Duran Roberto
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Roberto Durán è secondo molti il più grande pugile di tutti i tempi. Ha conservato il titolo di campione del mondo in quattro categorie di peso diverse ed è l’unico pugile della storia ad aver combattuto in cinque decenni diversi. I suoi incontri con Sugar Ray Leonard, Thomas Hearns e Marvin Hagler sono entrati nella storia del pugilato. Si è ritirato nel gennaio del 2002, a cinquantadue anni, con un record di 104 vittorie, di cui 69 per K.O., su 120 incontri. Lo chiamavano Manos de Piedra, Mani di Pietra. Il giornalista Christian Giudice ha scritto la prima e definitiva storia della sua vita, dentro e fuori dal ring. Ha intervistato Durán, la sua famiglia, gli amici più vicini, e decine di suoi avversari, cercando di separare la verità dal mito. Durán era nato a Panama in condizioni di povertà assoluta, era cresciuto ai bordi delle strade, lottando per sopravvivere, ma il suo talento con i pugni emerse presto: il primo incontro da professionista arrivò nel 1967, quando aveva appena sedici anni. Da allora, una corsa inarrestabile. Fu il primo pugile sudamericano a raggiungere fama mondiale. La sua folle vita personale, il talento innato, i successi e la longevità sportiva senza precedenti ne hanno fatto uno dei personaggi più amati e sorprendenti della storia dello sport. Alla sua pubblicazione, Mani di pietra ha ricevuto l’accoglienza entusiasta della critica, ed è oggi il documento chiave per comprendere la vita e il talento di un mito vivente.
La carriera
Roberto Durán Samaniego nasce il 16 giugno del 1951 a Panamà. Ad appena sedici anni e otto mesi di età esordisce come pugile professionista nella categoria dei pesi gallo, e il suo debutto si rivela subito vincente: ottiene, infatti, un successo ai punti contro il suo connazionale Carlos Mendoza. Nei primi anni di carriera, Roberto Duran passa velocemente dai pesi gallo ai pesi leggeri, anche per l'inevitabile trasformazione corporea che caratterizza l'adolescenza, e conquista un record di 28 vittorie su 28 incontri: di queste, ben 24 sono arrivate prima del limite.
Il primo grande successo di Roberto Duran (PESI LEGGERI)
A soli ventuno anni sale sul ring del Madison Square Garden di New York. È il 26 giugno del 1972 quando incrocia i guantoni di Ken Buchanan, il britannico campione del mondo dei pesi leggeri della categoria WBA titolare di un record di 43 successi, 23 dei quali arrivati per KO, su un totale di 44 incontri. Duran, però, non si fa impressionare dal palmares del suo avversario, e già all'inizio del primo round lo stende con un cross destro. Il combattimento, in ogni caso, si conclude in modo piuttosto controverso, perché al termine del tredicesimo round il panamense colpisce il britannico sotto la cintura: l'arbitro, però, non è di questa opinione, e così Roberto - che nel frattempo si era già guadagnato il titolo di "Manos de Piedra", cioè "Mani di Pietra" - diventa campione WBA dei pesi leggeri.
La sconfitta e la rivincita con Esteban de Jesùs
Poco tempo dopo, però, sempre al Madison Square Garden arriva la prima sconfitta per l'atleta centroamericano: a infliggergliela è Esteban de Jesùs, un pugile portoricano suo coetaneo, che lo domina per tutto il match e già alla prima ripresa lo manda al tappeto. L'incontro, in ogni caso, non è ritenuto valido per la corona, in quanto tutti e due i boxeur sono fuori peso rispetto alla categoria di appartenenza. Rimasto campione dei pesi leggeri per l'intero 1973, l'anno successivo Duran sfida ancora De Jesus, ma stavolta l'incontro assegna anche il titolo: dopo essere finito al tappeto, il panamense si rialza e manda KO l'avversario all'undicesima ripresa. I due sfidanti si ritrovano una terza volta nel 1978: l'incontro va in scena a Las Vegas, al Cesar Palace, il 21 gennaio, e vede vincere ancora una volta Roberto Duran. Questo si rivela l'ultimo incontro tra i pesi leggeri per il pugile di Panama, che quindi passa alla categoria welter.
Pesi welter e superwelter
Il 20 giugno del 1980 il panamense sfida Sugar Ray Leonard, il campione della WBC, reduce da 140 vittorie su 145 incontri. L'incontro va in scena a Montreal, all'Olympic Stadium, e Leonard è favorito: il verdetto, però, sancisce all'unanimità il successo di Roberto Duran. Successivamente, il pugile statunitense rende al forte avversario l'onore delle armi, riferendo di non avere mai incontrato nel corso della propria carriera un avversario così duro. Pochi mesi dopo, ad ogni modo, va in scena la rivincita, organizzata al Superdome di New Orleans nel novembre dello stesso anno: grazie a una borsa da otto milioni di dollari, Duran ottiene il record del guadagno più alto per un singolo incontro, a dispetto dei favori del pronostico che vedono ancora Leonard avvantaggiato. L'incontro diventa famoso come il match del "no mas", la frase pronunciata da Duran nel corso dell'ottava ripresa, con Sugar Ray Leonard che sta dominando il round ed è in vantaggio ai punti. Il panamense si ritira stupendo non solo il pubblico presente, ma anche i suoi secondi, per poi fornire varie versioni sulla motivazione che lo ha spinto a compiere quel gesto: in un primo momento parla di dolori allo stomaco, ma in seguito dà la colpa al modo di fare di Leonard. In ogni caso, questo è l'ultimo incontro di Roberto Duran da peso welter: dall'anno seguente passa ai superwelter. Nel 1982 tenta di ottenere il titolo WBC sfidando Wilfred Benitez, ma viene sconfitto. Ci riprova nel 1983, quando - il giorno del suo trentaduesimo compleanno - affronta Davey Moore, campione del mondo WBA, con un KO tecnico alla nona ripresa: riesce nell'impresa, quindi, di diventare campione del mondo in ben tre categorie di peso differenti.
Pesi medi
Nello stesso anno, pur mantenendo il titolo conquistato, Duran passò ai pesi medi, per sfidare il campione in carica, uno dei più forti pugili in circolazione, Marvin Hagler, The Marvelous, che aveva un record di 57 vittorie, di cui ben 48 prima del limite, 2 pareggi e 2 sole sconfitte, subite contro due pugili, Bobby Watts e Willie Monroe, che aveva poi provveduto a mandare a tappeto nelle rispettive rivincite. Era campione del mondo dei pesi medi dal 1980 ed era stato il primo pugile ad unificare le tre cinture WBA, WBC, IBF. Duran cercava, invece, di diventare campione del mondo in due diverse categorie contemporaneamente. Hagler era dato favorito 4 a 1. Sebbene, per la prima volta da quando era campione, il pugile statunitense venne costretto da Duran ad arrivare al verdetto dei giudici, risultò comunque, seppur di stretta misura, vincente all'unanimità.
ll ritorno ai superwelter
Fallito il tentativo di conquistare la corona dei pesi medi, nel 1984, Duran tornò ai pesi superwelter, ma per sfidare il nuovo campione della WBC: Il Cobra di Motor City, Thomas Hearns, The Hitman. Al momento dell'incontro, Hearns aveva un record di 38 vittorie, di cui 32 prima del limite ed una sola sconfitta, proprio ad opera del solito Sugar Ray Leonard. Poiché, per disputare questo incontro, Manos de piedra non incontrò lo sfidante ufficiale, della WBA, l'imbattuto Mike McCallum, The Bodysnatcher, la federazione lo destituì del titolo. L'incontro si disputò il giorno prima del trentatreesimo compleanno di Duran, ma, questa volta, contro il ventiseienne Hearns, il pugile panamense rimediò la sua più brutta sconfitta: venne messo KO per ben due volte nel corso della 1ª ripresa, quindi, al suono del gong, si diresse all'angolo neutro, costringendo uno dei suoi secondi a riportarlo al proprio angolo. Dopo un nuovo atterramento nella 2ª ripresa, l'arbitro interruppe l'incontro.
Pesi supermedi
Dopo la brutta sconfitta contro Thomas Hearns, Roberto Duran rimase lontano dal ring per un anno, ma, invece di ritirarsi, tornò a combattere nel 1986, all'età di trentacinque anni, nella categoria dei pesi supermedi. Tra i supermedi, combatté sino al 1988, incontrando tutti pugili mediocri ed ottenendo 7 vittorie, di cui 3 per KO, ed 1 sconfitta per split decision, ad opera di Robbie Sims, fratellastro di Marvin Hagler.
Il ritorno ai medi
Duran sembrava, ormai, uno dei tanti, troppi pugili, che hanno la sfortuna di sopravvivere alla propria boxe, quando, nel 1989, già trentasettenne, ebbe l'opportunità di sfidare il nuovo campione dei pesi medi versione WBC, il ventinovenne Iran Barkley, detto Blade. Invero, prima di ottenere la cintura, Barkley non aveva mostrato grandi doti pugilistiche: nel 1987 aveva perso ai punti contro Sumbu Kalambay per il titolo vacante WBA e l'unica vittoria degna di nota era stata contro l'ex campione USBA Wilford Scypion, ottenuta nel 1985. Tuttavia, il 6 giugno del 1988, con un incontro che fu l'Upset of the year di Ring Magazine, Barkley sconfisse il campione del mondo Thomas Hearns, con un sorprendente KO tecnico alla terza ripresa, nella quale il campione del mondo terminò al tappeto per ben due volte, prima dell'interruzione. L'incontro tra Barkley e Duran fu durissimo e molto equilibrato, Manos de Piedra si rivelò essere ancora un combattente incredibile e, seppur per split decision, il panamense ottenne il quarto titolo, in altrettante categorie di peso. L'incontro venne giudicato da Ring Magazine fight of the year.
Il ritorno ai supermedi
Tutt'altro che appagato, Duran rilanciò, cercando l'impresa storica. Soltanto dieci mesi dopo la conquista del titolo, passato di nuovo ai pesi supermedi, sfidò, di nuovo, il pugile che, per certi versi, lo aveva umiliato: Sugar Ray Leonard, il quale, nel 1988, era divenuto campione WBC della categoria, con un KO tecnico alla 9ª ripresa contro il canadese Donny Lalonde, detto Golden Boy. Se Duran avesse vinto, sarebbe divenuto campione del mondo in due diverse categorie di peso contemporaneamente, come già aveva provato a fare nel 1983. L'incontro tra i due campioni si tenne il 7 dicembre del 1989 al Mirage Hotel & Casino di Las Vegas e venne pubblicizzato come Uno Mas (ancora uno), in riferimento al famoso No Mas pronunciato da Duran nove anni prima[21]. Come per i due precedenti, anche questa volta Leonard era dato favorito, in questo caso 9 a 5 e, effettivamente, dominò il match dall'inizio alla fine, vincendo con verdetto unanime L'incontro fu fischiato dalla folla per la sua mancanza di spettacolarità, tanto che Pat Putnam, in difesa di Leonard, scrisse su Sports Illustrated: "Leonard ha dato loro perfezione artistica, quando loro volevano un'accesa battaglia e lo hanno fischiato a squarciagola. La maggior parte dei fans del pugilato, non spenderebbe un centesimo per guardare Van Gogh dipingere I girasoli, ma riempirebbe lo Yankee Stadium per vederlo tagliarsi l'orecchio". Dopo la sconfitta con Leonard, Duran, nuovamente, si fermò per un anno, ma, ancora una volta, nel 1991, tornò sul ring, all'età di quaranta anni, perdendo per KO tecnico alla 6ª ripresa contro Pat Lawlor. Dopo qualche incontro con pugili di secondo livello, nel 1994, sfidò il campione della sigla minore IBC, Vinny Paz, The Pazmanian Devil, già campione dei pesi leggeri nel 1987 e dei pesi superwelter nel 1991. Il panamense perse ai punti con verdetto unanime e allo stesso modo finì la rivincita dell'anno successivo.
Di nuovo nei Pesi medi
Nel 1996, Duran tornò tra i pesi medi per contendersi il titolo vacante della IBC contro un'altra leggenda del ring, anch'essa nella fase discendente della carriera: il portoricano Hector Macho Camacho, ormai trentaquattrenne, ma già campione dei pesi superpiuma, versione WBC, nel 1983, dei pesi leggeri, sempre WBC, tra il 1986 ed il 1987, e dei pesi superleggeri, versione WBO, dal 1989 al 1992. Camacho arrivava all'incontro con un record di 58 vittorie, di cui 29 prima del limite, 1 pareggio e solo 3 sconfitte, delle quali, la prima subita contro Greg Haugen, che aveva, poi, battuto nella rivincita, e le altre due inflittegli da due grandi della boxe, la leggenda Julio Cesar Chavez ed il talento puro e suo connazionale Felix Trinidad. Duran perse ai punti con verdetto unanime. Nel 1997, infine, sale sul ring contro Jorge Fernando Castro, per poi ritirarsi ufficialmente nel 2001, all'età di cinquant'anni, complice un incidente stradale piuttosto grave nel quale rimane coinvolto. Roberto Manos de piedra Duran ha terminato la carriera con il ragguardevole record di 103 vittorie, di cui ben 70 per KO e 16 sconfitte. Nel febbraio 2007 è stato nominato Ambasciatore dello Sport dal governo panamense.
Il film
Nel 2016 viene girato un film biografico sulla vita del pugile campione: "Hand of Stone", scritto e diretto da Jonathan Jakubowicz. Il film si focalizza in modo particolare sul rapporto tra Roberto Durán - interpretato dall'attore Édgar Ramírez - e il suo allenatore Ray Arcel, interpretato da Robert De Niro.
Citazione
“Se non lo fai tu, te lo fanno gli altri. Venivo dalla strada, sapevo solo sopravvivere. Combatti per non morire. La boxe è così. Può umiliare. Devi avere il corazon. Se non vi piace evitatela.”
Fonti
- WIKIPEDIA
- BIOGRAFIEONLINE
- LIBRERIA DELLO SPORT