De Angelis Elio
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Elio De Angelis (Roma, 26 marzo 1958 – Marsiglia, 15 maggio 1986) è stato un pilota automobilistico italiano. Proveniente da una ricca famiglia di Roma, suo padre Giulio, erede di una dinastia di costruttori edili, è stato un noto pilota di motoscafi d'altura, Elio de Angelis ha iniziato a correre in kart, diventando Campione Europeo nel 1975, prima di passare alla Formula 3. Esordisce proprio a Misano nell'ottobre del 1976, all'età di 18 anni, quando prova per il team Trivellato la Chevron. Ha fatto bene ed è stato ingaggiato da Trivellato, conducendo una campagna Chevron B38-Toyota nel 1977 in Europa. Ha vinto incredibilmente la sua terza gara di Formula 3 al Mugello, dominando sia in qualifica che in gara. Un paio di settimane dopo, Elio ha ottenuto un secondo posto nel classico Gran Premio di Formula 3 di Monaco, dietro la Martini MK21-Toyota di Didier Pironi. Nel Campionato Europeo di Formula 3, de Angelis si è classificato settimo. Grazie a Giancarlo Minardi, nel 1977 de Angelis assaggiò anche la Formula 2, con la Ralt-Ferrari della Scuderia Everest. Nella sua prima gara di Formula 2 a Misano, si è qualificato quinto, combattendo con le stelle delle corse Arturo Merzario e Riccardo Patrese, prima di essere spinto da Eddie Cheever nell'erba durante l'ultimo giro, ottenendo un ottavo posto. Nel 1978 de Angelis proseguì con il programma Ferrari Formula 2 con la Scuderia Everest, alla guida di una Chevron B42–Ferrari Ha ottenuto un terzo posto a Misano e vinse il Gran Premio di Formula 3 di Monaco. Nelle settimane successive è stato ingaggiato dalla Ferrari per provare una delle loro 312T2 di Formula 1 presso la pista privata di Fiorano, e ha guidato la vettura rossa per un gran numero di giri. Grazie alla Shadow, De Angelis riuscì a debuttare in Formula 1 nella stagione 1979. Il contratto prevedeva però che dovesse pagare 25.000 dollari ogni Gran Premio per assicurarsi il posto di pilota. Si procurò da solo il denaro contattando vari sponsor, e disputò l'intera stagione. Durante l'annata arrivò settimo due volte; nel Gran Premio degli Stati Uniti d'America-Est conquistò un quarto posto. Nel 1980 passò alla Lotus, come numero due di Mario Andretti, con la quale ottenne le uniche sue vittorie, al Gran Premio d'Austria 1982 e al Gran Premio di San Marino 1985. Il 1985, segna per de Angelis un anno di svolta. Decide di rimanere con la squadra per la sesta stagione consecutiva, facendo coppia anziché con Mansell che non rinnova, con l'ancora quasi sconosciuto brasiliano Ayrton Senna. Questo doveva diventare un rapporto molto bellicoso. Senna ha vinto il Gran Premio del Portogallo, secondo appuntamento stagionale, Elio ha vinto il terzo, il Gran Premio di San Marino, dopo la squalifica di Alain Prost. Ad Imola ha preso il comando del Mondiale, confermato dal successivo terzo posto a Monaco. In Canada, Elio ha firmato la sua terza pole position in carriera, ma è riuscito a raggiungere solo un quinto posto a causa di problemi al motore e alle gomme durante la gara. A questo punto, il team manager Peter Warr sceglie di concentrarsi maggiormente su Senna, Anche quando Elio era in lotta per il campionato contro Alain Prost e Michele Alboreto, il Team Lotus sembrava favorire il giovane brasiliano. A Brands Hatch per il Gran Premio d'Europa, Elio annunciò di aver firmato per la Brabham, con il connazionale Riccardo Patrese come compagno di squadra, per il 1986. Con Patrese fino a quel momento non aveva avuto un buon rapporto, ma in seguito instaurò con lui una sincera amicizia. La vettura, però, era un'automobile totalmente nuova e talmente bassa da essere soprannominata "sogliola": questa tuttavia si rivelò poco competitiva e non riuscì a riportare la squadra ai livelli dei primi anni ottanta. La BT55 era una difficile vettura da guidare e De Angelis, nelle prime 4 gare del Mondiale, collezionò un ottavo posto in Brasile e 3 ritiri. Il romano però voleva continuare a sviluppare la macchina, tant’è vero che il 14 maggio 1986 chiese a Patrese il favore di poter guidare al suo posto nei test previsti a Le Castellet, sul circuito del Paul Ricard. Alle 11:30 di mercoledì 14 maggio 1986, dopo che Motor Racing Developments aveva installato un nuovo alettone posteriore sulla sua Brabham-BMW BT55, Elio partì per alcuni giri sul circuito francese. In pista anche la Beatrice-Lola di Alan Jones e la Tyrrell di Philippe Streiff. Improvvisamente all'ingresso dell'Esses de la Verrerie, ad una velocità approssimativa di 270 km/h (168 mi/h) la Brabham si è schiantata violentemente contro il guard-rail, è stata scagliata in aria ed è atterrata a circa 200 metri più avanti, dall'altra parte della barriera. Forse è successo a causa della rottura dell'ala posteriore. Il relitto giaceva capovolto, poi ha preso fuoco e de Angelis che aveva perso conoscenza è rimasto intrappolato sotto di esso. Il primo ad arrivare sulla scena è stato Alan Jones che con gli altri piloti accorsi (Prost e Mansell su tutti) si precipitarono con degli estintori rudimentali per tirare fuori De Angelis dall’abitacolo della sua monoposto. Già, perché i vigili del fuoco non erano presenti poiché, essendo test privati, i proprietari del circuito non erano tenuti a organizzare la stessa macchina dei soccorsi previsti per una gara del Mondiale. Poi ci sono voluti otto minuti completi per liberare l'autista e più di mezz'ora per l'arrivo dell'elicottero e dei vigili del fuoco chiamati da Marsiglia. Elio è stato trasferito all'Hôpital de la Timone di Marsiglia in condizioni critiche, dopo aver riportato gravi ferite alla testa e al torace. 29 ore dopo l'incidente è morto per asfissia cerebrale, alle 17:15 di giovedì 15 maggio 1986. Lo sconforto fu unanime, proprio perché Elio era un pilota benvoluto da tutto il Circus. Forse, solo con Senna, suo compagno alla Lotus nel 1985, non riuscì a legare. Ma fu l’eccezione che confermò la regola. Dopo il tragico evento, la FIA costrinse i proprietari dei circuiti ad adottare anche nei test le stesse misure di sicurezza usate nei Gran Premi. Una decisione giusta, purtroppo tardiva per De Angelis, che non bastò a scongiurare altri tragici incidenti, come quelli risultati fatali negli anni successivi a Roland Ratzenberger e Ayrton Senna, morti entrambi nel Gp di San Marino del 1994, e a Jules Bianchi, nel Gran Premio del Giappone nel 2014.
Sitografia
- wikipedia
- Motorsportmemorial.org