Differenze tra le versioni di "Cassius Clay"
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Dopo una brillante carriera si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l’oro nella categoria dei mediomassimi. Nel 1961 passò al professionismo e 2 anni dopo (25 febbraio 1964) a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all'inizio dell' ottava ripresa. Il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine. Dopo appena un minuto Mohammed colpì l'avversario con un colpo d'incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch). Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito; | Dopo una brillante carriera, ''Cassius Clay'' si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l’oro nella categoria dei mediomassimi. Nel 1961 passò al professionismo e 2 anni dopo (25 febbraio 1964) a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all'inizio dell' ottava ripresa. Il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine. Dopo appena un minuto Mohammed colpì l'avversario con un colpo d'incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch). Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito; | ||
Clay sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Gli esperti hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Clay, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell'avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti. <BR \> | Clay sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Gli esperti hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Clay, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell'avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti. <BR \> | ||
In seguito ad alcuni eventi, Cassius Clay si converte all'islam cambiando il suo nome in Muhammad Alì, mentre difende con onore il suo titolo mondiale spazzando via, uno aduno, tutti gli avversari che lo sfidano, dissipando tutti i dubbi sul suo reale valore di atleta. | In seguito ad alcuni eventi, Cassius Clay si converte all'islam cambiando il suo nome in Muhammad Alì, mentre difende con onore il suo titolo mondiale spazzando via, uno aduno, tutti gli avversari che lo sfidano, dissipando tutti i dubbi sul suo reale valore di atleta. | ||
Versione attuale delle 19:24, 24 feb 2018
IMMAGINI
Dati Biografici
• Nato a: Louisville, Kentucky (Usa) il 18 gennaio 1942
• Altezza: cm. 191
• Peso: kg. 96
• Nazionalità: Statunitense
• Categoria: pesi massimi
• Professionista: dal 29 Ottobre 1960
• Record: 61 incontri disputati 56 vinti (37 per Ko), 5 persi
• Mondiali sostenuti: 25
• Mondiali vinti: 22
• Altri titoli: Oro ai Giochi olimpici di Roma 1960 nei mediomassimi
• Frasi famose: "Io sono l'eccelso
Il pugilato
Il pugilato è uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme. E’ conosciuto, anche come la nobile arte, perché richiede ai suoi praticanti le qualità caratteristiche dell'uomo, come il coraggio, la forza, l'intelligenza. Consiste nel confronto, all'interno di uno spazio quadrato chiamato ring, tra due atleti che si affrontano colpendosi con i pugni chiusi, allo scopo di indebolire e atterrare l'avversario.
In questa disciplina, un ex pugile statunitense è Cassius Clay, uno dei più famosi e apprezzati sportivi della storia, un personaggio che fuori e dentro il ring è riuscito a focalizzare l'attenzione del mondo e non solo degli appassionati di noble art.
Ha 12 anni quando gli rubano la bicicletta, si rivolge spaventato ad un poliziotto che nel tempo libero fa l’allenatore. L’idea di partenza quindi è di imparare a reagire ad eventuali soprusi. Inizia così a frequentare la palestra Columbia, dove mette in mostra il suo talento.
Lo stile di combattimento di Cassius Clay
Lo stile di combattimento di Ali era molto particolare: nonostante fosse agilissimo aveva anche una grande potenza, testimoniato dai molti KO inflitti ai suoi avversari. Muhammad Ali martellava a distanza l'avversario con i suoi diretti e montanti. Sul ring si muove di continuo in una specie di danza, che finisce per ipnotizzare avversari e spettatori.E’ velocissimo, longilineo e potente al tempo stesso .Ha una mobilità sulle gambe e un pugno incredibili se rapportati alle sue misure. Questo talento naturale gli permette di ignorare alcune tecniche fondamentali della boxe. Spesso sferra il colpo indietreggiando anziché accompagnandolo col peso del corpo. In difesa invece di raccogliersi contro i colpi dell’avversario, se ne sottrae tirandosi indietro. Con le lunghe braccia riesce sempre a colpire l’avversario con delle combinazioni micidiali.
La carriera
Dopo una brillante carriera, Cassius Clay si mise in luce alle Olimpiadi di Roma del 1960 conquistando l’oro nella categoria dei mediomassimi. Nel 1961 passò al professionismo e 2 anni dopo (25 febbraio 1964) a Miami conquistò per la prima volta la corona di Campione del Mondo dei pesi massimi, battendo il campione in carica Sonny Liston per abbandono all'inizio dell' ottava ripresa. Il match di rivincita con Liston si disputò nel 1965 a Lewinston nel Maine. Dopo appena un minuto Mohammed colpì l'avversario con un colpo d'incontro apparentemente innocuo, passato alla storia come il cosiddetto pugno fantasma (the phantom punch). Liston rimase al tappeto apparentemente tramortito;
Clay sembrò consapevole di non aver colpito così duramente lo sfidante e lo invitò con veemenza ad alzarsi per continuare il combattimento. Gli esperti hanno visionato al rallentatore la ripresa, il colpo di Clay, assestato da brevissima distanza e quasi invisibile, sembra aver colpito la tempia dell'avversario, che in quel momento stava portando un attacco con il suo caratteristico stile ed era fortemente sbilanciato in avanti.
In seguito ad alcuni eventi, Cassius Clay si converte all'islam cambiando il suo nome in Muhammad Alì, mentre difende con onore il suo titolo mondiale spazzando via, uno aduno, tutti gli avversari che lo sfidano, dissipando tutti i dubbi sul suo reale valore di atleta.
Improvvisamente però gli Stati Uniti entrano in guerra contro il Vietnam, Muhammad Alì si rifiuta di arruolarsi. Affermando di essere un "ministro della religione islamica" si definì "obiettore di coscienza" venne condannato da una giuria composta di soli bianchi a cinque anni di reclusione. Inizia con questa presa di posizione la sua "disobbedienza civile" che lo porterà a una sospensione per squalifica di due anni dalla attività agonistica. La giustizia americana lo dichiarò decaduto dal suo titolo, gli venne ritirato il patentino (quindi non poteva più boxare), il passaporto (era perciò costretto a risiedere negli Stati Uniti).
Torna sul ring nel 1970, quattro anni dopo, il pugile che ama definirsi <leggero come una farfalla e pungente come un'ape> riconquista, in una mitica sfida notturna in Africa, nella città di Kinshasa in Zaire, il titolo dei massimi con uno dei gesti atletici più belli e intensi della storia del pugilato, nel match contro George Foreman. In quell'incontro, nelle prime riprese, sembra che Muhammad Alì abbia la peggio sull'avversario, non fa altro che incassare colpi terribili e tutti pensano che sia solo questione di tempo prima che finisca al tappeto. Ma all'ottava ripresa contro ogni pronostico stende a terra un Foreman oramai stremato. E' l'incontro del secolo il più bello e intenso in assoluto! Ora è consacrato a leggenda, è lui il numero uno e lo sarà ancora per molto tempo, forse per sempre! Negli anni avvenire respinge tutti gli attacchi degli sfidanti, spazzandoli via uno dietro l'altro con estrema facilità. Mitici rimarranno anche gli incontri con Joe Frazier che passeranno alla storia del pugilato moderno. Il mito, oramai trentaseienne si incontra con un giovane e turbolento avversario Leon Spinks, e viene sconfitto, ma torna a ruggire ancora una volta umiliandolo nella rivincita.
Combatté per l'ultima volta l'11 dicembre 1981 contro Trevor Berbick e perse per decisione unanime ai punti dopo dieci round. In quel combattimento Ali apparve molto lento nei movimenti e il suo allenatore Angelo Dundee disse che lui parlava più lentamente del solito: erano chiari sintomi del Morbo di Parkinson. Su 61 incontri ha un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta.
Nel 1991 si è recato a Bagdad per parlare personalmente con Saddam Hussein, allo scopo di evitare la guerra con gli Stati Uniti ormai alle porte.
Dopo il ritiro
Ritiratosi definitivamente dall'attività agonistica nel 1981, nel 1984 gli fu definitivamente diagnosticato il morbo di Parkinson e ha commosso e stupito il mondo apparendo come ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996; in quell'occasione gli fu anche riconsegnata la medaglia d'oro vinta a Roma nel 1960, poiché si narra che abbia gettato l'originale in un fiume come plateale gesto di protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale.
Il grande atleta, dotato di una forza di volontà e di un carattere d'acciaio, non si è fatto moralmente sconfiggere dalla malattia e continua a combattere le sue battaglie di pace, in difesa dei diritti civili, pur sempre rimanendo un simbolo per la popolazione di colore americana.