Wimbledon (The Championships)

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Wimbledon


Il Torneo di Wimbledon è il più antico e prestigioso evento nello sport del tennis. Il torneo, che si tiene tra giugno e luglio a Wimbledon (Londra), è il terzo dei tornei del Grande Slam in ordine cronologico annuale. Si gioca ogni anno, preceduto dall'Australian Open e dagli Open di Francia, e seguito dagli US Open. Il torneo (l'unico tra quelli del Grande Slam ad essere giocato sull'erba) dura due settimane, soggette ad essere protratte a causa della pioggia.

La storia di Wimbledon


C’è una targa, affissa su un muro del residence Manor Court a Royal Leamington, piccola cittadina inglese a trenta chilometri da Birmingham. Liberamente tradotta recita così: “Nel 1872 il sindaco Harry Gem e il suo amico Mr. J. B. A. Pereira insieme al dottor Frederic Haynes e al dottor A. Wellesley Tomkins fondarono il primo circolo di tennis sull’erba nel mondo, e giocarono la prima partita nei prati qui attigui”. E’ da lì, da quella cittadina nella contea del Warwickshire, che indirettamente nasce Wimbledon, il più antico e prestigioso torneo tennistico del mondo.
In realtà il tennis giocato nel loro match inaugurale dai quattro esimi personaggi sopra citati, era sport ben lontano da quello che oggi noi tutti conosciamo, visto anche il fatto che il vero e proprio gioco del tennis fu “brevettato” dal maggiore inglese Walter Clopton Wingfield, il 23 febbraio del 1874, cioè solo due anni più tardi. L’antenato era il “jeu de paume”, letteralmente “gioco del palmo”, in cui si usava, appunto, il palmo della mano al posto della racchetta e le cui regole furono codificate nel 1592 a Parigi. Solo successivamente si iniziarono ad utilizzare rudimentali racchette in legno. In Italia, praticata già nel XIII secolo, esisteva la pallacorda, chiamata così in quanto bisognava mandare la palla nel campo avversario facendola passare sopra una cordicella tesa a metà dello stesso. In ogni caso nel maggio del 1875 vengono stabilite venticinque regole di gioco e il primo campionato di tennis della storia si svolge due anni più tardi a Wimbledon, un quartiere periferico di Londra.
La prima edizione dei Lawn Tennis Championships (campionati di tennis su erba) ebbe un grande successo e riunì 22 partecipanti. Spencer Gore fu il primo vincitore. Circa 200 spettatori pagarono uno scellino ciascuno per guardare la finale. Nelle prime edizioni, fino al 1922, era in vigore il sistema del challenge round: il campione uscente veniva opposto in finale al vincitore del torneo preliminare senza giocare nessuna partita. Così Spencer Gore difese il suo titolo nel 1878 contro Frank Hadow, un proprietario di piantagioni dello Sri Lanka che aveva approfittato di una vacanza per testare il suo tennis a Wimbledon. Hadow vinse il torneo utilizzando tra gli altri il pallonetto sorprendendo i suoi avversari a rete, con una tecnica mai utilizzata fino ad allora.[3] Nonostante questo sorprendente successo, decise di non difendere il suo titolo l'anno successivo e fu John Hartley a vincere il trofeo nel 1879 e nel 1880. L'edizione del 1879 è la prima che vede disputarsi il torneo di doppio maschile che però si giocò a Oxford fino al 1884.Nel 1879 gli Irish Championships furono il primo torneo di tennis ad introdurre il singolare femminile fin dalla sua prima edizione. In quella occasione, May Langrishe, ad appena 14 anni, diventò la prima donna a vincere un torneo di tennis femminile. Wimbledon decise di aprirsi alle donne cinque anni più tardi nel 1884 e fu Maud Watson a vincere contro la sorella Lilian. Questa particolare conicidenza si è ripetuta nel 2001 nella finale tra Serena e Venus Williams. Maud Watson conservò il suo titolo l'anno seguente contro Blanche Bingley. Quest'ultima si prese la rivincita l'anno successivo diventando una delle prime grandi giocatrici di tennis della storia vincendo sei titoli a Londra, nel: 1886, 1889, 1894, 1897, 1899 e 1900, accendendo anche la prima grande rivalità della storia del tennis femminile con Charlotte Cooper. Il dominio di Blanche Bingley, però, fu minato dall'arrivo di Lottie Dod che arrivò in finale cinque volte (1887, 1888, 1889, 1891 e 1892). Nonostante le quattro sconfitte in finale (tre contro Bingley e una contro Muriel Robb nel 1901), Charlotte Cooper riuscì a vincere il torneo nel 1895, 1896, 1898, 1901 e nel 1908 all'età di 38 anni. Gli anni dal 1900 al 1914 furono segnati dalle vittorie di Dorothea Douglass Chambers: nel 1903, 1904, 1906, 1910, 1911, 1913 e nel 1914, rivale dell'americana May Sutton che la incontrò in finale nel 1905, 1906, e 1907 con 2 sconfitte nel 1905 e 1907. Vincendo nel 1905, la Sutton divenne la prima campionessa non britannica a Wimbledon e l'unica non britannica a vincere il torneo tra il 1884 e il 1914 come nelle edizioni 1909 e 1912 vinte rispettivamente da Dora Boothby e Ethel Thompson. Infine, Il 1913 vide la nascita del doppio femminile e del doppio misto, poco prima dello scoppio della prima guerra mondiale che costrinse il torneo a chiudere i battenti.
Due anni dopo la ripresa del torneo fu decisa l’abolizione del challenge round, per questo motivo assumono particolare significato i sei titoli conseguiti dalla francese Suzanne Lenglen, cui se aggiungiamo gli altri sei titoli vinti nel torneo di doppio e i due in quello di doppio misto, si guadagna di diritto un posto di primo piano nella storia del tennis. Soprannominata “ballerina dei gesti bianchi”, Suzanne detiene un record particolare, quello di non aver mai ceduto un match point nel dopoguerra. Morì giovanissima a 39 anni di anemia, ma il suo gioco perfetto ed elegante la annovera ancora oggi tra le migliori giocatrici di sempre. Tutti i suoi titoli di doppio li vinse insieme all’americana Elizabeth Ryan, la doppista più vincente della storia del torneo con dodici affermazioni.
Gli ultimi fuochi d’artificio del torneo, prima che altri fuochi di origine nefasta costrinsero gli organizzatori alla sospensione fino al 1946, li sparò Donald Budge, capace di aggiudicarsi i campionati al terzo tentativo nel 1937 e di bissare l’anno successivo compiendo un’impresa mostruosa, ossia aggiudicandosi tutti e quattro i tornei dello Slam, di cui Wimbledon fa parte insieme al Roland Garros di Parigi, agli Australian Open di Melbourne e agli U.S. Open di New York. In pratica un’impresa tanto difficile e prestigiosa da riuscire solo ad un altro tennista nella storia: Rod Laver nel 1962 e nel 1969. La guerra lasciò anche qualche ferita visibile su Wimbledon: in mezzo al campo centrale si aprì una voragine e le zone circostanti non erano in condizioni migliori. Questo non impedì però che il torneo ripartisse nel 1946. In campo maschile fino agli anni Sessanta non vi furono dominatori, ma vincitori differenti ogni anno, tra cui l’americano Jack Kramer, che nel 1946 dovette arrendersi a una vescica più che al suo avversario, il francese Yvon Petra, per poi rifarsi nel 1947. Nei sette incontri disputati in quell’anno vinse 137 games su 174, con il 78% ancora oggi score record per un tennista a Wimbledon. Tra le Miss erano gli anni del dominio a stelle e strisce, ininterrotto dal 1938 al 1958, con le affermazioni di campionesse quali, tra le altre, Louise Brough, Doris Hart, Maureen Connolly e Athea Gibson. La Connolly è una delle tre sole tenniste nella storia capaci di eguagliare le imprese di Budge e Laver e di vincere il “Grande Slam”, insieme all’australiana Margareth Smith-Court, che si affermò ai campionati tre volte tra il 1963 e il 1970, e la tedesca Steffi Graf che fece suo il torneo ben sette volte tra il 1988 e il 1996.
John McEnroe merita un capitolo a parte, genio e sregolatezza, indisciplina e talento, tutti concentrati nel braccio sinistro di questo campione. “The Genius” veniva chiamato, soprannome azzeccatissimo se si considerano le sue caratteristiche. Non aveva un fisico eccezionale, non si allenava tanto se non partecipando a dei tornei di doppio e il suo servizio non era da bombardiere. Era però imprevedibile, ogni palla aveva un effetto diverso dalla precedente, il rovescio giocato ad una mano gli permetteva di sorprendere molto spesso l’avversario, che John tendeva a sbeffeggiare facendo anche un saltino per aumentare l’anticipo del colpo. Capace di splendide discese a rete guidate da una coordinazione e da una gamma di volée meravigliose, accompagnate da un gioco di piedi tuttora ineguagliabile. Quello che si ricorderà di SuperMac a Wimbledon saranno soprattutto le due finali, una vinta e una persa, contro la sua antitesi Bjorn Borg. Glaciale, imperturbabile e tranquillo l’uno quanto emotivo, indisciplinato ed esaltato l’altro, tanto da passare alla storia, tra le altre cose, anche per le sue folkloristiche e clamorose proteste nei confronti degli arbitri. “You can not be serious!”. “Non puoi dire sul serio!” è il celebre e inconfondibile grido che John indirizzava ai malcapitati arbitri. John McEnroe vincerà l’ultimo Wimbledon, il terzo, nel 1984 battendo in finale Jimmy Connors riuscendo ad arrivare in semifinale altre due volte prima del ritiro nel 1992.
Wimbledon è dunque oggi il torneo più antico dello slam, nonché il più carico di tradizione e storia. I tempi però cambiano e le esigenze televisive e degli sponsor guadagnano sempre più importanza nell’apparentemente invulnerabile conservatorismo del torneo. Per cui nel 1997 viene inaugurato il nuovo campo centrale capace di ospitare fino a 18.000 spettatori e quindi di aumentare gli introiti di quasi il doppio rispetto al passato. Dal 2007 una novità importante è la raggiunta parità di premi tra Gentlemen e Mrs, dovuta anche all’interesse che oggi suscitano nel pubblico la nuova generazione di modelle-tenniste, come Maria Sharapova e Ana Ivanovic, che sono in grado di far ruotare attorno al tennis, sfruttando anche la loro mondanità e il loro fascino, un giro di denaro pari se non maggiore a quello dei colleghi maschi. Segno dei tempi che cambiano e che si evolvono sempre più rapidamente, ma se si vuole respirare al giorno d’oggi l’invitante aroma del tennis che fu, il luogo più indicato si trova sempre li, in quell’anacronistico mondo che per due settimane l’anno rivive in un periferico quartiere di Londra, tra la fragranza dei tulipani, il sapore delle fragole e dello champagne l’immancabile odore acre dell’erba bagnata.

Eventi


Ci sono cinque eventi principali a Wimbledon: singolare maschile, singolare femminile, doppio maschile, doppio femminile e doppio misto. In aggiunta esiste un torneo junior con quattro categorie: singolare e doppio maschile e femminile. Infine esiste un torneo ad inviti in quattro categorie: doppio maschile over35, doppio maschile over45, doppio femminile over35 e doppio maschile in carrozzina. Le partite dei tornei doppio e singolare maschile sono al meglio dei cinque set, tutte le altre al meglio dei tre. Tutti i tornei sono ad eliminazione diretta; sfuggono a questa regola i doppi over35 e over45, che prevedono un girone all'italiana. Fino al 1921 era in vigore il cosiddetto Challenge Round, vale a dire che i vincitori dell'edizione precedente, eccetto che per i tornei di doppio femminile e misto, venivano ammessi direttamente alla finale. Questo consentì ad alcuni atleti di vincere numerose edizioni consecutive, in quanto affrontavano avversari stanchi per aver giocato in tutti i turni precedenti.

Superficie


Wimbledon si disputa rigorosamente sull’erba, fin dalle origini. Questo particolare tipo di superficie ha come inconvenienti un rimbalzo basso e molto spesso irregolare, dovuto alle imperfezioni del terreno; è pur vero, però, che nel corso degli anni molte cose sono cambiate e l’erba su cui si gioca oggi non è assolutamente paragonabile a quella di 15/20 anni fa. Nonostante tutto, però, l’erba rimane il terreno più adatto su cui sperimentare uno spregiudicato serve & volley.

Campi


Il campo principale di Wimbledon è il cosiddetto Centre Court, che ospita la bellezza di 18.000 spettatori seduti. Nel 2009 il Centre Court si è rinnovato, grazie all’installazione di una copertura retraibile, capace di proteggere il campo dalla pioggia. Con questa innovazione, le partite non hanno dovuto più attendere i capricci del clima, ma solo fermarsi il tempo necessario per far sì che la copertura della superficie sia integrale.

Albo d'Oro


In campo maschile al primo posto per tornei conquistati ci sono Pete Sampras, Roger Federer e William Renshaw con 7 titoli. In campo femminile, invece, al primo posto c’è Martina Navrátilová con 9 vittorie, seguita da Helen Wills Moody con 8 e Dorothea Douglass Chambers e Steffi Graf con 7.

Guardare anche


Fonti


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