Mamun Margarita

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IMMAGINI

L'1 Novembre 1995 a Mosca, in Russia, nasceva Margarita Mamun Suchorukova, da padre Abdullah Al Shipar e madre Anna Mamun, lui del Bangladesh, ingegnere navale stabilitosi a Mosca per motivi di studio, lei di nazionalità russa, ex ginnasta ritmica. Margarita, seguendo le orme della madre, entrò nel mondo della ginnastica ritmica all'età di 7 anni, seguita da sempre e formatasi sotto l'allenatrice personale Amina Zarìpova (ex pluri campionessa mondiale e quarta ai giochi di Atlanta) e allenatasi nello Sdyusshor (scuola di formazione per sport olimpici per bambini e giovani riserve, la cui principale attività è l'allenamento degli atleti) , sotto la guida di Natalya Valentinovna Kukushkina, successivamente in Nazionale ebbe come mentore Irina Aleksandrovna Viner-Usmanova. Margarita da piccola era una bambina piuttosto riservata, ebbe difficoltà ad integrarsi con le compagne che iniziarono gli studi circa 4 anni prima di lei, a causa della lontananza dai suoi genitori e del duro lavoro. Lei stessa infatti dichiarò in un'intervista : "Piangevo spesso, non riuscivo ad abituarmi in nessun modo al fatto che le allenatrici sgridassero le atlete, nella mia famiglia non si usa che qualcuno alzi la voce. Infatti se non fosse stato per gli insegnamenti di Amina Zarìpova, dopo il primo allenamento con Irina Viner, sarei scappata via per il terrore". Fu la stessa Zarìpova ( amata ex studentessa di Irina Viner) a chiedere a quest'ultima l'inserimento della sua atleta in un campo di allenamento in Croazia a Novogorsk, dove la Mamun iniziò a partecipare all'allenamento con la squadra nazionale. I suoi primi anni di carriera non furono facili, a causa della difficoltà nell'affrontare lo stress da gara, così da spingere il suo staff tecnico a prendere la decisione di lavorare con un team di psicologi ( quello della nazionale russa), infatti la stessa Zarìpova che l'allenava ha sempre affermato che il carattere di Margarita fosse assolutamente non adatto allo sport di alto livello, ma, nonostante tutte le sue difficoltà, la Mamun non ha mai pensato di abbandonare questo sport e spinta più dalla passione che dall'ambizione, fortunatamente la Tigre del Bengala (così conosciuta dai suoi fan) è riuscita a smentire tutti emergendo in un Paese pieno di talenti come la Russia, collezionando una serie di vittorie. Rappresentò il Bangladesh per un breve periodo, debuttando per la prima volta nel 2005 in un torneo internazionale in Estonia, nella città di Tartu. In seguito Margarita scelse definitivamente di rappresentare la bandiera russa . Da quel momento ebbe inizio il miglior periodo della sua carriera.

CAMPIONATI RUSSI:

Penza 2011: oro (palla, cerchio, clavette);
Penza 2012: oro;
Penza 2014: argento;
Sochi 2016: argento.

CAMPIONATI EUROPEI GINNASTICA RITMICA:

Vienna 2013: oro (nastro e gara a squadre), argento (cerchio, palla e clavette);
Minsk 2015: oro (cerchio e gara a squadre), argento (palla);
Holon 2016: argento (gara all-around).

CAMPIONATI MONDIALI GINNASTICA RITMICA:

Kiev 2013: oro (palla e clavette), bronzo (cerchio);
Smirne 2014: oro (palla, nastro e gara a squadre), argento (cerchio, clavette e gara all-around);
Stoccarda 2015: oro (cerchio e gara a squadre, argento (palla, nastro e all-around).

UNIVERSIADI:

Kazan 2013: oro (gara all-around, cerchio, clavette e nastro).

GIOCHI EUROPEI:

Baku 2015: oro (cerchio), argento (all-around).

GIOCHI OLIMPICI:

Rio de Janeiro 2016: oro (concorso individuale).
Questa fu l'ultima data e la più importante per la Mamun che vinse inaspettatamente alle Olimpiadi, battendo la connazionale, tre volte campionessa del mondo Yana Kudryavtseva, dedicando la vittoria al padre malato già da qualche mese, che purtroppo morì di tumore allo stomaco all’età di 52 anni, circa una settimana dopo il suo rientro dalle Olimpiadi.
Nonostante Margarita, dopo il duro colpo, desiderasse un periodo di riposo più lungo, tornò in pedana, in Giappone, per l’AEON Cup e in Corea per il Galà All Stars e proseguì un periodo da protagonista sulle pedane di tutto il mondo. Ma negli interssi della Mamun non esisteva solo la ginnastica ritmica, approfondì anche la sua passione per il disegno e si impegnò a scrivere la tesi a conclusione dei suoi studi.

Poco dopo le Olimpiadi del 2016, la Mamun si fidanzò con il nuotatore olimpico Alexandr Sukhorukov, conosciuto tre anni prima. La coppia si sposò l'8 settembre 2017.  

Il 4 novembre dello stesso anno, Irina Viner annunciò ufficialmente alla stampa russa, la conclusione della carriera agonistica nella ginnastica ritmica della Mamun, la quale dichiarò in un'intervista di volere una vita normale. Il 3 ottobre 2019 diede alla luce suo figlio, Lev Alexandrovich Sukhorukov.

IDFA:

Il 19 novembre 2017, in occasione dell’International Documentary Festival di Amsterdam, fu presentato in anteprima mondiale, il film documentario “Over the Limit” un lungometraggio di 75 minuti realizzato tra Germania, Polonia, Finlandia, che racconta la vita della campionessa olimpica Margarita Mamun poco prima della vittoria a Rio. Firmato dalla regista Marta Prus, in concorso nella categoria “ Feature-Lenght Documentary”. In Italia andò in onda x la prima volta su Rai3, il 20 settembre 2018.

ONORIFICENZE:

«Per alti meriti sportivi ai Giochi della XXXI Olimpiade nell'anno 2016 a Rio de Janeiro (Brasile), dimostrando volontà di vincere, perseveranza e dedizione, dando un grande contributo allo sviluppo dello sport russo» — 25 agosto 2016.

MARGARITA MAMUN DOPO IL RITIRO DALLA RITMICA:

in seguito alle Olimpiadi, è diventata l’ambasciatrice del marchio italiano Intimissimi in Russia. La ragazza ha detto che, essendo cresciuta in una famiglia musulmana, ha confini chiari, ma ha comunque accettato un’offerta di una nota compagnia.

SITOGRAFIA: