Loi Duilio
Duilio Loi nasce a Trieste il 19 aprile del 1929. È stato un pugile italiano.
Il pugilato
Per più di quattordici anni di carriera da professionista, Loi Duilio, ha detenuto i titoli di campione d’Italia e d’Europa dei pesi leggeri e pesi welter, e campione del mondo dei pesi welter juniors. Stiamo parlando di categorie di peso del pugilato. Questo, è uno sport da combattimento e una forma di autodifesa. A livello competitivo si svolge all’interno di uno spazio quadrato, il ring, tra due atleti che si affrontano colpendosi con i pugni chiusi (protetti da appositi guantoni), allo scopo di indebolire e atterrare l’avversario. Questo sport è conosciuto, a partire dal XVIII secolo, anche come la nobile arte, richiedendo ai suoi praticanti caratteristiche come coraggio, forza, intelligenza e velocità.
La carriera
Il mitico Duilio Loi, non possedeva un pugno potente, ma boxava con incredibile velocità di braccia ed una tecnica cosi ricca da mettere in difficoltà avversari più potenti di lui, afferrandoli, con doppiette al fegato e al mento. Era “l’uomo degli ultimi due round”, in quanto si riservava sempre energie nel finale per frastornare gli avversari con colpi pesanti e finire in bellezza. Inoltre, nelle rivincite, era solito cambiare tattica a seconda dell’avversario. Come tutti nella vita, ebbe gioie e dolori, trascorse parte dell’infanzia e dell’adolescenza a Genova e, all’età di sedici anni, iniziò a frequentare le prime palestre seguendo i consigli di ex campioni, Loi, passò al professionismo, fino ad arrivare ai primi incontri (trenta vinti e due pareggi). Il 18 luglio 1951, a Milano, conquistò il titolo di campione d’Italia, dei pesi leggeri, contro Pierluigi Liboldi. Nel 1952, a Copenaghen, fu sconfitto per la prima volta dal danese Jorgen Johanssen, il quale fu poi successivamente battuto, dallo stesso Loi, nella rivincita a Milano. Duilio partì per una vittoriosa tournèe in Australia e negli Stati Uniti. Si mise ancora in gioco mettendo in palio i suoi titoli dei pesi leggeri contro: Giancarlo Garbelli, vincendo ancora ai punti; lo spagnolo Jose Hernandez, pareggiando; e il friulano Mario Vecchiatto, pareggiando ancora. Nel 1959 passò alla categoria pesi welter, dove conquistò la cintura, battendo l’italiano Bruno Visintin. A trentuno anni, Loi, sembrava avviato verso la fine della carriera pugilistica, senza aver mai avuto l’opportunità di combattere il titolo mondiale. Il 1° settembre 1960, Loi , a S.Siro, dopo Carnera e D’Agata, divenne il terzo italiano a conquistare un titolo mondiale di pugilato dei pesi welter jr. atterrando l’avversario Carlo Ortiz alla sesta ripresa, in una rivincita seguita al primo incontro di tre mesi prima a San Francisco , vinto da Ortiz ,in seguito ad un discusso verdetto. Nel 1962 ,Loi, conquistò nuovamente la corona mondiale per i pesi leggeri, titolo difeso per ben otto volte tra il 1954-1958;e quello dei welter, difeso invece per quattro volte tra il 1959-1962. A questo punto, a trentaquattro anni circa.
Dopo il ritiro
Loi, annunciò pubblicamente il suo ritiro nel 1963, ancora in possesso, come i grandissimi della boxe, del titolo mondiale della categoria superiore. Diventò presidente della federazione autonoma sindacato ex pugili ed era affetto dalla grave malattia Alzheimer. Fra alti e bassi del suo trascorso, disputò 126 incontri: 115 vittorie, 8 pareggi e solo 3 sconfitte. È morto a Tarzo (TV) il 20 gennaio del 2008, attualmente sepolto nel cimitero comunale di Milano.
Fonti
- Wikipedia
- Corriere della sera
- Tutto Trieste.it,
- La storia siamo noi.