Differenze tra le versioni di "Zatopek Emil"

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'''Emil Zatopek''' è stato un atleta cecoslovacco, nato nel 1922, si presentò al mondo dell'atletica internazionale alle Olimpiadi di Londra del 1948. Era noto per il suo ansimare eccessivo mentre correva e questa caratteristica divenne il suo marchio distintivo, che gli portò come conseguenza l’attribuzione del soprannome di “Locomotiva Umana”.<BR />
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===Locomotiva umana===
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=[https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fwww.efficacemente.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2015%2F02%2Fperseveranza.jpg&imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.efficacemente.com%2Fmotivazione%2Fperseveranza%2F&docid=PSMwE6hL0Xt1AM&tbnid=CvQO5YtjEOuemM%3A&vet=10ahUKEwjBzbmYuajkAhUE66QKHWG1BioQMwhHKAEwAQ..i&w=355&h=355&bih=625&biw=1366&q=Zatopek%20Emil&ved=0ahUKEwjBzbmYuajkAhUE66QKHWG1BioQMwhHKAEwAQ&iact=mrc&uact=8\ IMMAGINI]=
===La carriera===
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'''Emil Zatopek''' nasce il 19 settembre 1922 a Koprivinice, Cecoslovacchia, nella regione della Moravia. Cresce in una famiglia numerosa e umile, sostenuta dal padre di mestiere calzolaio. Emil lavora come operaio in una fabbrica di scarpe quando in una gara sociale organizzata dal suo datore di lavoro, appassionato di sport, arriva secondo, senza alcuna esperienza ne allenamento. Capisce di avere una predisposizione e un talento particolare per la corsa e anche se può sembrare tardi, all'età di vent'anni, inizia a coltivarlo nei ritagli di tempo: corre di sera dopo il lavoro, oppure di mattina e anche di notte, come permettono i turni in fabbrica. Arruolato durante la seconda guerra mondiale, è in questa circostanza che Zatopek si dedica totalmente alla disciplina sportiva, mettendo a punto programmi di allenamento duri e intensi, correndo almeno quattro ore al giorno su qualsiasi tipo di terreno. Il suo segreto forse è stato proprio quello di unire alla sua straordinaria capacità fisica, e alla sua ferrea volontà, carichi di lavoro sovrumani e massacranti. Il suo motto era "la corsa come abitudine". Era noto per il suo ansimare eccessivo mentre correva e questa caratteristica divenne il suo marchio distintivo, che gli portò come conseguenza l’attribuzione del soprannome di “Locomotiva Umana”. Il nome di Emil Zatopek si segnala per la prima volta agli Europei di Oslo del 1946, ottenendo il quinto posto nella finale dei 5000 m. L'anno seguente infranse il record mondiale dei 10000 m due volte, migliorandolo in altre tre occasioni nei quattro anni successivi. Ottenne il primato mondiale anche nei 5000 m (1954), nei 20 km (due volte nel 1951), nell'ora (due volte nel 1951), nei 25 km (1952 e 1955) e nei 30 km (1952). La sua fama però è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata ai Giochi Olimpici del 1952 di Helsinki, durante i quali vinse tre medaglie d'oro nell'atletica leggera. Dopo aver primeggiato nei 5000 m e nei 10000 m piani, conquistò la terza medaglia nella maratona, gara in cui decise di competere all'ultimo minuto e che disputava per la prima volta in carriera. In ognuna di queste gare stabilì inoltre il record olimpico. Vinse anche i 5000 m e i 10000 m ai Campionati europei del 1950 e i 10000 m nell'edizione successiva. Due settimane prima dei Giochi Olimpici estivi del 1956, venne operato per un'ernia, ciononostante gareggiò regolarmente finendo sesto. Dopo questo avvenimento, Zátopek decise di ritirarsi definitivamente dalle corse nella stagione seguente. Durante l’Olimpiade di Atlanta ‘96, gli organizzatori lo avrebbero voluto come ospite, ma fu costretto a declinare l'invito per un problema ad una gamba, che non gli permetteva persino di salire le scale della sua villetta. Zátopek, che era stato per tutti la “Locomotiva Umana”, che altri avevano soprannominato “l'Uomo Cavallo” per la sua resistenza alla fatica, nell'ultimo anno della sua vita divenne molto debole e fragile anche perché, malato di cuore. Il 30 ottobre del 2000 si sentì vacillare e perse i sensi, erano purtroppo i sintomi di un ictus. Fu ricoverato all'ospedale militare di Praga. Sorprendendo ancora una volta i medici, lottò contro la malattia come faceva quando doveva affrontare l'ultimo giro di pista. Morì il 21 novembre del 2000. Emil aveva 78 anni, accanto a lui c'era Dana, la compagna di 52 anni di matrimonio.  
La prima esperienza sportiva che ebbe ''Zatopek'' fu Il “ Percorso Primaverile” di Zlin che era una corsa organizzata ogni anno dalla Bata per promuovere il suo marchio di scarpe.<BR 7>
Zátopek aveva scritto nella sua autobiografia:  
“Ai vostri posti...Pronti...Via!” Era questo il primo segnale di partenza per Emil Zatopek quel 15 Maggio 1941.
“Un atleta dovrebbe correre con la speranza nel cuore, i sogni nella testa e pochi soldi nelle tasche”. Per quasi vent'anni la Locomotiva Umana non fece altro che correre, macinare chilometri, vincere titoli e infrangere record, lasciandosi alle spalle avversari di ogni paese e di ogni età.
La sua fama è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata alle Olimpiadi del 1952 di Helsinki, durante le quali vinse tre medaglie d'oro nell'atletica leggera.<BR 7>
L'8 marzo 2012 è stato incluso nella IAAF Hall of Fame.
 
===Leprestazioni===
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Anno- Manifestazione- Sede- Evento- Risultato- Prestazione-<BR/>
1946- Europei- Oslo- 5.000 metri- 5°- 14'25”8<BR/>
1948- Giochi Olimpici Londra- 5.000 metri<BR/>
10.000 metri- Argento<BR/>
Oro- 14'17”8<BR/>
29'59”6<BR/>
1950- Europei Bruxelles- 5.000 metri- 10.000 metri- Oro<BR/>
Oro- 14'03”0<BR/>
29'12”0<BR/>
1952- Giochi Olimpici Helsinki- 5.000 metri 10.000 metri- Maratona-  Oro<BR/>
Oro<BR/>
Oro- 14'06”6<BR/>
29'17”0<BR/>
2h23'03<BR/>
1954- Europei Berna- 5.000 metri 10.000 metri- Bronzo<BR/>
Oro- 14'10”2<BR/>
28'58”0<BR/>
1956- Giochi Olimpici Melbourne- Maratona- 6°- 2h29'34<BR/>
 
===Carriera===
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Per tre Olimpiadi consecutive il mondo sportivo ha assistito alla sfida olimpica tra il cecoslovacco Emil Zatopek e il suo eterno rivale, il francese Alain Mimoun nei 5.000 metri e 10.000 metri conquistando poi il suo terzo oro nella maratona. I due, però, non sono più giovanissimi;<BR 7>
Zatopek ha trent'anni, che all'epoca era un'età abbastanza avanzata anche per un mezzofondista mentre Mimoun è addirittura un anno più grande. Quattro anni prima a Londra 1948, il francese si dovette accontentare della medaglia d'argento nei 10.000 metri. Dovrà aspettare altri quattro anni per vincere la sua prima medaglia d'oro alle Olimpiadi di Melbourne 1956 nella Maratona, gara nella quale Zatopek chiuse al sesto posto.<BR 7>
Dall'autunno del 1946 la vita di Zatopek divenne un continuo andirivieni. In patria e all'estero, dall'Europa al nord dell'Africa, dalle piste in terra battuta al cross-country invernale.<BR 7>
La stella di Zatopek prese a brillare sempre più luminosa nel firmamento dello sport, passava da una vittoria all'altra, basti pensare che nella primavera del 1947 fu invitato ai campionati interalleati di corsa campestre che si disputavano nell'ippodromo di Hannover in Germania. Al solito, seminò dietro di , con estrema facilità tutti gli avversari, che arrivarono trafelati al traguardo mentre lui era già seduto a rifocillarsi.<BR 7>
Gli inviti si aggiungevano agli inviti, tutti gli organizzatori sportivi, dalla Gran Bretagna alla Germania, dalla Spagna all'Italia lo avrebbero voluto in pista e per raggiungere questo scopo erano pronti a garantire a Emil un trattamento da re. Solo che le richieste inviate alla federazione cecoslovacca ritornavano immancabilmente al mittente con la stessa risposta: <<Non è possibile>>.
Nell'estate del 1922 fu invitato all'Olimpiade di Barcellona: l'approvazione con la quale il pubblico lo salutò quando apparve sulla pista lo commosse.<BR 7>
Scherzò sul fatto che il più lento dei qualificati alla finale dei 10.000 metri era stato di 20 secondi più veloce del suo ultimo record del mondo.<BR 7>
 
===Dopo il ritiro===
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Avrebbero voluto Emil come ospite anche all'Olimpiade di Atlanta nel 1996, quella del centenario, ma fu costretto a declinare l'invito perché aveva una gamba dolorante e faceva fatica persino a salire le scale della sua villetta.<BR 7>
Emil, che era stato per tutti la Locomotiva Umana, che altri avevano soprannominato l'Uomo Cavallo per la sua resistenza alla fatica, nell'ultimo anno della sua vita divenne debole e fragilissimo anche perché, malato di cuore.<BR 7>
Il 30 ottobre del 2000 si sentì vacillare e perse i sensi, erano purtroppo i sintomi di un ictus.
Fu ricoverato all'ospedale militare di Praga. Sorprendendo ancora una volta i medici, lottò contro la malattia come faceva quando doveva affrontare l'ultimo giro di pista.<BR 7>
L'ultimo giorno fu lungo e finì il 21 novembre del 2000. Emil aveva 78 anni, accanto a lui c'era Dana, la compagna di 52 anni di matrimonio.<BR 7>
Aveva scritto nella sua autobiografia:<BR 7>
“Un atleta dovrebbe correre con la speranza nel cuore, i sogni nella testa e pochi soldi nelle tasche”.<BR 7>
Per quasi vent'anni la Locomotiva Umana non fece altro che correre, macinare chilometri, vincere titoli e infrangere record, lasciandosi alle spalle avversari di ogni paese e di ogni età.<BR 7>
Possiamo ricordare questo famoso atleta, che ci ha insegnato che ci sono delle emozioni che solo lo sport sa regalare con questa affermazione, che lui pronunciò prima di spegnersi per sempre:<BR 7>
Possiamo ricordare questo famoso atleta, che ci ha insegnato che ci sono delle emozioni che solo lo sport sa regalare con questa affermazione, che lui pronunciò prima di spegnersi per sempre:<BR 7>
“SE DESIDERI VINCERE QUALCOSA, CORRI 100 METRI. SE VUOI GODERTI UNA VERA ESPERIENZA, CORRI UNA MARATONA”.<BR 7>
“SE DESIDERI VINCERE QUALCOSA, CORRI 100 METRI. SE VUOI GODERTI UNA VERA ESPERIENZA, CORRI UNA MARATONA”.<BR 7>
===Soprannome===
===Soprannome===
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"Locomotiva umana" o "l'Uomo Cavallo"
"Locomotiva umana" o "l'Uomo Cavallo"
===Vedere anche===
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* [[Zatopek Emil - aforismi]]


===Bibliografia===
===Bibliografia===
Riga 63: Riga 23:
*“Zatopek corre”  di Emil Zatopek edito da Poldi Libri Editrice;<BR 7>
*“Zatopek corre”  di Emil Zatopek edito da Poldi Libri Editrice;<BR 7>
*“Correre” di Jean Echenoz edito Adelphi Edizioni;
*“Correre” di Jean Echenoz edito Adelphi Edizioni;
*https://biografieonline.it/biografia-emil-zatopek;
*https://it.wikipedia.org/wiki/Emil_Z%C3%A1topek;

Versione attuale delle 09:04, 7 set 2023

IMMAGINI

La carriera


Emil Zatopek nasce il 19 settembre 1922 a Koprivinice, Cecoslovacchia, nella regione della Moravia. Cresce in una famiglia numerosa e umile, sostenuta dal padre di mestiere calzolaio. Emil lavora come operaio in una fabbrica di scarpe quando in una gara sociale organizzata dal suo datore di lavoro, appassionato di sport, arriva secondo, senza alcuna esperienza ne allenamento. Capisce di avere una predisposizione e un talento particolare per la corsa e anche se può sembrare tardi, all'età di vent'anni, inizia a coltivarlo nei ritagli di tempo: corre di sera dopo il lavoro, oppure di mattina e anche di notte, come permettono i turni in fabbrica. Arruolato durante la seconda guerra mondiale, è in questa circostanza che Zatopek si dedica totalmente alla disciplina sportiva, mettendo a punto programmi di allenamento duri e intensi, correndo almeno quattro ore al giorno su qualsiasi tipo di terreno. Il suo segreto forse è stato proprio quello di unire alla sua straordinaria capacità fisica, e alla sua ferrea volontà, carichi di lavoro sovrumani e massacranti. Il suo motto era "la corsa come abitudine". Era noto per il suo ansimare eccessivo mentre correva e questa caratteristica divenne il suo marchio distintivo, che gli portò come conseguenza l’attribuzione del soprannome di “Locomotiva Umana”. Il nome di Emil Zatopek si segnala per la prima volta agli Europei di Oslo del 1946, ottenendo il quinto posto nella finale dei 5000 m. L'anno seguente infranse il record mondiale dei 10000 m due volte, migliorandolo in altre tre occasioni nei quattro anni successivi. Ottenne il primato mondiale anche nei 5000 m (1954), nei 20 km (due volte nel 1951), nell'ora (due volte nel 1951), nei 25 km (1952 e 1955) e nei 30 km (1952). La sua fama però è legata principalmente alla straordinaria impresa realizzata ai Giochi Olimpici del 1952 di Helsinki, durante i quali vinse tre medaglie d'oro nell'atletica leggera. Dopo aver primeggiato nei 5000 m e nei 10000 m piani, conquistò la terza medaglia nella maratona, gara in cui decise di competere all'ultimo minuto e che disputava per la prima volta in carriera. In ognuna di queste gare stabilì inoltre il record olimpico. Vinse anche i 5000 m e i 10000 m ai Campionati europei del 1950 e i 10000 m nell'edizione successiva. Due settimane prima dei Giochi Olimpici estivi del 1956, venne operato per un'ernia, ciononostante gareggiò regolarmente finendo sesto. Dopo questo avvenimento, Zátopek decise di ritirarsi definitivamente dalle corse nella stagione seguente. Durante l’Olimpiade di Atlanta ‘96, gli organizzatori lo avrebbero voluto come ospite, ma fu costretto a declinare l'invito per un problema ad una gamba, che non gli permetteva persino di salire le scale della sua villetta. Zátopek, che era stato per tutti la “Locomotiva Umana”, che altri avevano soprannominato “l'Uomo Cavallo” per la sua resistenza alla fatica, nell'ultimo anno della sua vita divenne molto debole e fragile anche perché, malato di cuore. Il 30 ottobre del 2000 si sentì vacillare e perse i sensi, erano purtroppo i sintomi di un ictus. Fu ricoverato all'ospedale militare di Praga. Sorprendendo ancora una volta i medici, lottò contro la malattia come faceva quando doveva affrontare l'ultimo giro di pista. Morì il 21 novembre del 2000. Emil aveva 78 anni, accanto a lui c'era Dana, la compagna di 52 anni di matrimonio. Zátopek aveva scritto nella sua autobiografia: “Un atleta dovrebbe correre con la speranza nel cuore, i sogni nella testa e pochi soldi nelle tasche”. Per quasi vent'anni la Locomotiva Umana non fece altro che correre, macinare chilometri, vincere titoli e infrangere record, lasciandosi alle spalle avversari di ogni paese e di ogni età. L'8 marzo 2012 è stato incluso nella IAAF Hall of Fame. Possiamo ricordare questo famoso atleta, che ci ha insegnato che ci sono delle emozioni che solo lo sport sa regalare con questa affermazione, che lui pronunciò prima di spegnersi per sempre:
“SE DESIDERI VINCERE QUALCOSA, CORRI 100 METRI. SE VUOI GODERTI UNA VERA ESPERIENZA, CORRI UNA MARATONA”.

Soprannome


"Locomotiva umana" o "l'Uomo Cavallo"

Vedere anche


Bibliografia