Agüero Taismary
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Taismary Agüero Leiva, detta Tai, nasce a Cuba (Yaguajay, 5 Marzo 1977), successivamente sceglierà di essere naturalizzata italiana, scelta che comporterà sia grandi soddisfazioni quanto pesanti conseguenze.
Nella sua carriera ha giocato nel ruolo di opposto, tuttora ricoperto nell’Exacer Montale, squadra che milita nel campionato di serie A2.
Agüero, come la maggior parte degli atleti cubani, inizia a giocare giovanissima, venendo convocata in nazionale juniores, dove da subito dimostra le sue capacità. Viene dunque convocata in nazionale maggiore, dove passerà solo un breve periodo di tempo come riserva per poi diventare un elemento fondamentale del sestetto titolare. E’ in questo periodo che Tai Agüero inizia a vincere da protagonista, raggiungendo traguardi come l’oro olimpico per due edizioni consecutive (Atlanta 1996 e Sydney 2000), l’oro ai campionati del mondo ( Brasile ‘94, Giappone ‘98), l’oro nelle due edizioni della World Cup (Giappone ‘95, Giappone ’99), l’argento nel Grand Champions Cup (Giappone ‘97) e le medaglie ottenute nelle edizioni del World Gran Prix, Oro (Manila 2000), Argento (Shanghai ‘96, Kobe ‘97) e il bronzo (Shanghai ‘95, Hong Kong ‘98).
Il suo impiego, fino al 1998, era unicamente legato alla nazionale cubana per ragioni politiche. Gli atleti cubani infatti non potevano giocare all’estero a meno della speciale concessione della loro Federazione. Tale concessione le viene accordata proprio nel 1998, nell’autunno di quell’anno viene chiamata a giocare nel campionato italiano di serie A1, per la Despar Perugia. Nella squadra umbra restò fino al 2000, con la quale vinse una Coppa Italia e una Coppa delle Coppe.
Dopo il biennio passato in Italia, Taismary Agüero è costretta a tornare a Cuba, in seguito ad un decreto dell’allora Ministro dello sport cubano. In questo periodo giocherà nuovamente solo con la nazionale cubana. Questa condizione però non le sta bene e prende la dura decisione di fuggire in Italia. Nel 2001 sfrutta il torneo “Montreux Volley Masters” a cui aveva preso parte con la nazionale per scappare. Riesce ad arrivare in Italia e dopo poco ottiene il permesso legale di soggiorno con il quale può finalmente essere tesserata regolarmente, ancora una volta con la Despar Perugia con la quale restrerà dal 2001 al 2005. In questi quattro anni vincerà 2 Campionati Italiani, altre 2 Coppe Italia e 1 Coppa Cev.
Nella Stagione 2005-06 passa all’Asystel Novara. Questo trasferimento segnerà una svolta nella vita della campionessa italo-cubana, non molto per le vittorie sul campo ( 1 Supercoppa Italiana e 1 Top Teams Cup) quanto per ciò che accade nella sua vita privata. Nella stagione 2006-07, a seguito di un infortunio, Taismary conobbe l’allora fisioterapista dell’Asystel, Alessio Botteghi, il quale, nello stesso anno, divenne suo marito. Grazie al matrimonio ottenne di diritto la possibilità di avere la nazionalità italiana, possibilità che venne subito raccolta dalla giocatrice, naturalizzata nello stesso anno. La prima convocazione arriva nel 2007 da parte dell’allora coach della Nazionale Massimo Barbolini, suo allenatore anche nell’Asystel. Con la Nazionale Italiana vincerà 2 Ori al Campionato Europeo (Lussemburgo-Belgio 2007, Polonia 2009), 1 Oro alla World Cup (Giappone 2007) e anche 2 Bronzi nel World Grand Prix (Ningbo 2007, Yokoama 2008). Con l’Italia l’Agüero parteciperà alle Olimpiadi di Pechino 2008, con la quale troverà solo il quinto posto. Quelle Olimpiadi per Taismary saranno trasformate in un amaro ricordo, dovuto al decesso della madre proprio all’alba delle competizioni; alla campionessa italo-cubana venne negato il permesso di tornare a Cuba in tempo per poter dare un ultimo saluto alla madre (le venne concesso solo qualche giorno dopo il decesso). Dopo la vittoria dell’Europeo del 2009, poco prima dell’inizio del Grand Champions Cup, Taismary decide di dire addio alla nazionale (all’età di 32 anni).
Dopo l’esperienza all’estero nel massimo campionato turco con la Türk Telekom, squadra per la quale giocò dal 2007 al 2009, avventura che si rivelò deludente e senza particolari vittorie o soddisfazioni, torna in Italia, dove gioca dal 2009 al 2011 con Mc-Carnaghi Villa Cortese. Con questa squadra si aggiudicherà ben altre 2 Coppe Italia. Di qui in poi inizia una fase di “tira e molla” con la pallavolo giocata. Nella stagione 2011-12 passa all’Universal Modena senza ottenere nessuna soddisfazione da quest’avventura. Nel 2013 la società fallisce e Agüero, nonostante fosse svincolata e con diverse offerte di contratto, decide di lasciare la pallavolo giocata, decisione influenzata dal sopraggiungere della gravidanza. Nonostante ciò, a metà stagione 2013-14 ritorna in campo, giocando per Casalmaggiore. Proprio in quell’anno il Campionato del Mondo si giocava in Italia e l’allora C.T. della Nazionale Marco Bonitta offre ad Agüero la convocazione, offerta che venne declinata dalla giocatrice (al tempo aveva 37 anni). Continuerà a giocare, per la stagione 2014-15, con la Volley 2002 Forlì, segnando l’ultima stagione in Serie A1. La squadra infatti retrocede in A2, ma Tai Agüero resta, aggiudicandosi la Coppa Italia della serie, ritirandosi a fine stagione. Nel 2017 però torna in campo con la società appena formatasi dell’Accademy Sassuolo, apprestatasi ad affrontare il Campionato di Serie B1, con la quale al termine della stagione riesce ad ottenere la promozione in Serie A2 accedendovi tramite play-off. Per la successiva stagione (2018-19) Agüero decide di tornare in B1, passa dunque alla squadra del Pallavolo Montale, con la quale ottiene lo stesso risultato stagione precedente, promozione in A2 tramite play-off, stavolta decidendo di restare con la società per la quale gioca tuttora (Exacer Montale).
La questione politica
La vicenda delle Olimpiadi di Pechino 2008 che vede protagonista Tai Agüero è una delle più tristi che intrecciano sport e politica.
Per provare la potenza di un paese nessuna occasione è migliore di una competizione sportiva, ancor più se questa avviene di fronte al mondo intero come nel caso dei Giochi Olimpici.
Prima delle Olimpiadi di Sydney 2000 il Ministro dello Sport Cubano Humberto Rodriguez Gonzalez impone a tutti gli atleti cubani impegnati all’estero di tornare in patria. In quella edizione delle olimpiadi la richiesta del Governo cubano (allora sotto la dittatura di Fidel Castro) era di vincere l’oro, solo così gli atleti potevano tornare all’estero. Ma questa promessa non venne mantenuta nonostante la vittoria della pallavolo femminile per la terza edizione consecutiva. Secondo la Federazione Cubana i campionati esteri stressano eccessivamente gli atleti, finendo per avere una ripercussione negativa sugli impegni con la nazionale. Per gli atleti inizia così una vera e propria fuga verso la libertà. Scappare da Cuba vuol dire non poter tornare mai più indietro oltre che essere considerati dei traditori, nonostante ciò sono molti i campioni cubani che prendono questa dura decisione, tra questi c’è l’ Agüero. Sfrutterà il torneo nazionale tenutosi in Svizzera, a Montreux. Fugge in segreto, senza che nessuno sappia nulla della sua scelta, ha solo tre complici: una sua amica cubana, alla quale affida una lettera da consegnare alla sua famiglia e due amiche conosciute negli anni a Perugia, Anna Maria Castellani e Chiara Tutarini, che l’ aiutano a fuggire di nascosto e la portano in Italia. Dopo la fuga Agüero rimane lontana dalla scena internazionali fino al 2007, quando in seguito alla naturalizzazione ritorna su quel palcoscenico, ma con la maglia dell’Italia. Tai non rinnegherà mai il suo sangue cubano ed il suo cuore è diviso a metà; dichiarerà infatti di voler evitare a tutti i costi di affrontare Cuba. La campionessa italo-cubana non tornerà nel suo Paese per 7 anni e la sofferenza del non poter rivedere la sua famiglia è forte. Nel 2005 viene negato per la prima volta a Taismary, nonostante le richieste, di tornare nel suo Paese per poter partecipare al funerale del padre, anzi entrando a Cuba avrebbe rischiato l’arresto. Tai vorrebbe avere la possibilità di tornare per poter riabbracciare in particolar modo la madre gravemente malata, sa che per lei non resta molto da vivere, desidera rivederla un’ultima volta ma non può assolutamente tornare. Le sue condizioni si aggravano proprio agli inizi di Pechino 2008. Per restare costantemente informata sulla situazione, Agüero manda a Cuba suo marito. In un primo momento è la stessa Dulce Fedora, la madre, che le suggerisce di prendere tranquillamente parte ai Giochi. Dopo qualche giorno però le sue condizioni si aggravano velocemente. Botteghi suggerisce alla moglie di provare ad ottenere il visto per poter dare un ultimo saluto alla madre. Iniziano tre lunghi giorni per la campionessa. In un primo momento parte da Pechino con un volo intercontinentale e arriva a Francoforte. Qui resterà per due giorni, in attesa che le venga concesso il permesso. Quest’attesa si rivela vana, il permesso non le viene accordato nonostante l’aiuto richiesto ai diplomatici cubani. Presa dallo sconforto, Tai decide di tornare al villaggio olimpico. Entrerà poi in campo anche la diplomazia italiana, sarà il Ministro degli Esteri Franco Frattini che proverà a mediare con il governo cubano. Nel frattempo Agüero a Pechino disputa la seconda partita in programma. La mediazione finalmente da i frutti sperati, Taismary può tornare a Cuba. Si prepara dunque per un ennesimo viaggio intercontinentale (il terzo in 3 giorni) che la porterà a Roma, dove l’attende il permesso tanto desiderato, ma proprio mentre si appresta a prendere il volo le arriva un messaggio dal marito: la madre è morta. Per la seconda volta Taismary Agüero si vede negata la possibilità di tornare in tempo per dare un ultimo saluto. Successivamente deciderà di restare con le compagne e di giocare, perdendo ai quarti di finale contro gli U.S.A. Tai utilizzerà quel visto solo qualche mese più tardi, tornando nel suo Paese per riabbracciare amici e parenti dopo ben 8 anni. Taismary ebbe l’occasione di giocare contro Cuba proprio qualche mese dopo, durante la World League, disputò la partita e nonostante un primo set non brillante dovuto al forte impatto emotivo riuscì a sciogliersi e trascinare l’Italia alla vittoria.
Il regime dittatoriale cubano, la condizione precaria dovuta all’abolizione del professionismo sportivo, il permesso speciale per giocare all’estero che crea molte restrizione ai suoi atleti, unito alla negata libertà della persona (attributo tipico dei regimi dittatoriali) hanno portato molti talenti dell’Isola a fuggire verso nuove frontiere, in cerca di libertà, sia sportiva che umana. Campioni del calibro di Taismary Agüero vengono indotti alla fuga, costretti a vivere lontani dalle proprie famiglie a causa di un indebita ingerenza della politica nello sport. La scuola cubana, nonostante tutto riesce a formare, con i suoi metodi, grandi campioni, dotati di strapotere tecnico e fisico, basta dare uno sguardo al volley maschile, Osmany Juantorena, Wilfredo Leon Venero, Yoandy Leal, tutti giocatori di incredibile livello che si distinguono in tutto il mondo per le loro capacità, si sono allontanati dal loro Paese natale. La stessa Agüero in un intervista ammette che gli standard di allenamento cubani sono molto più alti di quelli che ha osservato in Italia. Risulta quindi paradossale questa situazione: un Paese con una scuola sportiva che educa, forma e allena giocatori di livello superiore impone loro restrizioni che li costringe a scappare, portando la loro superiorità al servizio delle Nazioni che li accolgono e permetto loro di valorizzarsi nello sport e di vivere in liberà.
Fonti
• Wikipedia
• Republica.it
• Legavolleyfemminile.it
• Youtube.com: la storia di Taismary Agüero