Bruce Jenner
IMMAGINI
Jenner Bruce nasce a Mount Kisco il 28 ottobre 1949 aveva un fratello e una sorella più piccoli. Ha frequentato la new town High School nel Connecticut. Inizió a giocare a football, ma poi decise di dedicarsi all’atletica leggera, anche se Bruce eccelleva in ogni disciplina.
Nel 1972 sposa Chrystie E la coppia ha due figli. Nel 1976 vince la prestigiosa medaglia d’oro alle olimpiadi di Montreal.
Nel 1981 sposa Linda e da lei ha altri due figli.
Nel 1991 sposa Chris e diventa padrino del figlio ed insieme avranno altre due figlie.
Nel 2015 annuncia in un programma televisivo americano molto noto, di sentirsi donna e di volere iniziare la transizione affinché il suo corpo corrispondesse alla sua identità di genere.
Infine nel giugno 2015, la rivista americana Vanity Fair pubblica la sua foto dopo l’intervento ed è con questa che Bruce si presenta al mondo...come Caytlin.
Partecipazione olimpica:
Jenner Bruce scrisse una delle più importanti pagine sportive del secolo, tanto che il suo volto, da quel momento rimase impresso nella mente di tutti, così come restò indelebile l’urlo liberatorio lanciato sulla pedana del podio in quel famoso 30 luglio 1976. Bruce quel giorno indossava la maglia rossa con il numero 935, ...” quelle tre cifre impresse sulla pettorina divennero magiche un antidoto contro la sfortuna altroché “ (cit. storie di sport.it) , i suoi capelli lunghi volteggiavano al vento, e nelle 10 prove di decathlon realizzò ben 8618 che riuscirono persino ad oscurare il record mondiale conquistato soltanto l’anno precedente. Al termine di ogni competizione, durante quell’olimpiade, fu un susseguirsi di emozioni, Bruce si era battuto in ogni prova egregiamente: “corse i 100 m in soli 10 secondi e 94, salto 7,22 m in lungo, gettò il peso a 15,35 m, superó i 2,03 m nel salto in alto, arrivó a 4,80 m nel salto con l’asta e finì in un crescendo di lacrime i 1500 m in soli 4’12’’5.” (Cit storie di sport.it) Sono proprio questi metri conclusivi che commossero il mondo intero perché il suo pianto cresceva man mano che si avvicinava al traguardo fino al gesto immemorabile di lanciare un urlo liberatorio finale. Questo gesto lo ricorderanno tutti soprattutto la moglie che lo aveva sostenuto da sempre. La sua apoteosi sportiva ebbe inizio e si concluse con quell’unica medaglia, ma fu talmente incisiva da mettere in secondo piano tutti gli atleti che seguiranno. Dopo quella prova è come se Bruce non avesse più sentito il bisogno di superarsi e la competizione fosse finita per sempre; ma quella gloria diventò una sua seconda pelle tanto che tutto quello che fece dopo andó, come su un palcoscenico teatrale, sotto i riflettori.
Una reazione alla perfezione
Bruce aveva un fisico prestante che raggiungeva la perfezione del numero otto: infatti erano ben 88 kg distribuiti su 1 m e 88 di altezza; il suo fisico scolpito gli permetteva di eccellere in ogni disciplina sportiva, diventò così il nuovo eroe americano e conquistò la gloria perpetua in una sola Olimpiade. Decise di specializzarsi nel decathlon e vinse la medaglia d’oro alle olimpiadi di Montreal del 1976. La formula vincente del suo corpo, invidiata da tutti, era garanzia di virilità ed è forse proprio in risposta a questo che all’età di 65 decide che in quel corpo si sentiva intrappolato… Bruce vuole rinascere sotto il nome di Caytlin. Ma egli era l’eroe Americano e il simbolo dello sport entrato in tutte le case, anche come immagine pubblicitaria sulle confezioni di cereali, ormai “era uno di famiglia “ ; ecco perché tutti si sentono in diritto di gridare allo scandalo e di giudicarlo come se fossero suoi intimi. Ed è forse per vendetta, o per rendere esplicita la propria verità, che Bruce, anzi Caytlin, decide di mandare in onda il video dell’intervento, forse proprio per mostrare la sua vera identità e non quella che gli avevano apparentemente attribuito. Probabilmente nessuno guardando alla sua esteriorità nel periodo atletico aveva saputo leggere dentro di lui. È proprio Caytlin che durante un’intervista riferisce la seguente frase: “ho sempre pensato che il mio più grande pregio fosse l’intelligenza, non la mia prestanza fisica“. Una frase che spiega molte cose, ma l’opinione pubblica di nuovo, è ancora troppo sconvolta dal cambiamento del suo corpo per prestare ascolto alle sue parole.
Sitografia
- Wikipedia.it
- Storiedisport.it