Hernández José Maria Gutiérrez

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IMMAGINI

José Maria Gutiérrez Hernández (Madrid, 31 ottobre 1976), meglio noto come Guti, è un ex calciatore spagnolo di ruolo centrocampista e attuale allenatore di calcio.

BIOGRAFIA


Nasce il 31 ottobre 1976 (età 46 anni), nel segno zodiacale dello Scorpione.
Di nazionalità spagnola, nasce a Madrid, da Carmen Hernández.
Ha avuto un matrimonio di 10 anni con la conduttrice spagnola Arancha De Benito nel 1999, che si è concluso nel 2009; la coppia ha avuto due figli: Zayra e Aitor. Nel 2016, dopo quattro anni insieme, GutiHernández ha sposato la sua Romina Belluscio, modella argentina. Dalla loro relazione sono nati Enzo e Romeo, i figli più piccoli del calciatore spagnolo.
Attualmente Guti ha 46 anni ed è un padre orgoglioso di una famiglia numerosa.

CARRIERA


Cresciuto nel settore giovanile del Real Madrid da quando aveva solo 9 anni, è entrato a far parte della prima squadra soltanto 10 anni dopo, nel 1995, debuttando nella partita contro il Siviglia e accumulando fino al termine della stagione nove presenze e una rete.
Nella stagione 1996/1997 vince la sua prima Liga a cui ne seguiranno altre quattro nelle stagioni 2000/2001, 2002/2003, 2006/2007, 2007/2008.
Oltre le cinque Liga, vince quattro Supercoppe di Spagna negli anni 1997, 2001, 2003, 2008.
Tuttavia, il trofeo più importante della sua carriera lo conquista giovanissimo, a soli 21 anni, portando a casa la UEFA Champions League e la seguente Coppa intercontinentale dell’anno successivo.
Dagli anni 2000 in poi diventa fulcro delle “merengues” formando, insieme a numerosi calciatori del calibro di Zidane, Ronaldo, Figo, Raul, Beckham ecc, una delle squadre più forti della storia del calcio, soprannominata Real Madrid dei Galácticos.
Arrivano infatti numerosi successi, come le conquiste della UEFA Champions League del 2000 e 2002 e della coppa Intercontinentale e Supercoppa UEFA dello stesso anno. Il 25 luglio del 2010, in una conferenza stampa, annuncia il suo addio al club merengue, dopo 24 anni, passando alla squadra turca del Besiktas, fino alla rescissione consensuale avvenuta nel 2011. Qui n Turchia vince la Coppa di Turchia.
Dopo il Besiktas Guti annuncia ufficialmente il suo ritiro dal calcio giocato.
Nonostante la posizione più naturale di Guti fosse quella di seconda punta, in tutta la sua carriera ha quasi sempre ricoperto quella di centrocampista; difatti Guti è stato un centrocampista eclettico dalla qualità sopraffina.
La sua vista di falco e la sua magistrale qualità di passaggi lo hanno reso uno dei più tecnici giocatori dei suoi tempi. La sua abilità nel dettare i tempi ha fatto di lui un giocatore chiave in molte delle formazioni del Real Madrid.
È stato utilizzato nella sua carriera sia da regista che da trequartista, per la sua confidenza con il goal e l’assist; leggendari sono gli assist a Benzema e a Zidane di tacco. Viene per questo considerato, senza ombra di dubbio, uno dei migliori assist-man del calcio moderno.
Ha totalizzato 620 presenze e 103 goal con i club, a cui si aggiungono le sole 13 presenze e 3 reti con la Nazionale spagnola.
Dopo aver terminato la sua carriera di calciatore, Guti ha intrapreso quella di allenatore.
Il 4 gennaio del 2016, infatti, passa alla guida della selezione Juvenil B.
Dal 2017 torna a Madrid per guidare l’under 19 del Real Madrid e un anno dopo si trasferisce al Besiktas per ricoprire il ruolo di allenatore in seconda.
Nel 2019 arriva il primo incarico da allenatore di prima squadra dell’Almeria, squadra che milita nella Segunda Division spagnola.
José Maria Gutiérrez Hernández è stato un calciatore emozionante e visionario, ma allo stesso tempo contraddittorio e precursore di un calcio che avrebbe visto col tempo sparire figure come lui.
Il calcio verticale tipico dei numeri 10 come Guti sta sempre più dissolvendosi, lo stesso 14 del Real ha vissuto sulla sua pelle la differente visione degli allenatori che lo hanno utilizzato con più o meno frequenza proprio per questo motivo, cioè un calcio in evoluzione.
Guti è stato spesso interrogato sulla sua visione di gioco, e il fatto che sia un argomento a lui a cuore lo si nota dal fatto che riesce quasi a dare forma a un’arte intangibile.
«Alzavo la testa prima che mi arrivasse palla. Già sapevo dove erano posizionati tutti. Quando ricevevo il pallone sapevo già come dovevo giocarlo»
«Per questo ero così rapido nelle decisioni. E per questo a volte chiedevo palla con urgenza: perché stavo vedendo il gioco e quel gioco poteva sparire in qualsiasi momento».

SITOGRAFIA


• Wikipedia
• Transfermarkt
• Web official Real Madrid