Akii-Bua John Charles

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IMMAGINI

John Charles Akii-Bua (Lira, 3 dicembre 1949 – Kampala, 20 giugno 1997) è stato un atleta ugandese, vincitore della medaglia d'oro nei 400 metri ostacoli ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera 1972.

Caratteristiche fisiche


  • Altezza: 188 cm
  • Peso: 76 Kg

Carriera


Jhon Charles Akii-Bua è stato un grande atleta e personaggio, un campione dell’Africa diverso dai sublimi fondisti come Abebe Bikila ammirati nelle Olimpiadi degli anni Sessanta, grazie ad una intelligenza superiore con cui riuscì a esaltare le sue formidabili doti genetiche nei 400m a ostacoli, una delle discipline più tecniche dell’atletica. Il suo giorno dei giorni fu il 2 settembre 1972, all’Olimpiade di Monaco, quando nella gara dei 400 metri Akii-Bua seppe dare una dimostrazione esaltante di come la scientificità dell’allenamento sappia creare in un superman automatismi assolutamente perfetti. L’ugandese dal volto nobile si lanciò’ sul tartan dello stadio con la sua morbida falcata di 2 metri e 40, secondo un ritmo che aveva preparato in tante ore di allenamento con il coach Malcolm Arnold: 13 passi fino al sesto ostacolo, poi 14 passo variando la gamba di attacco fino alla nona barriera, per salire a 15 avanzando verso l’ultima e volare verso il traguardo (dopo 173 passi) in 47"82, nuovo primato del mondo, stroncando i suoi due grandi rivali, l'americano Ralph Mann e il baronetto inglese, campione olimpico uscente, David Hemery, e conquistando così la prima e finora unica medaglia olimpica per l'Uganda. Tagliato il traguardo, uno spettatore gli passò una bandiera del suo Paese, e Akii-Bua festeggiò percorrendo un altro giro di pista di gran corsa saltando di nuovo tutti gli ostacoli. Tornato in patria, il governo ugandese, allora guidato dal dittatore Idi Amin Dada, non gradì le attenzioni ricevute dall'atleta sulla ribalta internazionale, considerate eccessive, e lo fece arrestare. Non partecipò ai Giochi olimpici di Montréal del 1976 a causa del boicottaggio attuato dai Paesi africani. Continuò ad avere problemi con la dittatura di Amin fino a rischiare addirittura la condanna a morte, che evitò espatriando in Germania dove visse fino alla caduta del regime, avvenuta nel 1979.

Allenamento


Akii-Bua aveva impostato ben 25 anni fa un metodo di lavoro in cui sorprendentemente era privilegiato l'aspetto della quantità rispetto alla qualità. Due sedute al giorno, all'inizio della preparazione, con molto cross, poi tantissime prove ripetute, fino a percorrere da 800 a 1.500 metri con ostacoli più alti dei 91 centimetri canonici con cui si disputano i 400 ostacoli, e con l'aggiunta di un giubbotto sulle spalle del peso di 12 chili.

Esperienza Olimpica


Ai 400 ostacoli John non giunse però al primo colpo. Disputò gare di salto in alto e salto in lungo, nel quale realizzò tra l’altro un eccellente record personale di 7,40 m. Ma gareggiò soprattutto sui 110 m ostacoli con ottimi piazzamenti, finché Malcom Arnold, intuendo felicemente le sue attitudini naturali, lo dirottò sulla distanza più lunga con le barriere più basse. John vi si sottomise controvoglia, convinto com’era di essere dotato solo per le gare di sprint. Ma proprio qui il suo talento uscì allo scoperto. E nella prima competizione ufficiale su questa specialità, in occasione dei Giochi del Commonwealth di Edinburgo del luglio 1970, raggiunse la finale classificandosi quarto, e sorprendendo tutti per la straordinaria progressione negli ultimi cento metri. “Scorgere l’ugandese John Akii-Bua tra gli atleti che scaldavano i muscoli accanto ai blocchi di partenza della finale olimpica dei 400 metri ostacoli, il pomeriggio del 2 settembre 1972, non era un’impresa particolarmente difficile. L’unico atleta di colore in una finale con altri sette bianchi non poteva passare inosservato. Ma soprattutto lo si notò improvvisare passi di danza e lanciare baci e sorrisi verso le tribune affollate dell’Olympiastadion di Monaco, mentre tutti gli avversari restavano compassati con gli sguardi fissi a ricercare la concentrazione. Anche in questo modo John Akii-Bua scaricò buona parte della tensione accumulata durante una notte insonne, passata a rimuginare sulla malasorte che gli aveva dato in sorteggio la prima corsia, quella più interna. E per chi si ritrovava a correre in quell’angolino, il ritmo impazziva, mentre gli ostacoli dovevano essere scavalcati in modo irregolare, alternando di volta in volta la gamba di appoggio.

Ma, nonostante questa immagine goliardica data di sé in pubblico, John era un atleta estremamente disciplinato. E come tale, seguì alla lettera la strategia concertata con il proprio allenatore, l’allora ventisettenne gallese Malcom Arnold, che vent’anni dopo condurrà anche l’altro gallese Colin Jakson a vincere il campionato del mondo sui 110 ostacoli. Akii-Bua cominciò a correre al ritmo di tredici passi tra un ostacolo e l’altro nei primi 200 metri, per poi calare a quattordici e a quindici nella fase finale. Vinse la gara, staccando di quasi un secondo il suo grande rivale, il campione olimpico di Città del Messico 1968 David Hemery: Cavaliere dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti sportivi, nonché prototipo dell’inglese dell’epoca.

Per il giovanissimo ugandese fu il trionfo. Anche dopo avere tagliato il traguardo continuò la sua corsa solitaria, saltando gli ostacoli come un’antilope, finché un boato del pubblico lo fece voltare indietro. Guardò verso l’alto, e vide il grande tabellone elettronico segnare il tempo di 47″82, nuovo record del mondo: il primo ad essere infranto in quelle olimpiadi. Sorridendo lo indicò col dito e riprese, tra gli applausi, la sua corsa agilissima e festosa.” Questo è quello che ci riportano i quotidiani di quel periodo, perché quando si parla della finale dei 400 metri a ostacoli dei giochi olimpici del 1972,quella di John Akii-Bua non è una semplice gara, ma un’impresa, perciò è bene concludere con una citazione:
“Il nome di Akii-Bua deve essere tenuto vivo a beneficio delle generazioni future. Quindi, una via di Kampala porterà il suo nome, e sarò io stesso ad inaugurarla” (Idi Amin Dada).

Vedere anche


Informazioni


INFORMAZIONI OTTENUTE DA:

  • “wikipedia”
  • “corriere della sera archivio storico”.