Bolognesi Aureliano

Da Wikisport.
Versione del 23 mag 2016 alle 09:19 di Utente3 (discussione | contributi) (Creata pagina con " BOLOGNESI AURELIANO ( PUGILATO LEGGERI ) Aureliano Bolognesi è un pugile italiano, appartenente alla categoria dei pesi leggeri. Nasce a Sestri Ponente il 15 novem...")
(diff) ← Versione meno recente | Versione attuale (diff) | Versione più recente → (diff)
Jump to navigation Jump to search
BOLOGNESI AURELIANO 

( PUGILATO LEGGERI )




Aureliano Bolognesi è un pugile italiano, appartenente alla categoria dei pesi leggeri. Nasce a Sestri Ponente il 15 novembre 1930.

   Inizia la sua carriera nel pugilato molto giovane, all’età di 16 anni, nel 1946, il giovane Aureliano vuole imparare la boxe, quindi viene accompagnato dal padre alla presenza del maestro Speranza, istruttore di boxe nonché egregio scopritore di talenti. Il maestro capisce subito che il ragazzo ha stoffa di qualità e personalità, quindi decide di istruirlo e fargli fare esperienza per migliorarne la tecnica. 
  Nel 1951 il maestro Speranza accompagna Aureliano agli assoluti, campionato italiano di boxe, organizzato quell’anno a Bologna nei primi di marzo, il giovane Bolognesi non rientrava tra i favoriti, ma quando gli addetti ai lavori seppero che nei campionati liguri si era imposto su Savio e Tripodi, due pugili molto esperti e poco inclini a lasciare spazio ai giovani, lo tennero particolarmente d’occhio. Infatti fu lui a conquistare il tricolore nei leggeri, battendo il sardo Mattuzzi, il romano Profeta e in finale il fortissimo piemontese Maffeo, ricevendo inoltre i complimenti alle premiazioni da Tiberio Mitri.
  Quello stesso anno, a settembre, fu chiamato da Natalino Rea, responsabile della nazionale, per la prima convocazione a Portorecanati. Due mesi dopo fu ricontattato per il suo primo debutto in nazionale a Perugia contro la Germania, dove sconfisse Grabazar, campione tedesco.
  Questo “battesimo del fuoco” diventa la sua rampa di lancio verso la sua titolarità nella categoria dei 60kg. Infatti ai successivi campionati italiani, Bolognesi riesce a battere Bruno Visintin, talento della boxe che all’età di soli 18 anni si era imposto agli assoluti del 1950 di Parma. Ai successivi assoluti Aureliano incontra in semifinale il romano Di Iasio, anche lui talento del pugilato, riuscendo a sconfiggerlo, per poi incontrare in finale Mario Vecchiatto, anche lui componente della squadra delle nazionali.
  Dopo aver  vinto questo secondo titolo, Natalino Rea assicurò ad Aureliano che avrebbe puntato su di lui alle olimpiadi, anche se questa in realtà non era la vera intenzione di alcuni politici di Roma, che avevano altri progetti. Infatti, in un primo momento alle selezioni di Impruneta in Toscana fu proposto il romano Rosini, ma in seguito ad un incontro tra i due, in cui l’arbitro dovette fermare il match alla seconda ripresa a causa della messa a tappeto del romano per ben tre volte, fu confermato Bolognesi.
  Alle olimpiadi di Helsinki la nazionale italiana di pugilato era formata da : Pozzali nei pesi mosca, Dell’Osso nei pesi gallo, Caprari nei pesi piuma, Bolognesi nei leggeri, Visintin nei super leggeri, Vescovi nei welter, Guido Mazzinghi nei welter pesanti, Sentimenti nei pesi medi, Alfonsetti nei mediomassimi e Di Segni nei pesi massimi. Le punte italiane di quell’olimpiade (i più quotati per la vittoria dell’oro) erano Pozzali, Dell’Osso, Di Segni, Visintin e Caprari; ma la rivelazione dell’olimpiade si dimostrò proprio Aureliano Bolognesi che fu l’unico a riuscire a conquistare l’oro.
  Al suo primo incontro in quelle olimpiadi, Bolognesi si trovò ad affrontare l’americano Bickle, considerato uno dei più forti pugili del mondo. Scontro non troppo facile per Aureliano che nel primo round finisce una volta al tappeto, ma la forza di non arrendersi lo porta a recuperare e vincere l’incontro. In seguito incontra l’ungherese Juhasz, poi in semifinale il finlandese Pazkanen, dominandolo nettamente. Arrivato in finale incontra il polacco Antkiewicz, vincendo per due punti su tre assegnatigli dai giudici dopo aver quasi anche messo k.o. il suo avversario.

In seguito Aureliano rimase nei dilettanti ma non più nei pesi leggeri in quanto fu bocciato dalla bilancia agli assoluti del 1953. A quel punto partecipò ai mondiali militari a Monaco di Baviera, battendo l’americano Campbell e il belga Eddy, scontro in cui si fratturò il pugno destro, infortunio che gli negò di disputare la finale. Dopo mesi di stop si scontra a Milano contro Giancarlo Garbelli, scontro che finisce in parità. Più tardi riesce a battere il belga Hoefler, portandosi a 12 vittorie e un pareggio in azzurro. Nel 1954, nonostante il consiglio di Natalino Rea di rimanere tra i dilettanti, per andare alle successive olimpiadi del 1956, Aureliano Bolognesi passa tra i professionisti sotto la guida di Aldo Spoldi, procuratore italiano tornato in quel periodo dagli “U.S.A.”.

  Il suo debutto tra i professionisti lo vede scontrarsi a Genova contro Felice Ceriani, incontro vinto per k.o. al secondo round. A questo punto Bolognesi si trasferisce a Milano dove si allena nella palestra Ravasio con l’allenatore Vigorelli. In nove mesi disputa 13 incontri, con altrettante vittorie, nel frattempo Spoldi lo passa ad un nuovo allenatore, Zambardieri, chiamato dagli amici “Raffa”. 
  Il 1955 inizia con una sfida in trasferta, a Stoccolma, contro Leo Lindberg, incontro finito in pareggio. Continua con una serie di incontri, riuscendo a battere facilmente Ballabio, un po’ meno facilmente il francese Sarkissian, finché dopo un mese dall’incontro col francese perde per k.o.
  La fine della sua carriera risulta tutt’altro che esaltante, un pari contro Ganadu e in fine la seconda sconfitta contro Mafaldo Rinaldi a Cremona. Dopo quell’incontro, nel 1956, Aureliano Bolognesi, all’età di soli 26 anni, decide di appendere i guantoni al chiodo, pensando potesse essere la migliore decisione, finendo quindi la sua carriera con un totale di 21 incontri, di cui 17 vinti (3 per k.o.), 2 persi (entrambi per k.o.) e due pareggiati.
  Dopo il ritiro dal pugilato agonistico Aureliano Bolognesi decide tornare a lavoro e di diventare allenatore di pugilato. Al giorno d’oggi, andato in pensione, si occupa ancora di iniziative umanitarie, ha donato la medaglia d’oro di Helsinki al centro tumori di Genova e la sua maglia azzurra ad un santuario nel genovese, inoltre si interessa ancora di boxe, anche se non più come un tempo, dando ancora consigli ai pugili nella palestra della Celano boxe, dove è ancora il maestro.