinse il campionato del Canada.
Gilles aspirava a progredire nelle varie categorie automobilistiche, dopo i successi in Formula Ford, cominciò a guardare più lontano. In quegli anni la Formula Atlantic era la massima categoria di monoposto in Canada e decise di provarci.
Così parlò con il proprietario dell'Écurie Canada, Kris Harrison, il quale rimase molto impressionato dalla sicurezza del giovane Villeneuve, anche se si chiedeva in che modo avrebbe potuto aiutare la sua scuderia, vista la sua inesperienza, ma nonostante ciò lo prese in considerazione.
Gilles per pagarsi la macchina vendette la sua casa e costrinse la sua famiglia a trasferirsi con lui su una roulotte e a seguirlo lungo i vari circuiti. Dopo le prove prestagionali la scuderia si mise in viaggio verso ovest per prendere parte alla prima gara del campionato canadese di Formula Atlantic.
La prima gara sul circuito di Westwood vicino a Vancouver, fu molto incoraggiante visto che guadagnò un terzo posto, sfortunatamente nelle tappe successive per dei problemi meccanici non arrivò fino in fondo.
Sul circuito di Mosport la sua monoposto gialla era la più spettacolare, improvvisamente però volò fuori e scomparve in un nuvolone di polvere, la macchina era distrutta comprese le due ruote anteriori, Gilles si ruppe la gamba sinistra, lui non voleva crederci ma sfortunatamente era la dura e cruda verità.
Il bilancio dell’anno non fu certo positivo solo un terzo posto, una gamba fratturata, molte ritiri con macchine distrutte e un debito di quarantamila dollari con la banca. E così trasportato dalla sua crisi economica si fece forza e trovò il coraggio di chiedere più soldi agli organizzatori per il suo ingaggio nelle gare di motoslitte, dimostrò a tutti che una gamba rotta non era poi un ostacolo tanto insormontabile entusiasmando il pubblico con la solita grinta grazie anche all'innovativa sospensione progettata, brevettata e utilizzata sulla sua motoslitta.
Gilles non fu riconfermato da Harrison a causa di un mancato accordo, stava per mollare tutto ma Joanna sempre lì affianco a lui lo spronò, lo aiutò e lo confortò; comprarono un'altra macchina e in suo aiuto corse proprio la Skiroule che lo ingaggiò come pilota di punta sponsorizzandolo per il campionato di Formula Atlantic.
Gilles si accorse di quanto sarebbe stata dura, gli altri team super organizzati disponevano di attrezzature e materiali, non bastava di certo il suo entusiasmo e il suo talento per compensare questa carenza. Il suo piazzamento non fu dei migliori, ma era convinto che il vincitore fosse stato agevolato dalla monoposto relativamente avanzata rispetto alla sua.
Ciò nonostante nella gara successiva ottenne un quinto posto apprestandosi ad affrontare la successiva gara a Gimli.
Qui fece vedere a tutti di che pasta era fatto, nonostante partì dalla diciannovesima posizione, agevolato dal fatto che le condizioni di pista erano terribili, complice un acquazzone pochi minuti prima, Gilles superò tutti a destra e sinistra, fece vedere la sua abilità e il suo coraggio e concluse in prima posizione.
Fu un'impresa perché la visibilità era praticamente nulla e questa volta il suo istinto prevalse sulla qualità dell'equipaggiamento e sull'esperienza degli altri concorrenti.
Nella gara successiva ottenne un secondo posto e concluse il campionato in quinta posizione, un risultato più che dignitoso per un pilota a corto di materiale e mezzi economici, non si può nascondere che la sua fama stava crescendo.
Tornato sui circuiti ovali delle motoslitte si laureò campione del Canada per la seconda volta, questa fu l’ultima volta, poi lo abbandonò definitivamente. Anche la situazione economica era nettamente migliorata dato che Gilles firmò il contratto per la stagione 1976 di Formula Atlantic con l’Écuri Canada, ed il fattore cruciale per questa decisione fu la presenza in scuderia di Ray Wardell, un tecnico inglese molto esperto che in precedenza aveva lavorato per gente come Niki Lauda e Ronnie Peterson. La stima fra i due era reciproca poiché lo stesso Wardell era convinto di aver visto in lui la stoffa del campione a Trois-Rivières. In lui Gilles trovò un amico, un maestro di meccanica , grazie a lui capì i meccanismi per preparare una monoposto, nacque un rapporto professionale passando ore ed ore a discutere del tracciato e della monoposto, il resto del tempo Gilles lo passava con i suoi familiari, erano tempi veramente felici per lui. Da qui in poi fu un tripudio di successi fino alla gara di Westeood dove la sua vettura fini fuori pista, Wardell si assunse tutta la responsabilità ma ciò non incrinò i suoi rapporti con Gilles, il quale non gli diede mai la colpa. La sua fama raggiunse anche l’Europa e Ron Dennis, che poco dopo sarebbe stato direttore della McLaren, lo invitò a guidare una delle sue March sul circuito cittadino di Pau, in Francia. Era una svolta molto importante, fra le file avversarie c’era gente come Arnoux, Tambay, Lafitte. Gilles guidò come solo lui sapeva fare, era la sua grande occasione, purtroppo venne tradito dal motore che si surriscaldò troppo e lo portò al ritiro. Nello stesso momento però c’erano altre gare della Formula Atlantic, purtroppo la situazione economica del team era disperata poiché alcuni assegni emessi dalla Skiroule risultava scoperti, poco dopo la stessa ditta fallì ed Harrison fu costretto a ritirare la sua attività dalla corse, Gilles si ritrovò con un pugno di mosche dovendo trovare altro denaro per finanziare il suo campionato, denaro che trovò grazie a Gaston Parent, un imprenditore di Montreal che conobbe grazie a un suo amico. Gaston rimase estasiato della storia di Gilles e, quando lo incontrò, rimase colpito dalla sua onestà e dalla sua grinta per cui decise di aiutarlo; è proprio grazie al suo aiuto che Gilles riuscì a guadagnarsi il titolo di campione canadese.
Questo traguardo fece sentire orgoglioso Parent, che finanziò altre corse di Gilles, questo portò alla nascita di un rapporto affettuoso fra i due, quasi quanto un rapporto fra padre e figlio, inutile dire che quei soldi furono ben finanziati, infatti, Gilles si laureò campione di Formula Atlantic del 1976. Questa impresa non fu minimamente paragonabile a quello che accadde all "Grand Prix" Molson di T rois-Rivières dove, Gilles era compagno di scuderia di
James Hunt, entrambi guidavano la McLaren, vi erano anche altri nomi importanti quali Brambilla, Jones E Tambay, ma furono tutti offuscati dal magnifico Villeneuve.
Gilles parti in pole position, dopo una qualificazione straordinaria dove il pubblico stravedeva per lui, la gara fu perfetta e nessuno era in grado di competere con lui, aveva una dimestichezza unica e un coraggio da leone.
Fu, infatti, in testa dall’inizio alla fine, l’attenzione del pubblico era tutta su di lui, la stampa europea enfatizzò molto l’episodio di Gilles e tutti i team puntarono l’occhio sul giovane canadese. Anche su Hunt aveva fatto colpo, tanto che consigliò alla Marlboro (sponsor della McLaren) di ingaggiarlo per la stagione successiva. Questo lo portò ad essere convocato in Inghilterra dove gli venne offerto un contratto, come pilota part-time, con la Marlboro McLaren per il 1977. Successivamente Gilles spiegò le ragioni che lo portarono ad accettare questo tipo di offerta, disse, infatti, che preferiva correre con una buona scuderia mezza stagione piuttosto che una stagione intera con una scuderia mediocre, poiché se avesse fallito nessuno lo avrebbe più preso in considerazione.
Gaston Parent divenne suo manager e Gilles decise di affrontare un'altra stagione di Formula Atlantic canadese per integrare le future apparizioni in Formula 1. La sponsorizzazione la diede la Direct Film in quello che si sarebbe rivelato il campionato più difficile poiché Ray Wardell lasciò la sua carica di direttore tecnico e, fra i pretendenti al titolo, vi era un certo Keke Rosberg. Correre contro Keke aveva un sapore particolare, era uno dei pochi piloti che lo insidiava, le loro corse erano piene di scintille quando i due pioti si toccavano, entrambi andavano veloci e aggressivi, ma rimanevano sempre leali, era uno spettacolo vederli gareggiare.
Gilles provò anche un'altra categoria: la Can-Am. Questo grazie a Chris Amon che nel 1977 fornì un tramite a Gilles per guidare un’automobile di quella categoria. Chris aveva appena smesso di correre nella F1 e si cimentò appunto nella Can-Am, ma dopo tre gare decise di ritirarsi definitivamente, di questa decisione ne parlò con Parent il quale, a sua volta, si mise in contatto con il suo amico Walter Wolf (che aveva una scuderia nella Can-am) che, in quell’occasione, gli suggerì il nome di Villeneuve, ovviamente Wolf accolse subito l’idea e decise di ingaggiare il giovane canadese.
Non fu un’esperienza molto positiva, infatti, si classificò soltanto dodicesimo nella graduatoria finale del campionato Can-Am 1977.
Gilles intanto volò in Inghilterra per cercare di qualificarsi alla gara del 16 luglio 1977 a Silverstone con la sua McLaren M23, vettura usata da Hunt la stagione precedente. Ci mise un po’ per familiarizzare con la nuova macchina ma sbalordì tutti quanti per il suo modo di guidare, numerosi testa-coda, ma lui voleva soltanto capire i limiti della sua monoposto, aveva una tecnica di recupero dopo un testa-coda magistrale che venne notato dai suoi meccanici. Durante le prove ufficiali Gilles era sempre sul filo del rasoio ma, grazie alla sue capacità, riuscì a qualificarsi in nona posizione a solo quarantatré centesimi dalla pole position di Hunt che guidava una macchina nuova.
La gara prese così il via, Gilles si trovò dopo il primo giro al settimo posto, con il passare dei giri il pilota canadese teneva il passo degli avversari più forti di lui, la sfortuna volle che la spia dell’acqua si accese, questo lo costrinse al rientro nel box ma il problema non si riusciva a trovare, solo dopo due giri persi rispetto agli altri piloti, un meccanico si accorse che la spia era rotta, ovviamente Gilles s’irritò molto ma ripartì senza scoraggiarsi e riuscì ad ottenere un onorevole undicesimo posto dopo una gara in cui stette incollato ai piloti in testa. Se non fosse stato per quel piccolo incidente avrebbe concluso con un quarto posto, ma ciò nonostante la sua prestazione gli valse il titolo di “Pilota del giorno” e l’applauso di tutto il pubblico.
A ciel sereno però arrivò Teddy Mayer il quale non ritenne Gilles idoneo per la stagione 1978, la notizia sconvolse Villeneuve, che rischiò anche di perdere il titolo di Formula Atlantic, cosa che per fortuna non avvenne e laureandosi di nuovo campione per il secondo anno consecutivo. Sembrava che la sua carriera in F1 fosse finita ed invece non immaginava che la scuderia del cavallino rampante lo avrebbe contattato proprio per ingaggiarlo per la stagione successiva.
Qualche giorno dopo appresa la notizia, infatti, gli telefonò un collaboratore di Enzo Ferrari, il quale gli disse che lo stava contattando perché il “Drake” voleva proporgli di correre per lui, Gilles era al settimo cielo e partì subito per Milano. A causa di un vincolo contrattuale che lo teneva legato fino al 1978 con la McLaren non poteva subito firmare un nuovo contratto. Ci pensò Enzo Ferrari che con la sua scaltrezza in questo campo risolse il cavillo, infatti, non ci furono problemi e Gilles fu libero di firmare un nuovo contratto con un’altra scuderia a patto che fosse solamente la Ferrari, ovviamente il pilota non ci pensò due volte a mettere la sua firma su quel pezzo di carta.
Il primo anno in F1 è un anno di transizione per Gilles, non conosceva i circuiti del mondiale né conosceva i suoi avversari, commetteva molti errori ma dimostrava anche un grande potenziale, infatti, arrivò la sua prima vittoria proprio nel Gran Premio di casa sua in Canada. Per la prima volta al posto del tradizionale champagne, Gilles stappò la birra Labatt.
L’anno successivo 1979 porta alla ribalta Villeneuve, il quale diventa un personaggio per il suo modo di guidare “acrobatico”, diventa anche un punto di riferimento per le persone che vedono in lui la voglia di non sentirsi mai sconfitte. In quell’anno al Gran Premio di Francia sul circuito di Digione, si assiste a qualcosa di irripetibile nella storia della F1. Un duello spettacolare fra Gilles e Rene Arnoux, sorpasso e controsorpasso fino all’ultima curva, vetture spinte al limite e più volte venute al contatto fra loro, grande euforia del pubblico per quello che di straordinario accadde quel giorno.
A Zandvoort durante il Gran Premio d'Olanda, sempre nello stesso anno, Gilles si rese protagonista di un episodio alquanto discutibile ma che rendeva l’idea del suo carattere. Gilles era al comando e rendendosi conto che i suoi penumatici si stavano usurando notevolmente, mentre veniva attaccato da Alan Jones, compì uno spettacolare testa-coda. Non si fermò ai box ma proseguì e finì nuovamente fuori pista con il pneumatico posteriore sinistro ormai andato. Doveva compiere un intero giro per poter rientrare ai box, filò come un razzo tanto che il cerchione cominciò a strisciare sull'asfalto fino a quando non si ruppe completamente anche la sospensione. Gilles arrivò ai box ma non ci fu niente da fare e la gara si concluse con l’amarezza del pubblico che poco prima era stato entusiasmato dalla forza di volontà del canadese.
Siamo nella stagione 1980 e sul circuito di Imola avvenne il suo incidente più spaventoso, quando alla prima curva (curva Tosa, ma poi intitolata a Gilles dopo la sua scomparsa) uscì di strada a 280 km/h per lo scoppio del pneumatico e rimbalzò in pista dopo aver colpito il muro, fortunatamente venne evitato dagli altri piloti e riuscì ad uscirne incolume, ma tutti presero un grande spavento.
Molte altre imprese fece Villeneuve fra cui Monte Carlo nel 1982, quando vinse, per la prima volta nella storia, con una macchina che montava un motore a turbocompressore su un circuito cittadino. La vittoria arrivò proprio a cinque giri dal termine con un grandioso sorpasso all'interno prima della temutissima curva Ste. Dévote ai danni di Alan Jones. Un sorpasso impossibile che porta a un tripudio di gioia dove la folla salta in piedi estasiata, al rientro nei box Gilles venne abbracciato con le lacrime agli occhi dai suoi meccanici.
L'incidente mortale
Altra impresa nel Gran Premio di casa a Montréal dove, dopo una collisione con la March di Derek Daly, l'alettone della Ferrari si piega, Gilles non si ferma e compie alcuni giri senza visibilità seguendo la traccia asciutta lasciata sulla pista dalle altre vetture. Poi l'alettone vola via e lui difende ad oltranza il terzo posto fino alla fine, salendo sul podio.
Aveva un rapporto bellissimo con i tifosi, amava molto il pubblico e partecipava a delle manifestazioni, una fra tutte la sfida di velocità a Treviso, contro un caccia F104, che vide, contro i pronostici, la vittoria della Ferrari durante la gara di accelerazione su un chilometro da fermo. Gilles finì anche sulla copertina del Time, come era avvenuto per Jim Clark nel 1965, la sua fama aveva raggiunto livelli altissimi pur non avendo mai vinto un mondiale, paradossalmente come avvenuto con Jim Clark la sua vita venne stroncata su un circuito, nel circuito di Zolder in Belgio, 8 Maggio del 1982, durante l’ultima sessione di prove ufficiali la 27 rossa non si vedeva, non passava davanti ai box, non appariva nemmeno da lontano. Minuti di silenzio e la notizia arriva insieme alle prime immagini, la Ferrari di Gilles si era schiantata contro la March di Mass che stava procedendo lentamente per raffreddare le gomme, il gravissimo impatto fu fatale per l’aviatore, cosi soprannominato fin dagli inizi della sua carriera, venne sbalzato fuori dall’abitacolo, dopo un volo di 50 metri il suo corpo ricadde sulla prima recinzione di rete del circuito e il suo collo batté violentemente contro il paletto di sostegno della rete. Venne trasportato d’urgenza in elicottero alla clinica universitaria St. Raphael di Lovanio, purtroppo non ci fu nulla da fare, ormai era deceduto. Cosi si concluse la vita di uno dei piloti di F1 che più ha fatto appassionare intere generazione, che più ha dato prova del suo coraggio, una persona onesta e sempre pronta a mettersi in gioco. Una persona che non dimenticheremo mai, un pilota che con la sua morte chiuse anche un epoca, la sua epoca.
Vedere anche
Tratto da:
- “Il piccolo aviatore. Vita e voli di Gilles Villeneuve”
- http://www.ventisetterosso.it/
- https://www.youtube.com/watch?v=JNxL5E818-8
- http://video.gazzetta.it/gilles-villeneuve-trentatre-anni-fa-incidente-mortale-zolder/faba65d0-56f1e4-9e51-15623328ccb9?refresh_ce-cp