Andriulli Gabriele

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IMMAGINI

Gabriele Andriulli nasce il 9 gennaio del 1980 in toscana. Appassionato di moto e di bodybuilding; gareggia in diversi circuiti del Civ italiano, fino a fare trofei abbastanza prestigiosi; nel mondo del bodybuilding invece gareggia come amatore fino al 2005 nella federazione NABBA e , solo l’anno dopo, entra nell’IFBB dove gareggia fino al 2011; qui proprio pochi giorni prima dell’incidente fa la sua ultima gara da alzato.
Imprenditore, la sua vita andava per il meglio, finche il 21 dicembre del 2011 un tragico incidente cambia per sempre la sua vita. Era di ritorno dalla sua azienda, essendo sotto periodo natalizio, erano giorni frenetici, come descrive lo stesso Andriulli, ed il destino volle che si facesse prendere da un colpo di sonno mentre faceva ritorno a casa. Gabriele descrive quel colpo di sonno, non come un comune colpo di sonno, bensi’ come: “ non un colpo normale, è come se mi si fosse spento tutto all’improvviso; pensavo di sognare mentre rotolavo sull’asfalto”. Egli si ritrovò balzato fuori dalla macchina, provocandosi uno scalpo sulla testa, una spalla tagliata a metà e varie contusioni e bruciature, fino a ritrovarsi seminudo con la testa sotto al guardrail. Era interamente coperto di sangue e già da lì iniziò a percepire una strana sensazione alle gambe. Non sapeva che da lì a pochissimo la sua vita sarebbe cambiata per sempre. Portato in ospedale ci passa quasi un anno; entra pesando ben 90 kg, esce con un peso misero di 55 kg. Viene operato immediatamente alla schiena, dove era presente il danno maggiore causato dall’incidente. L’incidente aveva causato la frantumazione, ed in parte era schizzato fuori dalle vertebre un disco, ed una vertebra si è appoggiata sull’altra provocando una compressione del midollo. Si risveglia dopo Natale, e subito gli viene comunicato che da allora in poi sarebbe stato costretto a vivere su una carrozzina.
Ora provate ad immaginare cosa significhi a 31 anni, dopo una vita condotta nel miglior dei modi, trovarsi paraplegico e, ancor di più, immaginate uno sportivo in queste condizioni, senza l’utilizzo delle gambe. Ma nonostante ciò , quando a Gabriele viene detto “sei un mezzo uomo, lui risponde che invece ora si sente più uomo di prima. Immaginate la grandezza di Andriulli. Una volta uscito dall’ospedale si ritrova faccia a faccia con la realtà, ma ciò non lo spaventa più di tanto, Gabriele mostra fin da subito di voler prendere in mano la sua vita.. torna a vivere da solo e si prende la patente speciale. Nel tempo passato in ospedale il pensiero di Andriulli, era costantemente al body building, ed è proprio lì che scopre l’esistenza della categoria dove andrà a gareggiare in seguito. Il ritorno in palestra non fu dei migliori, era debilitato e non riusciva a stare coricato su una semplice panca.. Lui , abituato a maneggiare grandi pesi, si ritrovò a dover fare prima di tutto dei semplici esercizi di propriocezione. Ma il tempo da lì a poco gli farà prendere le proprie soddisfazioni; così Andriulli diviene il primo classificato ai campionati europei del 2014 in Spagna. Porta in alto il nome dell’Italia, poiché è il primo diversamente abile a ricevere il tesserino da professionista. Gareggia nell’IFBB (federazione italiana body building), e il prestigioso riconoscimento gli viene consegnato direttamente da Benedetto Mondello, che gli consentirà di partecipare alle più importanti e prestigiose competizioni di bb. Ma negli anni sono state diverse le vincite per Gabriele:

  • 2019 Olympia : 2° Posto
  • 2019 Toronto Pro SuperShow : 1° Posto 2018 Dallas Europa Games : 3° Posto 2018 Arnold Classic : 3° Posto
  • 2017 Arnold Classic Africa : 2° Posto 2017 Arnold Classic : 2° posto
  • 2016 Toronto Pro SuperShow : 1° Posto 2016 Arnold Classic : 3° Posto
  • 2015 Toronto Pro SuperShow : 2° Posto 2015 UK BodyPower Pro : 2° Posto

Solo di recente però, la storia di Gabriele entra nelle case degli italiani, magari in quelle case dove di body building non se ne sente parlare. Grazie a ”tu si que vales” Gabriele ha modo di raccontare la sua storia dove, oltre a dimostrare di non avere limiti nonostante la sua disabilità, mostra la forza che può dare lo sport in momenti di debolezza, proprio come il suo. Il messaggio che Gabriele vorrebbe mandare è quello che la gente iniziasse a vedere lui, e tutti quelli come lui , come una sorta di persone con una ‘’normalità un po’ diversa’’ , ovvero che la normalità si può esprimere in forme diverse. Lui stesso dichiara di vivere una vita normale rispetto all’80% delle persone nel mondo anche se, lui stesso dichiara, di essere la diversità fatta persona. Gabriele inoltre conclude dicendo: La parte difficile è accettare di essere diversi. L'espressione ‘diversamente abile' non mi piace, anche se, politicamente corretta. Io non sono abile a fare tutto come prima, mi piace dire che sono normalmente diverso. Oggi vivo sulle colline del Chianti insieme al mio gatto. Ciò che conta è che tutto ciò che succede nella vita vada abbracciato, dobbiamo accogliere il dolore perché, è brutto da dire, ma ci avvicina alla consapevolezza dell'essere".

Sitografia