Bradbury Steven

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Steven Bradbury nasce a Camden il 14 ottobre 1973, è un pilota automobilistico e ex pattinatore di short track australiano, campione Olimpico nei 1000 metri alle Olimpiadi invernali 2002 di Salt Lake City.

Lo short track


Lo short track ha origine in Europa alla fine dell’ottocento. Trova riconoscimento ufficiale da parte della federazione nel 1978. Bisogna attendere le Olimpiadi di Calgary per trovare lo short track tra le discipline Olimpiche (in modo dimostrativo), e quelle di Albertville 1992 per l’assegnazione delle prime medaglie della specialità. Le gare di short track si presentano cosi : rapide e spettacolari. Le gare si disputano su pista breve delle dimensioni di un campo da hockey con almeno quattro pattinatori per le gare brevi e sei per i 1500 m. In questo sport non contano i tempi ottenuti in gara bensì la vittoria. Prevede gare ad eliminazione diretta. La tecnica in questa competizione è del tutto particolare, con una inclinazione del corpo fino a 30°, mano che tocca terra in curva, ottimo scatto in fase di partenza. La pista è ovale e le competizioni si svolgono lungo un anello di 111,12 m all’interno di un campo da hockey 60X30m. Le gare sono divise in individuale e staffetta: maschili e femminili. Si gareggia in gruppi da quattro e solo i primi e due passano il turno. Le competizioni individuali costano 32 atleti. Esistono specialità uguali per l’uomo e la donna (500-1000-1500 m) e specialità diverse per quanto riguarda la staffetta: 5000 m Uomo e 3000 m Donna.

Carriera


Dopo aver parlato con questa piccola parentesi dello short track, la carriera di Steven Bradbury pareva destinata a buoni risultati, grazie alla vittoria della medaglia di bronzo nei 5000 m staffetta alle Olimpiadi invernali di Lillehammer nel 1994 e della medaglia di bronzo e di argento ai mondiali di short track nel 1993 e nel 1994. Ma subito dopo i Giochi Olimpici, Bradbury subisce un gravissimo infortunio: in una prova dei 1500 m individuali di Coppa del Mondo a Montreal, riporta una profonda ferita causata dalla lama di un pattino dell'italiano Mirko Vuillermin, con cui si era scontrato. La lama giunge fino all'arteria femorale e Bradbury perde 4 litri di sangue, rischiando addirittura la morte per dissanguamento: occorrono ben 111 punti di sutura e 18 mesi di riabilitazione, ma l'incidente ne mina irreversibilmente il talento. Subisce un altro grave infortunio in allenamento nel 2000, quando si frattura il collo e deve passare sei settimane con un collare ortopedico. Le chances di vittoria di un grande titolo paiono svanite per Bradbury, che tuttavia decide di proseguire, fino ai Giochi del 2002. L'audace Bradbury non molla e decide lo stesso di coronare la propria carriera con la partecipazione alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City 2002, prendendo parte ai 1500 m (dove esce al secondo turno) e ai 1000 m short track. Nei 1000 m viene già dato per spacciato ai quarti di finale, dove i due posti per la qualificazione alle semifinali sembrano "prenotati" dallo statunitense Apolo Ohno e dal canadese Marc Gagnon, candidati all'oro. Dopo un avvio disastroso Bradbury si ritrova ultimo all'imbocco dell'ultima curva. Mentre Tamura cerca di sorpassare Marc Gagnon, scivola sul ghiaccio e consente a Bradbury di chiudere al terzo posto, che però non basta per qualificarsi. Sennonché Marc Gagnon viene squalificato per aver causato la caduta di Tamura, rimettendo dunque Bradbury in corsa. In semifinale per l'australiano ci sono il cinese Li Jiajun, il canadese Mathieu Turcotte, il sudcoreano Kim Dong-Sung e il giapponese Satoru Terao. Bradbury come al solito parte male, restando nelle retrovie per quasi tutta la gara. All'inizio dell'ultimo giro cade Kim Dong-Sung a causa di una scorrettezza di Li Jiajun, non ravvisata dai giudici. Per Bradbury, a quel punto quarto, pare finito tutto, senonché all'ultima curva Turcotte che era in testa scivola, trascinando nel capitombolo anche Li Jiajun. Bradbury giunge dunque secondo dietro Terao. A quel punto i giudici prendono delle decisioni incomprensibili squalificando Terao non commettendo alcuna scorrettezza. Bradbury vince la semifinale, Li Jiajun giunge secondo e Turcotte, che in realtà era caduto da solo, viene ripescato in quanto danneggiato. In finale l'australiano ritrova Jiajun, Turcotte, l'idolo di casa e favoritissimo Apolo Ohno, oltre al sudcoreano Ahn Hyun-Soo. Per Bradbury, che parte dall'esterno, stavolta il miracolo pare non ripetersi: gli avversari, troppo più forti, si staccano subito. All'ultimo giro passa in testa Ohno, davanti a tutti gli altri. Bradbury inizia l'ultima tornata con un quarto di giro di ritardo. Ma qui accade il colpo di scena: Li Jiajun cerca di sorpassare Ohno, i due si prendono reciprocamente a spallate, Li Jiajun ha la peggio e scivola all'ultima curva. Dopo la lotta con Li Jiajun, Ohno si trova fuori traiettoria all'esterno e rischia di perdere la gara, con Ahn che rischia di passarlo all'interno. L'idolo di casa Ohno, a quel punto spiazzato, aggancia con una mano la gamba di Ahn tagliandogli la strada e provocando la caduta del sudcoreano che trascina con se Turcotte e lo stesso Ohno. Avviene così una incredibile caduta di gruppo. Ohno tenta disperatamente di rialzarsi, ma in quell'istante sopraggiunge in tutta tranquillità Bradbury che coglie l'oro, il primo titolo Olimpico invernale per un atleta dell'emisfero australe. L'idolo di casa, lo statunitense Ohno arriva secondo e terzo Turcotte.

Dirà Bradbury: «Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L'ho vinta dopo un decennio di calvario».

Curiosità


Immediatamente Bradbury conquista la simpatia di centinaia di tifosi e di tanti atleti che gareggiano alle Olimpiadi. In Australia nasce persino un modo di dire, "doing a Bradbury" (fare un Bradbury), per indicare un successo clamoroso e altamente insperato. Raggiunto l'obiettivo della medaglia d'oro, Bradbury decide di lasciare il mondo dell'agonismo, come del resto già annunciato prima delle Olimpiadi invernali.

Dopo il ritiro


Nel 2003 torna a Salt Lake City per i mondiali di short track, ma nelle vesti di commentatore televisivo. Divenuto una celebrità in patria (le Poste australiane emisero addirittura un francobollo da 45 centesimi di dollaro a commemorare l'impresa), nel 2005 ha preso parte come concorrente al programma TV australiano di pattinaggio "Dancing with the stars". Il 26 gennaio 2007 è stato decorato per meriti sportivi con la medaglia dell'Ordine dell'Australia. Abbandonata la carriera da pattinatore, Bradbury è divenuto pilota di Formula Vee. Nella stagione 2007 del campionato dello Stato australiano del Queensland ha collezionato due podi.

Vedere anche