Figlioli Pietro
IMMAGINI
Pietro Figlioli nasce a Rio de Janeiro il 29 Maggio del 1984. A soli tre anni è costretto a raggiungere, insieme alla madre, suo padre in Australia. Quest’ultimo partecipò tre volte alle Olimpiadi, sviluppando col tempo la sua prestigiosa fama di nuotatore, conferendogli due medaglie d’oro ai giochi panamericani e il titolo del record del mondo sui 100 rana. Pietro ha assorbito, sin dal principio, la matrice paterna già dai primi anni in Australia, poiché amava servirsi delle spiagge australiane per osservare i surfisti che lo hanno suggestionato a tal punto da liberare in lui l’energia di nuotatore, che poi lo contraddistinse. A 12 anni, infatti, canalizza questa energia nel nuoto agonistico, portandolo al servizio della pallanuoto 3 anni più tardi.
CARRIERA
La prima squadra in cui ebbe la possibilità di dimostrare le sue capacità pallanuotistiche, fu il West Sidney; trampolino di lancio per portarlo alla luce della nazionale australiana, nella quale si meritò la sua permanenza fino al 2009, passando anche da due Olimpiadi (Atene e Pechino). Pietro nel 2003 corona il sogno di una vita: giocare in Europa. La squadra che gli permise questo fu il Barcellona, con cui vinse subito il campionato spagnolo e la coppa Len (competizione pallanuotistica europea maschile riservata a squadre di club). L’esperienza nella capitale della Catalogna durò pressoché un anno, perché nel 2004 Pietro raggiunse la nazione dei suoi bisnonni: l’Italia, giocando per due anni consecutivi con il Chiavari. La parentesi italiana per Pietro rappresentò una possibilità di emergere ancor di più e cercare di coronare le sue aspirazioni come entrare a far parte del Settebello. Dopo due anni nel Chiavari, si rese conto che era arrivato il momento di fare il grande salto e decise di contattare Massimiliano Ferretti, che nel 2004 era direttore della Pro Recco, per proporsi alla squadra. La sua iniziativa aveva un movente giustificato e ambizioso: giocare, o quantomeno avere la possibilità di allenarsi, con la squadra più titolata al mondo. La squadra della città di Recco, gioca nella Serie A1 dal 1953, anno in cui è stata promossa dalla Serie B e nella sua storia pallanuotistica conta 33 scudetti (il primo nel 1959, l'ultimo nel 2019), 14 Coppe Italia, 8 Coppe dei Campioni e 6 Supercoppe Europee; come se non bastasse è l'unica squadra italiana ad aver vinto il grande slam (Campionato, Coppa Italia, Coppa Campioni, Supercoppa Europea); questo traguardo è stato raggiunto tre volte nelle stagioni 2006-07, 2007-08 e 2011-12. La Pro Recco ha vinto anche tre scudetti nel campionato di pallanuoto indoor e svariati titoli nel nuoto sincronizzato. La sua intraprendenza, dimostrata nella squadra, lo premiò e cambiò il suo futuro nella pallanuoto e nella sua vita. Nel 2009 Pietro ebbe la cittadinanza italiana che ha spianato la strada verso la conquista di un posto nel Settebello. I campionati mondiali lo videro trionfare, con la pallanuoto, due volte: la prima a Shangai nel 2011 e la seconda a Gwangju nel 2019. Nelle Olimpiadi non fece sicuramente solo una comparsa, ma conquistò il podio a Londra 2012 con un argento e un bronzo a Rio de Janeiro nel 2016. Lo sviluppo della vita sportiva di Pietro Figlioli rappresenta un esempio, in quanto l’atleta ha saputo bilanciare con umiltà tutti gli step del suo percorso agonistico. Infatti Pietro iniziò il suo sogno dalle spiagge australiane fino a raggiungere il titolo di capitano nel Settebello; onore che non ha mai sbandierato con ego smisurato, ma ha sempre considerato i suoi compagni di squadra come fratelli, ribadendo più volte che “si vince e si perde insieme”. Questo è l’indicatore del successo, il fulcro del talento e la morale di una favola in cui il sacrificio viene sempre ricompensato.