Vela - Grandi eventi

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America's Cup



Nata il 22 agosto 1851. Quel giorno per festeggiare la prima esposizione universale di Londra fu organizzata una regata a Cowes, nel mare che circonda l’Isola di Wight, a Sud dell’Inghilterra.
I britannici invitarono a partecipare il New York Yacht Club, che per l’occasione fece costruire una goletta che fu chiamata “America”, la quale, dopo aver attraversato l’oceano Atlantico, gareggiò contro ben 14 scafi inglesi e vinse, sotto gli occhi sbigottiti della Regina Vittoria.
Lo scafo Aurora, fiore all’occhiello della marina che dominava il vecchio mondo, chiudeva al secondo posto la tradizionale regata indetta dal Royal Yacht Squadron e cedeva la “Coppa delle Cento Ghinee” (tanto era costata la realizzazione del gioielliere della regina, Garrard) a John Cox Stevens, commodoro del New York Yacht Club. Da allora il trofeo (una preziosa brocca d’argento) non è più tornato in Inghilterra e nel 1887 ha assunto con il Deed of Gift (l’atto di donazione) la moderna denominazione di America’s Cup, dal nome dello scafo che firmò l’impresa sportiva più clamorosa del XIX sec, entrando così nella leggenda della vela mondiale.
Da allora per decenni gli inglesi tentarono in tutti i modi di riportare in patria la loro coppa, ma a tutt’oggi non ci sono mai riusciti. Una sfida dove non c’è secondo (“There is no second”, come spiegarono i sudditi alla Regina Vittoria), che ha visto il New York Yacht Club difendere vittoriosamente il trofeo per 113 anni, interrotti solo dai due conflitti mondiali, dagli assalti degli inglesi, dei canadesi, degli irlandesi e degli australiani.
Celebre resta l’epoca delle sfide di sir Thomas Lipton. Per ben cinque volte tra 1899 e 1930, infatti, il barone del tè provò a riportare in patria la “Coppa”, senza mai riuscirci.
Nel 1930 cambiò anche la dimensione delle barche (le celebri J-Class) che adottavano vele e attrezzature innovative che rimasero in gara fino al secondo dopoguerra.
Per Lipton la sfida rappresentò comunque un ottimo mezzo di espansione economica nel continente americano: fu lui il primo a introdurre il moderno concetto di sponsorizzazione sportiva. Intanto il New York Yacht Club continuava a farla da padrone. Nel 1958 si passò ai più piccoli e rapidi scafi della classe 12 m, ma, per altri 25 anni, la “Coppa” rimase in America.

Tratto da:


"Genesi e regolamenti degli sport", di Daniele Masala - Soc. Editrice Universo - 2019