Differenze tra le versioni di "Ervin Anthony"

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Anthony Lee Ervin nacque il 26 maggio del 1981 a Burbank, un comune degli Stati Uniti d’America, nella contea di Los Angeles. Ebreo, di origini afroamericane e praticante buddista, fu portato per la prima volta in piscina quando ancora non aveva un anno. Venne iscritto al primo corso di nuoto quando iniziò a frequentare l’asilo, perché era un bambino con problemi comportamentali e i genitori speravano di risolverli facendolo sfogare in acqua.
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A Santa Clara ha vissuto gran parte della sua adolescenza ed ha iniziato a nuotare per la squadra “Canyons Aquatic Club” e per il team del liceo. Una volta diplomato si è trasferito a Berkeley per studiare. Qui iniziò a passare molto più tempo in palestra per sviluppare più forza e nel giro di alcuni mesi riuscì a conquistare un posto nella nazionale di nuoto degli Stati Uniti, che parteciperò alle Olimpiadi di Sydney 2000. Alle batterie dei 50m stile libero, con il tempo di 22’’24 si aggiudicò il quarto posto in semifinale dove, migliorandosi di 11 centesimi, conquistò un posto in finale. La sera del 22 settembre, Anthony Ervin vinse, a soli 19 anni, l’oro olimpico a pari merito con il suo connazionale Gary Hall Junior con il tempo di 21’’98. Così diventò il primo afroamericano ad essersi aggiudicato una medaglia d’oro alle Olimpiadi. Nella stessa edizione dei giochi conquistò, insieme ai compagni di squadra Gary Hall, Neil Walker e Jason Lezak, anche l’argento nella 4x100m stile libero con un tempo finale di 3’13’’86, nuotando in prima frazione. L’anno successivo partecipò ai campionati mondiali di nuoto di Fukuoka dove, con il tempo di 22’’09 e 48’’33, conquistò l’oro rispettivamente nei 50m e 100m stile libero, migliorando anche il record dei campionati nei 100m. Nel 2002 gareggiò ai Pan Pacific Game di Yokohama conquistando l’argento nei 50m stile libero con il tempo di 22’’28. Qui collaborò nel portare sul secondo gradino del podio la sua nazione, chiudendo la prima frazione della 4x100m stile libero in 50’’30.  
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Dopo questa serie di successi iniziò a fare uso di alcool e droga. Un’altra sua passione era suonare la chitarra e prese parte ad una rock band, tant’è che viene definito come la rock-star del nuoto, cominciando anche a lavorare in un negozio di musica e in uno per tatuaggi. In questo periodo infatti lasciò il nuoto, abbandonò l’università e venne addirittura arrestato. Decise inoltre di mettere all’asta la sua medaglia d’oro vinta alle olimpiadi di Sydney su eBay. Fece ciò per aiutare i sopravvissuti allo tsunami che ci fu nell’Oceano Indiano nel 2004, ricavando poco più di 17.000 dollari.
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Nel 2006 ci fu la sua rinascita grazie ad un ex compagno di squadra, Lars Merseburg, che lo chiamò per farlo diventare istruttore di nuoto presso la “Imagine Swimming”. Dopo poco inizierà anche ad allenare la squadra “Oakland Undercurrent” ed è solo grazie alla nuova visione del mondo dello sport, che aveva appreso guardando i suoi allievi, che decise di rimettersi in gioco. Nel 2007 smise di bere e fumare, decise di iscriversi nuovamente all’università, portando a termine gli studi e seguendo anche un master in sport, cultura e istruzione. Ricominciò a nuotare e nel febbraio del 2011 partecipò ad una gara espositiva, per annunciare il suo ufficiale ritorno solo nel dicembre dello stesso anno. A gennaio dell’anno successivo, al gran premio di Austin, stampò un 22’’27 nei 50m stile libero. Seguirono altri gran premi prima di arrivare ai Trials americani dove conquistò il pass per la prima vera grande sfida che si trovò davanti: i Giochi olimpici di Londra 2012. Qui nella sua gara, i 50m stile libero, partecipò alle batterie conseguendo un ottimo tempo: 21’’83. Nella semifinale si qualificò terzo con 21’’62 per le finali, dove però arrivò soltanto quinto peggiorando il suo tempo e chiudendo in 21’’78. Qualche mese dopo, nello stesso anno partecipò ai campionati mondiali in vasca corta di Istanbul dove vinse un terzo posto individuale nei 50m con 20’’99 e un primo posto nella staffetta 4x100m stile libero con un tempo finale di 3’06’’40. L’anno seguente si qualificò per i mondiali in vasca lunga di Barcellona dove affrontò nuovamente la gara dei 50m. Nelle batterie, con il tempo di 21’’87, conquistò un posto in semifinale. Successivamente, con 21’’42 entrò alla finale dove, con 21’’65, si ritrovò sesto. Riuscì però a vincere una medaglia d’argento grazie alla staffetta 4x100m stile nuotando un 47’’44, in terza frazione, la più veloce tra quelle dei suoi compagni Ryan Lochte, Nathan Adrian e Jimmy Feigan, finendo a meno di tre decimi di distacco dalla Francia che vinse la gara. Nel 2014 partì per l’Australia, dove a Gold Coast si tennero i Pan Pacific Game. Qui gareggiò nella sua distanza, i 50m stile libero, arrivando secondo in finale con il tempo di 21’’73, migliorando di 2 centesimi il tempo delle batterie. Il successivo evento internazionale fu a Kazan, in Russia, nel 2015, dove si svolsero i XVI campionati mondiali di nuoto. Qui, sempre nei 50m stile libero, fece 22’’44 durante le batterie, qualificandosi quindicesimo per le semifinali. Nelle prove successive però arrivò ottavo, insieme al velocista russo Vladimir Morozov: entrambi chiusero la gara in 22’’02. Nello spareggio, l’americano fu battuto per soli 8 centesimi di secondo, perdendo la possibilità di accedere alla finale mondiale. Il 14 marzo 2016 ci fu la pubblicazione del suo libro, “Chasing in the water”, che è una sua autobiografia. Sempre nel corso di quell’anno, l’anno olimpico, partecipò ai Trials americani guadagnandosi il pass per i Giochi di Rio de Janeiro, ancora una volta nella sua distanza preferita. Così, all’età di 35 anni e 78 giorni, diventò il nuotatore olimpico, maschio, più anziano della nazionale statunitense, dopo il trentaseienne Edgar Adams che vinse l’argento a Saint Louis nel 1904. In Brasile, nel secondo giorno di competizioni, partecipò alle batterie per la staffetta 4x100m stile libero dove concluse la sua quarta frazione in 47’’65, con il tempo di qualifica più veloce della sua squadra, portandola in finale. Nel pomeriggio non contribuì alla vittoria della gara perché fu sostituito da Nathan Adrian. Nella sua gara, qualche giorno dopo, nelle batterie, fece il terzo tempo per accedere alle semifinali: 21’’63. Si migliorò ulteriormente nuotando la distanza in 21’’46 nella stessa giornata, nel pomeriggio, assicurandosi un posto in finale. In quest’ultima prova successe l’incredibile: diventò il primo nuotatore della storia a vincere l’oro, nella stessa gara, a sedici anni di distanza. Vinse con il tempo di 21’’40 battendo di un solo centesimo di secondo l’ex campione olimpico di Londra 2012, Florent Manaudou. In seguito a questa grandiosa esperienza, nello stesso anno, vinse il premio per la perseveranza agli “USA Golden Googles Awards”.
'''Anthony Lee Ervin''' è nato il 26 maggio del 1981 a Burbank in California, di origine Afroamericana ebreo e praticante buddista trascorre la sua adolescenza a Santa Clara dove iniziò a nuotare per la società “Canyons Aquatic Club” oltre che per la squadra di nuoto del liceo.
Parlò della sua vita personale in alcune interviste, anche della sua malattia. Sembra infatti, secondo il campione olimpico, che la sindrome di Tourette lo abbia aiutato soprattutto quando si parlava di nervosismo pre-gara. Tutta quella tensione e quell’ansia che i suoi avversari avevano prima di una gara, in particolar modo prima delle finali olimpiche, lui non la provava. Non aveva timore di gareggiare davanti a migliaia di spettatori, né di essere visto in diretta televisiva sugli schermi di tutto il mondo. Lui riusciva a concentrarsi e ad affrontare al meglio le sue gare. Per esprimere il suo rapporto con l’acqua e con il nuoto pronunciò una frase: “La mia unica tecnica è la velocità. Questo è tutto ciò che ho, è astratto, l’acqua è dissociativa per me, mi trascina dalle realtà della mia vita, un santuario”.
===Carriera===
 
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Sitografia:
''Anthony Ervin'' una volta diplomatosi vince una borsa di studio all’università di Berkeley dove si trasferisce per proseguire gli studi non tralasciando però l’attività natatoria e riesce a conquistare un posto nella nazionale Statunitense per le Olimpiadi di Sydney 2000. Durante i Giochi Olimpici “il ragazzino diciannovenne” riuscì a vincere ben due medaglie , un oro nei 50 stile libero e un argento nella staffetta 4x100 sl, diventando così il primo di origine Afro-americana a vincere l’oro olimpico nel nuoto. Solo tre anni dopo all’età di ventidue anni decise di ritirarsi  dalle competizioni,stupendo clamorosamente l’opinione pubblica e guadagnandosi la fama della “promessa incompiuta”.
www.nuotounostiledivita.it
===Gli anni bui===
www.fina.org
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www.swimswam.com
Dopo il ritiro iniziò per Anthony un periodo buio dove si susseguirono una serie di preoccupanti episodi come l’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti che lo portarono man mano a sparire dalle cronache e ritornò a soffrire di depressione. Da questo momento iniziò una serie di lavori saltuari come il tatuatore o venditore di attrezzi musicali giusto per guadagnarsi da vivere. Nel 2005 mise addirittura in vendita su “Ebay” la sua medaglia olimpica per cercare di ripulirsi e fare qualcosa di socialmente utile aiutando le vittime del maremoto indonesiano.
www.swimrankings.net
===La rinascita===
www.omegatiming.com
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Le cose per Ervin iniziarono a cambiare nel 2006 quando un vecchio compagno di squadra gli offre di diventare istruttore di nuoto in una piscina di New York, grazie ai suoi allievi Anthony riscopre la sua passione per il nuoto e ricomincia a nuotare. A partire dal 2007 Anthony decide di dare una svolta fondamentale alla sua vita smettendo di bere e di fumare e riprendendo gli studi universitari portandoli a termine. Nel 2010 decise di tornare al nuoto agonistico, quando questa notizia giunse agli allenatori della nazionale statunitense questi lo darono per spacciato. Nel 2011 decise di partecipare ai Trials americani dell’anno successivo dove si piazzò secondo nei 50 stile libero entrando di diritto nella nazionale. Qualche mese più tardi Ervin si presentò alle Olimpiadi di Londra 2012 con buone possibilità di vincere una medaglia. Gareggiò nei 50 stile libero ma si piazzò soltanto 5° nonostante migliorò  ulteriormente il suo crono.
===L’impresa record===
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Dopo l’esperienza di Londra Ervin continuò ad allenarsi partecipando a tutte le manifestazioni internazonali di nuoto con l’unico obiettivo di “strappare” il pass per la sua terza Olimpiade e diventare uno dei nuotatori statunitensi più anziani di sempre a partecipare ad un olimpiade. Ai Trials del 2016 Anthony riesce nell’impresa e conquista il pass per Rio de Janeiro,Anthony qui compie qualcosa di ancora più inaspettato e straordinario: all’età di 35 anni, a 16 anni dal primo successo Olimpico vince altri due ori olimpici,nei 50 stile libero e nella staffetta 4x100sl. Dopo essere stato il primo nuotatore afro-americano a vincere un’oro olimpicoati: è la prima volta che un nuotatore riesce a vincere la stessa gara a 16 anni di distanza ed è diventato il nuotatore più anziano a vincere una medaglia d’oro olimpica in una gara individuale, quest’ultimo record strappato al connazionale Micheal Phelps.
===Sitografia===
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*Anthony Ervin – nuoto uno stile di vita
*Anthony Ervin, 16 anni dopo – Il Post

Versione attuale delle 21:40, 3 dic 2017

IMMAGINI

Anthony Lee Ervin è nato il 26 maggio del 1981 a Burbank in California, di origine Afroamericana ebreo e praticante buddista trascorre la sua adolescenza a Santa Clara dove iniziò a nuotare per la società “Canyons Aquatic Club” oltre che per la squadra di nuoto del liceo.

Carriera


Anthony Ervin una volta diplomatosi vince una borsa di studio all’università di Berkeley dove si trasferisce per proseguire gli studi non tralasciando però l’attività natatoria e riesce a conquistare un posto nella nazionale Statunitense per le Olimpiadi di Sydney 2000. Durante i Giochi Olimpici “il ragazzino diciannovenne” riuscì a vincere ben due medaglie , un oro nei 50 stile libero e un argento nella staffetta 4x100 sl, diventando così il primo di origine Afro-americana a vincere l’oro olimpico nel nuoto. Solo tre anni dopo all’età di ventidue anni decise di ritirarsi dalle competizioni,stupendo clamorosamente l’opinione pubblica e guadagnandosi la fama della “promessa incompiuta”.

Gli anni bui


Dopo il ritiro iniziò per Anthony un periodo buio dove si susseguirono una serie di preoccupanti episodi come l’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti che lo portarono man mano a sparire dalle cronache e ritornò a soffrire di depressione. Da questo momento iniziò una serie di lavori saltuari come il tatuatore o venditore di attrezzi musicali giusto per guadagnarsi da vivere. Nel 2005 mise addirittura in vendita su “Ebay” la sua medaglia olimpica per cercare di ripulirsi e fare qualcosa di socialmente utile aiutando le vittime del maremoto indonesiano.

La rinascita


Le cose per Ervin iniziarono a cambiare nel 2006 quando un vecchio compagno di squadra gli offre di diventare istruttore di nuoto in una piscina di New York, grazie ai suoi allievi Anthony riscopre la sua passione per il nuoto e ricomincia a nuotare. A partire dal 2007 Anthony decide di dare una svolta fondamentale alla sua vita smettendo di bere e di fumare e riprendendo gli studi universitari portandoli a termine. Nel 2010 decise di tornare al nuoto agonistico, quando questa notizia giunse agli allenatori della nazionale statunitense questi lo darono per spacciato. Nel 2011 decise di partecipare ai Trials americani dell’anno successivo dove si piazzò secondo nei 50 stile libero entrando di diritto nella nazionale. Qualche mese più tardi Ervin si presentò alle Olimpiadi di Londra 2012 con buone possibilità di vincere una medaglia. Gareggiò nei 50 stile libero ma si piazzò soltanto 5° nonostante migliorò ulteriormente il suo crono.

L’impresa record


Dopo l’esperienza di Londra Ervin continuò ad allenarsi partecipando a tutte le manifestazioni internazonali di nuoto con l’unico obiettivo di “strappare” il pass per la sua terza Olimpiade e diventare uno dei nuotatori statunitensi più anziani di sempre a partecipare ad un olimpiade. Ai Trials del 2016 Anthony riesce nell’impresa e conquista il pass per Rio de Janeiro,Anthony qui compie qualcosa di ancora più inaspettato e straordinario: all’età di 35 anni, a 16 anni dal primo successo Olimpico vince altri due ori olimpici,nei 50 stile libero e nella staffetta 4x100sl. Dopo essere stato il primo nuotatore afro-americano a vincere un’oro olimpicoati: è la prima volta che un nuotatore riesce a vincere la stessa gara a 16 anni di distanza ed è diventato il nuotatore più anziano a vincere una medaglia d’oro olimpica in una gara individuale, quest’ultimo record strappato al connazionale Micheal Phelps.

Sitografia


  • Anthony Ervin – nuoto uno stile di vita
  • Anthony Ervin, 16 anni dopo – Il Post