Deltaplano - Origini
Le origini del Deltaplano
Il desiderio di staccarsi da terra, si perde nella notte dei tempi. Senza l'Altissimo genio di Leonardo da Vinci e dei suoi studi sul volo, però, probabilmente non saremmo ancora riusciti a staccare i nostri piedi da terra. Fu proprio Leonardo, infatti, che riscontrò che le ali battenti non erano idonee allo scheletro e alla muscolatura dell'uomo. Bisogna arrivare al 1881, quando il tedesco Otto Lilienthal si staccò da terra con un liberatore da lui stesso costruito e sperimentato, del tutto simile al moderno Deltaplano. Solo nel secondo dopoguerra, però, un ingegnere italoamericano della NASA, Francis Melwin Rogallo, brevettò un'ala flessibile bionica "autostabile". Pochi anni dopo, un ingegnere australiano, John Dickenson, riprendendo l'dea dell'ala Rogallo e sviluppandola costruì il primo deltaplano chiamato "Aquilone". I primi decolli furono eseguiti dall'acqua e successivamente Bill Moyes apportò alcune modifiche al progetto Rogallo, rendendo possibile il volo al traino di un motoscafo, mentre il suo amico contemporaneo, Bill Bennet, compì il primo volo. Era il 1966. Caronti invece dopo l'incontro con Hill Moyes, portò nel 1969 in Italia, il primo deltaplano mai approdato in Europa. La voglia di volare lontani, portò successivamente qualcuno a pensare di attaccare a quella macchina volante un motore ed un'elica, si costruirono così motori adatti allo scopo, realizzando i deltaplano a motore più comunemente chiamati "Deltamotori" e considerati veri e propri aeroplani in miniatura. Con l'aumento del numero degli appassionati si costituirono le prime associazioni ed anche la FIVL (Federazione Italiana di Volo Libero), nel 1976. Nel 1985, il volo libero venne ufficialmente inquadrato dalle leggi italiane come quinta specialità dell'Aereo Club d'Italia.
- Sport non olimpico individuale con Classifica unica per uomini e donne
Fonti
- "Lo Sport, tra cultura e agonismo" di Daniele Masala - Soc. Ed. Universo - 2016