Kantè N’golo
IMMAGINI
N’Golo Kantè nasce a Parigi il 29 Marzo del 1991, da genitori di origni maliane, emigrati nella capitale francese per donare a se stessi e ai propri figli una vita migliore e fuggire dalla totale miseria. N’Golo è il primo di 8 figli. Il piccolo N’Golo Kantè capisce immediatamente che la vita per lui non sarà una passeggiata, e sin dall’infanzia inizia a lavorare duramente per portare qualche spicciolo a casa, così da aiutare la famiglia che versa in condizioni disperate. La notte del 12 Luglio 1998, N’Golo Kantè non la dimenticherà più. E’ solo un bambino, ma già capisce che la Francia ha vinto un mondiale, dove ci sono tanti giocatori di colore come lui: Thuram, Desailly, Vieira, solo per citarne alcuni. Così, per cambiare il proprio destino, vuole provare a giocare a calcio. Ma la vita continua a non essere tenera con lui: a 11 anni si ritrova a dover gestire un ruolo impegnativo, perché il padre muore e la madre non guadagna molto a fare le pulizie, ma lui non perde il sorriso.
CARRIERA
L’anno successivo entra a far parte della squadra giovanile del Suresnes, nella periferia della capitale. Kantè è il più piccolo di tutti, ha un fisico esile e non una grande tecnica, ma corre, corre e poi ancora corre. Gioca a centrocampo, i suoi compagni di squadra sanno che su quel piccolo ragazzino ci si può fare affidamento ad occhi chiusi: lui, anche se di pochissime parole, non li tradirà mai. La squadra inizia così a portare i primi trofei a casa. In allenamento il suo ex mister Wojtyna lo schiera sempre in una formazione più debole, per riequilibrare le cose. Kantè trascorre 9 anni tra le file del Suresnes, diventando un punto di riferimento. Nel 2010 entra a far parte delle giovanili del Boulogne, per poi passare nella stagione successiva in prima squadra, dove trova un posto da titolare. L'anno seguente passa al Caen in Ligue 2, dove segna 2 gol in 38 partite, contribuendo così alla promozione della squadra in Ligue 1, la massima serie francese. Nella stagione 2014-2015 esordisce quindi in Ligue 1, realizzando 2 gol nelle sue prime 3 partite giocate, non riuscendo però ad andare nuovamente a segno nelle successive giornate. Nell’estate del 2015 arriva un’offerta dalla Premier Ligue, a cercarlo è il Leicester City, squadra allenata da Claudio Ranieri. Nelle prime settimane Ranieri dubita che il ragazzo possa reggere l’urto fisico della Premier Ligue, ma si ricrederà subito. Segna il primo gol il 7 novembre 2015 al King Power Stadium contro il Watford, aprendo le marcature nel successo per 2-1 contro gli Hornets. In un’annata memorabile, insieme ai “terribili” compagni di squadra riesce a scrivere una delle storie più incredibili e forse irripetibili della storia del calcio moderno: dopo una cavalcata eroica il 2 Maggio 2016 vince quel campionato leggendario, Kantè è l’artefice del successo almeno quanto le stelle Mahrez e Vardy. Il 16 luglio 2016 viene ceduto al Chelsea per 32 milioni di sterline (circa 36 milioni di euro), firmando un contratto quinquennale con il club londinese. In seguito alle ottime prestazioni fornite con la maglia dei Blues, il 25 aprile 2017 vince il premio come calciatore dell'anno della PFA. Il 12 maggio, grazie alla vittoria per 1-0 sul campo del West Bromwich, vince la sua seconda Premier League con due giornate di anticipo, diventando così il secondo giocatore non inglese della storia, dopo Eric Cantona, a vincere per due anni consecutivi con due Club diversi il campionato. Nell'annata successiva è ancora titolare e conquista la prima FA Cup della sua carriera, vincendo in finale l'Arsenal per 1-0. Nella stagione 2018-2019 arriva anche il primo trofeo internazionale con la maglia dei Blues: il 29 maggio 2019, infatti, vince l'Europa League, battendo in finale l'Arsenal per 4-1 a Baku.
NAZIONALI
Non è mai stato convocato nelle nazionali giovanili francesi, ma questo piccolo ragazzo di 168 cm x 68 Kg, si è fatto largo partendo dal basso e con umiltà aspetta il suo turno, dopo avere rifiutato una chiamata del Mali, l’esordio di Kantè arriva all’inizio della primavera 2016, un’amichevole ad Amsterdam contro l’Olanda. Il 29 marzo, nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, gioca l'intera partita, segnando anche una rete, nell'amichevole di Saint-Denis vinta 4-2 contro la Russia. Viene convocato per gli Europei 2016 in Francia, dove la nazionale ospitante viene battuta per 1-0 dal Portogallo ai tempi supplementari nella finale di Saint-Denis. Due anni dopo Deschamps lo convoca per i Mondiali 2018 in Russia, disputando tutte le partite della competizione da titolare e risultando uno dei migliori della squadra, la Francia arriva fino alla finale conto la Croazia vincendo 4-2 laureandosi campione del mondo. Durante l’ultimo atto del mondiale, forse per la prima volta in carriera, Kantè ha sentito su di sé il peso della sua stessa storia: Durante la partita è apparso come spaesato, tanto che Deschamps ha dovuto sostituirlo dopo un’ora di gioco. Non è facile pensare di giocare una partita vista da miliardi di persone, quando a 20 anni prima raccoglievi rifiuti per le strade di Parigi. Gli va perdonato e se lo merita. Ma non è solo questo. N’Golo ci arriva comprensibilmente turbato, poco lucido, per la perdita recente di uno dei suoi fratelli. Inoltre, come se non bastasse, quel giorno Kantè è malato, ha la gastroenterite. E quando davvero la partita si conclude, vedi N’Golo Kantè ritirarsi con la timidezza di chi pensa sia meglio mettersi in disparte, lasciare il posto ai veri protagonisti. Al termine della vittoria dei mondiali, durante i festeggiamenti, il compagno di squadra N’Zonzi, si è reso conto di lui in disparte, troppo timido per chiedere di poter sollevare il trofeo, così è dovuto intervenire lui affinchè la coppa finisse tra le mani di Kantè in modo da fargliela stringere, si vergognava a chiederla. N’Golo Kantè, anzi il dottor Kantè, si è pure laureato in Accounting, quando non era sicuro che il calcio potesse diventare il suo mestiere, è poi tornato a Parigi con la coppa tra le mani. Ha sfilato sull’autobus scoperto in mezzo a milioni di persone festanti, proprio tra quelle strade dove lavorava che era solo un bambino.
CURIOSITA’ E STATISTICHE
È un mediano dotato di eccellente resistenza fisica. Possiede una grande visione di gioco e una grande intelligenza tattica. Molto abile nel recuperare palloni, stupisce di lui il grande senso della posizione che lo rende onnipresente sulla linea mediana. Claudio Ranieri al Leicester lo schierava spesso davanti alla difesa, con i due centrali che compensano la sua debolezza nel gioco aereo, consentendogli di sfruttare a pieno tutta la sua abilità nell'impostare l'azione. Per le sue caratteristiche viene spesso accostato al connazionale Claude Makélélé. Tuttavia, per stessa ammissione di Kanté, il suo modello di gioco risulta essere invece Lassana Diarra. La percezione è quella dell’onnipotenza, abbinata ad un’intelligenza tattica incredibile, la sola a poter rendere possibile che un mediano come lui riceva solo 19 ammonizioni in 134 gare da quando è in Inghilterra. E in tutta la sua carriera professionistica, tra Club e Nazionale, Kantè è stato espulso una sola volta per doppia ammonizione. Delicato e taciturno fuori dal campo, corre sul confine dell’aggressività tra correttezza e scorrettezza, pressa gli avversari, insegue le caviglie, spicca nelle statistiche per tackle e palle intercettate. Al tempo stesso è “un ragazzo gentile, con cui tutti ridono perché tutti gli vogliono bene” per usare le parole di Ranieri. Riservato, al punto che quando suo padre morì, nessuno a Suresnes lo venne a sapere.