Benetti Romeo

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Romeo Benetti nasce ad Albaredo d’Adige il 20 Ottobre del 1945 e fu un calciatore ed un allenatore di notevole importanza che contribuì allo sviluppo calcistico degli anni 70.

La carriera


Benetti Romeo da sempre si caratterizzò per il suo atteggiamento schivo, taciturno e poco generoso ma allo stesso tempo si fece apprezzare attraverso la sua bravura e le sue valide prestazioni calcistiche. A complicare il rapporto tra Benetti e il mondo del calcio fu un fatto accaduto nel 1971(quando allora vestiva la maglia rossonera)in un Milan-Bologna, dove egli fu artefice di un fallo talmente grave tanto da provocare alla nuova promessa del calcio Italiano, Francesco Liguori, un grave infortunio al ginocchio destro. Tutto ciò comportò oltre alla fama di “cattivo” giocatore, anche una denuncia alla Procura di Milano e il commissariato di Pubblica Sicurezza del quartiere “Bolognina” inviò un rapporto sull’incidente alla Pretura di Bologna. Nonostante la fama ottenuta e il suo atteggiamento difficile, la sua carriera fu caratterizzata da grandi prestazioni con grandi squadre.
Iniziò in serie D, giocando a Bolzano dove collezionò 32 presenze e 10 Goal all’ età di 18 anni. Successivamente fu protagonista di un salto di qualità enorme, raggiungendo la massima serie passando per Siena, Taranto e Palermo dove riuscì a vincere persino il campionato cadetto. Passa nelle mani della Juventus per più di 300 Milioni dove trova però un ambiente freddo nei suoi confronti, soprattutto nel rapporto tra egli e i senatori contemporanei della squadra bianconera quali Del Sol, Menichelli, Castano e Salvadore. Nonostante le buone prestazioni tecniche, i difficili legami con l’ambiente comportarono il trasferimento alla Sampdoria nella stagione 69-70,collezionando 27 presenze e 2 Goal. Dopo una sola stagione in Liguria decide di trasferirsi a Milano, giocando ben 6 stagioni con la maglia rossonera prima di tornare a Torino. Torna così ad indossare la maglia bianconera nella stagione 76-77.La Juventus cercava infatti un elemento di peso per sostituire Fabio Capello e l’allenatore Trapattoni che l’aveva guidato nel Milan individuò proprio in Benetti l’uomo giusto . Non la pensavano però alla stessa maniera i tifosi i quali, arrivarono molto vicini alla contestazione. Ma il Trap, tenace e convinto di quel che faceva, non si fece condizionare.
E i fatti gli diedero ragione. Durante gli anni trascorsi lontano da Torino, Benetti era maturato e, pur non avendo perso le caratteristiche principali del suo carattere aspro e introverso, si dimostrò capace di legare con i compagni ben più concretamente di quel che gli era riuscito alla sua prima esperienza juventina. E sul campo, vicino a giocatori del calibro di Cabrini, Causio, Furino, Bettega e Boninsegna trovò il suo riscatto riuscendo a far cambiare idea ai detrattori. Diventò il lucchetto del centrocampo bianconero, facendo spesso saltare quello avversario con sventole formidabili. Lascia la Juventus nel 1979 per approdare alla Roma dove disputa 2 stagioni collezionando 27 presenze, 1 goal e 2 coppe Italia.
Positiva la parentesi con la Nazionale dove debutta il 25 Settembre del 1971 contro il Messico, partecipando ai due Mondiali del 1974 e del 1978. Conclude la sua carriera in azzurro agli Europei del 1980, collezionando 55 presenze.

La carriera di allenatore


Conclusa la carriera da giocatore, rimase nell’ambito calcistico. Nel 1981 subentrò a Saul Malatrasi alla guida della Roma Primavera dove vinse prima il Torneo di Viareggio del 1983 e dopo il Campionato Primavera 83-84.Successivamente alla parentesi con la Primavera gli viene affidata la panchina della Cavese, appena retrocessa dalla Serie B alla Serie C1.

La carriera da docente


Chiusa la parentesi da allenatore, diventa docente per circa vent’anni ai corsi per allenatore a Coverciano, avendo come allievi due allenatori di un certo calibro del calcio contemporaneo quali Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Si conclude così la carriera di Benetti Romeo, caratterizzata da una parte da atteggiamenti difficili e ritrosi, ma dall’ altra fatta di buone se non ottime prestazione dovute dall’ elevata capacità tecnico e fisica.

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