Gentile Ferdinando
IMMAGINI
Ferdinando Gentile da tutti conosciuto come Nando nasce a Caserta l'1° Gennaio del 1967, è un allenatore di pallacanestro, ex cestista italiano ed è considerato uno delle migliori guardie europee degli ultimi vent' anni.
Carriera
Quella di Nanndo Gentile è innanzitutto una carriera da record, nonostante le nove finali perse in Italia e in Europa. Durante la sua esperienza a Caserta è diventato per la città una vera e propria icona, non solo per quanto riguarda il mondo cestistico. Con l' ex compagno di squadra Vincenzo Esposito, ha formato una coppia molto affiatata, che ha portato la Juvecaserta a vincere trofei per la società inimmaginabili. Ha due figli, Stefano (playmaker della nazionale italiana e della Pallacanestro Cantù) e Alessandro (giovane talento della nazione italiana e dell' Olimpia Milano tanto da diventare il più giovane capitano nella storia della pallacanestro milanese, e nel draft NBA del 2014 viene selezionato dai Minnesota Timbrwolves che cedono i suoi diritti agli Houston Rockets per 1,5 milioni). Anche la sorella minore Immacolata è una giocatrice di basket, ancora in attività. Inizia tardi con il basket, portato al campetto di basket dal fratello Giudo. Un giorno Bogban Tanjevic, allora tecnico della prima squadra casertana, assiste a una partita dei giovanissimi e disse queste parole: “puntiamo su di lui, il ragazzo con gli occhi a mandorla”. Così all' età di soli 15 anni esordisce in serie A2 con la JuveCaserta dell' allora presidente Giovanni Maggiò (di cui il palazzetto prende nome), nelle cui fila gioca ininterrottamente per 11 anni. Si mise in mostra, alla giovane età di 16 anni, quando nel 1983, l'allora Indesit Caserta, neopromossa in A1, vinse sul campo dei campioni d'Europa in carica di Cantù, in diretta televisiva. Gentile disputò una grandissima partita dimostrando grande personalità e freddezza di fronte ad una leggenda del basket italiano come Pierluigi Marzorati davanti agli occhi del telecronista Aldo Giordani che non riusciva a credere che un ragazzino di soli 16 anni potesse giocare con tale sicurezza e chiedeva all'allora allenatore della nazionale, Sandro Gamba, che commentava con lui la partita, chi fosse quel giovane. Quelli sono anni d' oro per la formazione casertana, che per ben tre volta arriva a disputare la finale playoff , e che culminano nel 1991, sotto la guida del coach Franco Marcelletti, con la conquista dello scudetto e di una Coppa Italia. Un piccolo fatto che testimonia la forza e l' unità di quella formazione e stato che durante l' ultima e decisiva partita contro Milano nel 1991 disputatasi in casa dell' Olimpia, a Vincenzo Esposito si ruppero i legamenti del ginocchio. Quest' ultimo invece di recarsi negli spogliatoi per le cure mediche del caso, rimase a bordo campo, in barella, con la busta del ghiaccio sul ginocchio, ad incitare la squadra, che alla fine riuscì nell impresa con un Gentile strepitoso. Finita la splendida favola casertana, lascia la Campania per giocare nelle fila di Trieste sponsorizzata Sefanel, dove ritrova il suo “padre” cestistico Tanjević e contribuisce all'ottima stagione della squadra triestina, nella quale militavano campioni del calibro di Dejan Bodiroga, Gregor Fučka e Alessandro De Pol. La stagione di Trieste si chiude solo in semifinale di fronte a Carlton Myers. Con l'acquisizione dell' Olimpia Milano da parte di Bepi Stefanel, nel 1994 arriva all'Olimpia Milano di cui diventerà in pochi anni capitano. Dopo la sconfitta in 5 gare in semifinale contro la Virtus Bologna, nella stagione 1995-1996 contribuisce alla vittoria dello scudetto dopo sette anni di distanza dall' ultimo, dopo aver vinto anche la Coppa Italia. Ad inizio 1997 è vittima di un grave infortunio al ginocchio, che lo tenne fuori dai giochi per tutto il resto della sua stagione e pose fine alle speranze di Milano di difendere il titolo e di vincere l'Eurolega. Rientra nella stagione successiva, che si conclude prematuramente con l'eliminazione al primo turno da parte della Pallacanestro Reggiana guidata da Mike Mitchell. Dopo l'ultima stagione “deludente” all' Olimpia è la volta poi del triennio greco, che rappresenta per la sua carriera il periodo della completa maturità. Nelle fila del Panathinaikos, contribuisce a vincere ben tre titoli greci e soprattutto un' Eurolega, vinta ai danni del Maccabi Tel Aviv, nella finale disputatasi nella città greca di Salonicco. Nel 2001 torna in Italia, entrando a far parte del progetto ambizioso di Udine che ricostituisce la celeberrima coppia con Vincenzo Esposito. Le cose purtroppo non vanno per il verso giusto e dopo 21 partite con 10,7 punti di media, lascia il capoluogo friulano dopo la seonda partita del girone di ritorno, dopo due giornate a secco (0 punti). Con lui parte anche Vincenzo Esposito. Nel novembre 2002 firma con la Siena ma il contratto viene risolto dopo appena un mese, dopo aver giocato proprio contro Milano la sua miglior partita. Nel gennaio 2002 firma con la Pallacanestro Reggiana in Legadue dove ritrova l'ex compagno di vittorie dell'epoca d'oro casertana Sandro Dell'Agnello: disputa le ultime 23 gare della stagione 2002/2003 e raggiunge la finale contro Napoli, persa in gara 5 dove segna comunque 18 punti. Ma la sensazione che il miglior Gentile sia rimasto in Grecia. Sensazione confermata alla fine della stagione, quando lascia il basket professionistico per intraprendere la carriera di allenatore, continuando però a giocare per due stagioni in serie B2 con la maglia dell'Artus Maddaloni.
Dopo il ritiro
Si ritira nella primavera del 2005 all'età di 38 anni. Il 5 luglio 2006, è ingaggiato come capoallenatore dall'Andrea Costa Imola (Legadue), esperienza però negativa conclusa con un esonero a stagione in corso, ma che ha messo in luce anche aspetti positivi della gestione tecnica di Nando, come il lancio in prima squadra di alcuni giovani del settore giovanile. Ha il suo primo incarico importante come secondo allenatore di Jasmin Repeša alla Lottomatica Roma nella stagione 2008-09, per poi diventare capo allenatore dopo le dimissioni di quest'ultimo, avvenute il 9 dicembre 2008. Dopo aver raggiunto le Top 16 di Eurolega, Gentile porta la squadra anche alla qualificazione alla Coppa Italia. L'11 dicembre 2009 si dimette dal ruolo di coach della Virtus Roma.
Curiosità
Il 27 Marzo 2013 è stato presentato proprio a Cassino la biografia di Nando Gentile scritta da Sante Roberto e intitolata “L'uomo dell'ultimo tiro”: Questo libro narra una storia, quella di Nando, che è simbolo di un sogno realizzato, la storia di un uomo che in poco tempo è diventato un leader indiscusso, carismatico, amato ma soprattutto capace di decidere le sorti della sua squadra con tiri decisivi, con un suo assist o con una sua giocata. Ancora oggi è il simbolo della pallacanestro italiana in tutto il mondo ed è un esempio per tutti quei giovani che ambiscono a diventare grandi come lui.
Soprannome
"Nando"
Vedere anche
- Regolamento : Pallacanestro
- Pallacanestro - Origini
Sitografia
- Informazioni prese da: http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Gentile