Figo Luís Filipe Madeira Caeiro

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IMMAGINI

Luís Filipe Madeira Caeiro Figo, noto semplicemente come Luís Figo, è un dirigente sportivo ed ex calciatore portoghese, di ruolo centrocampista o attaccante. Il fuoriclasse del pallone nasce a Lisbona, nel distretto operaio di Almada il 4 Novembre 1972. Tra i migliori calciatori portoghesi di sempre, è da molti considerato una delle più grandi ali della storia del calcio.

CARRIERA CALCISTICA:

Già all’età di 11 anni entra nel vivaio dello Sporting Lisbona e già a quella giovane età inizia a fare la differenza. La tecnica è un gentile regalo di madre natura ma Luìs, non si accontenta, lavora molto, migliora costantemente, raffina le sue giocate ma ancora di più rafforza i muscoli. A 17 anni debutta in prima squadra con la maglia bianca e verde dello Sporting Lisbona vincendo una Coppa del Portogallo, mentre ormai è uno dei punti fermi delle varie rappresentative giovani del Portogallo. Il talento e la fantasia di Luìs Figo, scatenano gli appetiti delle più importanti squadre Europee. Nel 1995 la spunta il Barcelona, allenata da Johan Cruijff. È proprio l’ex fuoriclasse olandese che vuole Figo a tutti i costi. La spagna, il Barca, per Figo è la consacrazione. Cruijff lo completa tatticamente, lui di suo ci mette goal, dribbling e giocate di alta scuola. Ala destra, con totale libertà di invenzione , è questo il suo ruolo quello che più ama. Il suo posto è la fascia e la sua specialità è l’affondo. Dal 1995 al 2000 gioca quindi per i Blaugrana dove conquista una Supercoppa di Spagna, due Coppe del Re, due campionati spagnoli, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa UEFA. Ma non solo Barcelona, perché nel 2000 si svolsero anche gli Europei di Calcio, l’undicesima edizione dell’ononimo torneo, organizzato ogni quattro anni dalla UEFA e si disputarono a metà fra l’Olanda e il Belgio. Il Portogallo è inserito in un girone di ferro con Inghilterra e Germania ma grazie al suo fenomeno Luìs Figo, che già era considerato un possibile candidato al miglior giocatore dell’ Europeo, riesce a spuntare il girone e passare alle fasi finali grazie alle sue giocate, ai suoi assist e ai suoi goal. La magia del cross, la poesia del lancio decisivo, l’arte al servizio della squadra: è l’assist il vero amore di Luìs Figo, più del goal come da lui confermato: “mi piace segnare, ma fare un dribbling ben riuscito o un assist per un mio compagno mi da più soddisfazione. Il Portogallo supera i gironi, continua a vincere e convincere fino ad affrontare la Francia in semifinale, dove la partita lascia l’amaro in bocca per un rigore dubbio assegnato ai Francesi nei tempi supplementari e segnato da Zidane. Questo nega ai Portoghesi di giocarsi la finale della Coppa. Il Portogallo comunque esce a testa alta e Figo, il suo uomo migliore, ha raggiunto in questo Europeo, vette altissime e la sua candidatura al pallone d’oro per l’anno 2000 si fa sempre più seria e fondata. Anche perché nell'estate del 2000 il passaggio al Real Madrid, i famosi rivali dell’ormai ex squadra Barcellona, lo colloca in una dimensione ancora più esaltante. Per averlo versano al Barcellona la cifra di 140 miliardi di lire, un record nella storia del calcio mondiale.

Un elemento che pesa molto nella carriera di Figo è l’ambizione, la voglia di cercare la via migliore, la più importante. È lo stesso desiderio che l’ha portato a prendere una decisione tanto delicata come passare dal Barcellona al Real Madrid. Si è sentito talmente respinto dall’ambiente del Barcellona che questo gli ha provocato un’identificazione con il Real più veloce del normale e nel Real Madrid è diventato velocemente un simbolo. 

Con il numero 10 sulle spalle, Figo si cala alla perfezione nella nuova realtà ed incanta subito il pubblico di Madrid. Tecnicamente è perfetto, il suo gioco appare ancora più elegante ed efficace, è un gladiatore capace di attirare le folle allo stadio.

PALLONE D’ORO

18 Dicembre 2000, arriva la notizia più attesa del popolo Portoghese, è Luìs Figo il bambino cresciuto ad Almada, il pallone d’oro per l’anno 2000. Veniva da tre anni giocati ad alti livelli ed il pallone d’oro è la conseguenza della sua continuità. È il riconoscimento per un giocatore baciato dal talento ma che ha lavorato sodo per migliorarsi giorno dopo giorno, è il successo dell’intero calcio Portoghese. È il premio che esalta una nazione intera che si riconosce sempre di più nel suo capitano. E Luìs non trova di meglio da fare che festeggiare subito con un goal il prestigioso riconoscimento, il 19 Dicembre siglando lo 0 a 1 dopo ben 9 minuti nella partita con il Rayo Vallecano. Ma la festa più bella è quella che il Bernabeu gli riserva il 14 gennaio 2001. 80.000 spettatori formano un mosaico dorato, sventolando cartoline con il suo nome e bandiere del Real. In questa cornice spettacolare ed emozionante, Luìs Figo riceve il pallone d’oro come miglior giocatore Europeo. In tribuna ci sono anche Di Stefano e Eusebio ad applaudire il loro erede. Come lui dice, ”Prima di tutto sono orgoglioso di essere Portoghese perché credo che la mia gente sempre ha lavorato molto e si sono sacrificati molto per incidere qualcosa. E credo che per questo la gente si immedesima in me perché io ho conseguito tutto con i miei sacrifici e con lavoro.”

COPPE E TRAGUARDI SEMPRE PIU’ IMPORTANTI

L’entusiasmo per Figo produce effetti benefici per l’intera squadra del Real che al termina di quella stagione torna a trionfare in campionato. È l’inizio di un ciclo virtuoso che passa nel Maggio del 2002 con la conquista della Coppa dei Campioni, battendo il Bayern Leverkusen 2-1 e Figo è finalmente campione d’Europa. Tempo pochi mesi e il 30 Agosto 2002 il Real è in campo contro il Feyenoord, in palio la Supercoppa Europea. Il sigillo finale lo mette Guti, l’assist manco a dirlo è di Luìs Figo. Il 3 Dicembre 2002, in Yokoama dall’altra parte del mondo, i Bianchi di Spagna sfidono l’Olimpia. In palio la coppa Intercontinentale. Un goal per tempo, prima Ronaldo, poi Guti su imbeccata di Figo a pochi minuti dalla fine e il ciclo si completa.

COME È ORA LUIS FIGO?

L’ex calciatore Portoghese è ancora in forma grazie a surf, golf e allenamento per addominali scolpiti. Con un corpo da statua, Figo compirà 50 anni il prossimo 4 Novembre, ma quali sono i suoi segreti?
1)Lo sport. L’attività fisica è alla base del benessere. E lui, da sportivo, lo sa bene. Luis Figo non ha mai smesso di allenarsi dopo aver abbandonato il calcio. In palestra? Si, ma non solo. Proprio sui social, il portoghese condivide con i tifosi tutte le sue passioni. E quindi il surf, il golf (che ha indicato come suo sport preferito di adesso), la bici e addirittura l’equitazione. Il suo segreto? Stare sempre in movimento.
2)Il cibo. Figo si allena molto proprio per bere e mangiare ciò che più gli piace. E per godersi qualche cena in compagnia con i suoi amici o con la sua famiglia. A GQ ha raccontato: “ l’unica cosa che non mangio sono i fritti. Cerco di mangiare il più sano possibile: tanto pesce; carne alla griglia, verdure e frutta. Ho sempre detto che inventerò una pillola che ci consentirà di non avere più bisogno di allenarci o fare sacrifici. Dai, sarebbe la migliore invenzione del mondo…”
3)Barba e capelli. Fisico impeccabile, ma anche il look non è da meno. Luis Figo è sempre stato un’icona di eleganza, con un certo stile e con i capelli sempre in ordine. Una virtù naturale, senza troppi trattamenti: giusto uno alla cheratina ogni tanto. Senza dimenticare la barba, che è stato il suo amuleto durante la sua carriera. Ogni volta che doveva scendere in campo, infatti, evitava di radersi. “Non mi piaceva farla durante il giorno della partita. È strano, lo so, ma era come se tagliando lei, stessi tagliando anche le mie forze. Credevo che facendomi la barba prima di una partita, avremmo avuto un cattivo risultato. O addirittura perso”.
5)La famiglia. È sposato dal 2001 con la modella svedese Helen Svedin, con cui ha avuto tre figlie: Daniela (1999), Martina (2002) e Stella (2004). I due si sono conosciuti nel 1996 a Barcellona, durante uno spettacolo di Joaquin Cortes. Nel loro cuore ci sono anche gli animali. I cavalli, ma anche i cani, sempre presenti nei loro scatti social.

SITOGRAFIA

  • www.gazzetta.it
  • www.wikipedia.org
  • Claudio Unicori (youtube)