Duncan Timothy Theodore
IMMAGINI
Timothy Theodore Duncan nacque il 25 aprile 1976 a Christiansted , una città situata sull'isola di Saint Croix nell'arcipelago delle Isole Vergini Americane. Tim è il terzo, in ordine di tempo, dei quattro figli di Delysia, nuotatrice professionista che si qualificò nei 100 e 200 metri per le olimpiadi del 1988 a Seul, che spinse fin da subito i propri ragazzi nel mondo dello sport in particolare in quello del nuoto.
La carriera
Dopo anni di duro allenamento per Timothy Theodore Duncan arrivarono le prime soddisfazioni per mamma Delysia, Tim a 14 anni era ormai considerato uno degli atleti più promettenti a livello nazionale dei 400 metri stile libero del quale deteneva anche il record di tutte le Isole Vergini e nel 1989 è già parte della squadra destinata a partecipare alle Olimpiadi di Barcellona del 1992. Sfortunatamente, quando la carriera di Tim stava per decollare, la madre alla quale era molto legato si ammalò di cancro al seno e lo stesso anno l'uragano Hugo si abbatte su Saint Croix e tra le strutture danneggiate c'era anche la piscina dove andava ad all'allenarsi. L'unica alternativa rimaneva quella di allenarsi nell'oceano, ma Duncan aveva una tremenda paura degli squali in più l'anno successivo la madre morì, e questo segnò la fine della sua carriera natatoria. È un enorme perdita per il giovane Duncan che però reagisce a modo suo: passa ore e ore ai videogames, nessuna emozione visibile, si tiene tutto dentro e questa caratteristica emotiva lo accompagnerà anche in futuro. Dopo la scomparsa della madre, la sorella maggiore Cheryl torna a vivere nell'isola natìa insieme al marito Ricky Lowery, quest'ultimo sarà una figura importantissima per il futuro di Timothy. Ricky Lowery è stato playmaker alla Capital University a Columbus in Ohio, e già da un paio di anni stava cercando di convincere il ragazzo a provare a entrare nel mondo del basket regalandogli un canestro, vedeva un grande potenziale nel ragazzo. Ma è solo un anno dopo la morte della madre che il ragazzo si fa davvero sedurre. Con la palla in mano il giovane orfano trova un po' più di pace e serenità. Tim deve tanto Ricky, che di fatto è il suo primo allenatore, a tal punto che utilizzerà per tutta la carriera il numero 21, lo stesso numero di maglia di Ricky per onorarlo. Con il passare del tempo Tim cresceva fisicamente, fino a raggiungere i 2 metri, e mentalmente diventando così un atleta con i fiocchi. Arrivò il momento di andare alla High School e Duncan opto per la George Dunstan's Episcopal School, una scuola che partecipava al campionato tra tutti gli istituti delle Isole Vergini e che nell'anno precedente aveva concluso la stagione con 0 vittorie e 12 sconfitte. Fin da subito giocò titolare portando la George Dunstan a concludere la stagione con 12 vittorie e 0 sconfitte. Da questo momento il nome di Tim cominciò a girare in tutta l'America e venne invitato a partecipare ad un camp con altri liceali che però, a differenza sua, avevano passato tutta la loro (breve) vita tra campetti e palestra mentre lui appena da 2 anni e quindi risultò molto indietro nella preparazione atletica e ciò non lo aiutò a farsi notare. Duncan però tornò a casa e senza demoralizzarsi continuò gli allenamenti e a crescere.. Qualche anno più tardi, dei giocatori dell'NBA arrivarono sulle isole a scopo promozionale organizzando partite amichevoli con i ragazzi locali. Tra i giocatori più importanti troviamo Chris King che rimase subito stupito dalla crescita fisica e tecnica del giovane Duncan, così decise di chiamare immediatamente il suo amico Odom, coach dell'Università di Wake Forest, chiedendogli di venire a vedere con i suoi occhi questo giocatore pieno di talento e senza una borsa di studio. Odom sorpreso positivamente da questo ragazzo decise di dargli la borsa di studio. Secondo i piani del coach, Tim avrebbe dovuto passare un anno prevalentemente in palestra ad apprendere i fondamenti e ad irrobustirsi ma quando due giocatori di Wake s'infortunarono il ragazzo dovette partire titolare fin da subito. Nella stagione 93/94 giocò 33 partite, 30.2 minuti ad incontro, e chiuse con: 9.8 punti e 9.6 rimbalzi. Un inizio incredibile considerando che stava giocando contro giocatori molto più forti rispetto a quelli incontrati in precedenza nel campionato delle Isole Vergini. Nel suo secondo anno ai Wake si riconfermò un giocatore pieno di talento aumentando le cifre delle sue statistiche fino a superare un certo Joe Smith ovvero la prima chiamata al Draft del 1995. Quando i Warriors decisero di prendere Duncan il ragazzo chiese più tempo per poter migliorare ancora la sua tecnica... Nella stagione 95/96 Tim porto il titolo ACC a casa dei Wake Forest per la prima volta in 33 anni. Il ragazzo a fine stagione venne contattato di nuovo dai Warriors, ma niente da fare perché Tim aveva promesso alla madre di laurearsi e infondo si divertiva al college. È il 1997 e, mentre Tim vince per il secondo anno di fila il titolo ACC con i Wake ad una media di: 20.8 punti, 14.7 rimbalzi e 3.2 assists battendo tutti i record dell'ateneo, i San Antonio Spurs stavano vivendo la più grande crisi degli ultimi 15 anni a causa dei gravi infortuni di Robinson e di Elliot rispettivamente a schiena e reni che costrinse i due pilastri della squadra a saltare l'intera stagione. Gli Spurs senza i suoi migliori giocatori stanziò tutta la stagione nei bassifondi della classifica chiudendo l'anno con il record vinte/perse peggiore di sempre del NBA. Questo portò la squadra in cima alla classifica del Draft NBA. La posta in gioco era Tim Duncan ma c'era anche Boston con ottime possibilità di essere estratta, però la fortuna baciò i texani. Nonostante i numeri incredibili e il trofeo Rookie dell'anno per Tim, il 1997-98, fu una stagione passata a seguire con umiltà i consigli di David Robinson che cominciò a trasmettergli tutte le sue conoscenze in abito cestistico. La collaborazione tra i due fu sotto gli occhi di tutti nella stagione seguente non tanto per le cifre di Tim, che mantenne una media simile a quella dell'anno precedente, bensì perché gli Spurs dominarono per tutta la regular season imponendo il loro dominio anche nei Play-Offs dove vinsero il titolo NBA e Tim fu MVP della finale.
Curiosità
Il 18 dicembre 2016 i San Antonio Spurs ritirano la maglia numero 21 in suo onore. Tim diede il suo contributo anche alla nazionale di pallacanestro degli Stati Uniti conquistando la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Atene del 2004.