1988 - Carlos Monzon e l'omocidio della moglie

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Carlos Monzón (San Javier, 7 agosto 1942 – Los Cerrillos, 8 gennaio 1995) è stato un pugile e attore argentino, campione mondiale dei pesi medi dal 1970 al 1977.n
Fuori dal ring, Monzón tenta invano di far carriera come attore. Alle porte di Roma, gira il western "El macho" (1977), ed è quel soprannome che gli resterà addosso come i pugni che sferra alle comparse, finite all'ospedale per il solo torto di interpretare il ruolo di un bandito.
La vita privata di Monzón è costellata da relazioni tormentate. Fra le sue partner figurano Ursula Andress e Nathalie Delon, ma spesso Monzón tornerà all'attenzione delle cronache per aggressioni verso le proprie compagne; il campione dimostra affetto e tenerezza esclusivamente per i suoi figli: tre avuti da Mercedes, la prima delle sue tre mogli, che accecata dalla gelosia spara all'ex campione quando questi le confessa un flirt avuto con Susana Giménez, la Brigitte Bardot del Sud America ed il quarto figlio avuto da Alicia Muñiz, modella uruguaiana.
Dopo l’abbandono dell’attività agonistica la vita di Carlos Monzón sarà un discesa a rotta di collo verso l’oblio e le tenebre dalle quali era venuto e da cui per tanti anni era riuscito a rimanere lontano, svaniranno i soldi, poi gli amici ed in fretta anche il sogno del cinema, finché la sera di San Valentino del 1988, in preda all’alcool e ad una delle sempre più frequenti crisi di rabbia, si avventa sulla compagna e madre del suo quarto figlio, Alicia Muniz e quasi senza rendersene conto la uccide e la getta giù dal terrazzo del residence di Mar del Plata dove sono ospitati.
Il tribunale non ha dubbi, è omicidio, e per l’ex campione si spalancano le porte del carcere di Las Flores dove negli anni di reclusione avrà modo di riflettere e capire forse molti degli errori commessi, oltre ad iniziare ad apprezzare le buone letture ad avvicinarsi a Dio e diventare un appassionato costruttore di modellini di navi.
Nessuna amicizia influente, neppure quella del presidente argentino Carlos Menem, poterono nulla per mitigarne la condanna, uscì solo per buona condotta dopo sette degli undici anni a cui era stato condannato usufruendo di un permesso che gli imponeva però di rientrare a dormire in carcere ogni sera. L'8 gennaio 1995, al termine di una battuta di caccia, mentre sta facendo ritorno al carcere di Las Flores dove ha l'obbligo di pernottare, Monzón si immette nella corsia di sorpasso a 140 chilometri orari, l'auto sbanda e si ribalta più volte. Monzón muore a soli cinquantadue anni.

Soprannome


  • "El macho"

Vedere anche


Fonti