Holmes Larry

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IMMAGINI

Larry Holmes è un ex pugile statunitense, campione mondiale dei pesi massimi in versione World Boxe Council (WBC) dal 1978 al 1983 e, in versione International Boxing Federation (IBF) dal 1983 al 1985. Dal 1980 al 1985 ha avuto il titolo The Ring (storica cintura indipendente assegnata, dall'omonima rivista statunitense specializzata in pugilato, al campione ritenuto migliore del momento). E’ stato l’unico pugile al mondo ad aver sconfitto, per KO, Muhammad Ali (considerato uno dei migliori pesi massimi di tutti i tempi). Celebre è la sua frase che riguarda la lotta contro il razzismo: « È dura essere neri. Siete mai stati neri? Io lo sono stato una volta quando ero povero».

STILE E TECNICA

Holmes è rimasto nella storia della boxe per il suo micidiale diretto sinistro e per la sua solida difesa. E’ uno dei più noti esempi del pugile stilista o out-fighter ovvero il pugile più classico e tecnico il cui colpo preferito è appunto il jab (pugno diretto avanzato) usato per tenere lontano l’avversario. Si tratta di un pugile di movimento, in grado di portare qualsiasi colpo e che tende a vincere spesso ai punti e mediante “sfiancamento” dell’avversario. Gli out-fighter sono spesso considerati i migliori strateghi del pugilato, grazie alla loro abilità di controllare l’andamento dell’incontro, dotati di un buon allungo, di velocità di braccia, di ottimi riflessi e in grado di svolgere un grande e continuo lavoro di gambe.

BIOGRAFIA

Originario della Georgia, Holmes nacque il 3 novembre 1949 a Cuthbert, quarto di dodici figli. Nel 1954 si trasferì con tutta la famiglia ad Easton (Pennsylvania), città in cui crebbe e che fu causa del soprannome pugilistico “The Easton Assassin" ("l'assassino di Easton"). Per aiutare la famiglia, sostanzialmente abbandonata dal padre, che si era trasferito nel Connecticut, dovette lasciare la scuola all'età di 13 per svolgere svariati lavori umili e per pochi soldi (in un lavaggio auto per 1 dollaro l'ora, come lustrascarpe per 15 centesimi, in una cava e come conducente del camion della spazzatura).
Fu proprio in un centro giovanile di Easton che cominciò a imparare il pugilato.

CARRIERA

Iniziò a praticare la boxe all’età di 19 anni e durante la carriera dilettantistica vinse diversi titoli e su 22 combattimenti, ne vinse ben 19. Al suo ventiduesimo incontro perse, per essere stato squalificato dall’arbitro alla terza ripresa, contro Duane Bobik, nelle selezioni per le olimpiadi del 1972 e durante l’incontro, dopo essere stato messo al tappeto nella prima ripresa, utilizzo il jab per rimanere a distanza dall’avversario. A metà degli anni '70 era un partner sparring per entrambi i campioni dei pesi massimi concorrenti, Muhammad Ali e Joe Frazier e per molti altri campioni, fra i quali il terribile picchiatore Earnie Shavers, contro cui nel 1978 vinse inaspettatamente.
La carriera professionale di Holmes divenne sempre più brillante e, dopo aver vinto dal 1973 al 1978, 28 attacchi consecutivi, il 9 giugno 1978 vinse in 15 round sul campione in carica, Ken Norton, conquistando il titolo mondiale dei pesi massimi WBC. Holmes difese il titolo 17 volte tra il 1978 e il 1983, durante i quali sconfisse pugili formidabili come Earnie Shavers, Leon Spinks e Gerry Cooney.

L’INCONTRO CON MUHAMMAD ALI

Il 2 ottobre 1980, Holmes affrontò il celebre Muhammad Ali e vinse l’incontro in 11 round confermando la sua affermazione come campione mondiale dei pesi massimi. La lotta, tuttavia, fu emotivamente difficile per Holmes che molti anni dopo, durante un intervista (pubblicata su La Repubblica del 12 dicembre 2016), dichiarò che durante l’incontro lo aveva colpito tantissime volte lasciandolo tramortito e che aveva guardato spesso l’arbitro sperando di essere fermato. Dichiarò che tutti avevano pianto e che l’America non gli aveva mai perdonato di aver vinto Alì. Holmes dichiarò pure di essere cresciuto con Alì il quale gli aveva insegnato tanto e che quella era stata l’unica vittoria che lo aveva depresso, tanto che era andato a trovarlo dopo l’incontro e gli aveva detto: “ ti voglio bene, resti il più grande”.
Nel 1983 a causa di continui disaccordi con il promotore della boxe Don King, Holmes rinunciò al suo titolo WBC, per combattere per la nuova cintura IBF. Vinse il titolo di campione IBF nel novembre 1984 e lo difese tre volte per poi perderlo con Michael Spinks in una decisione di 15 round, il 21 settembre 1985. Sin dal suo debutto aveva vinto i suoi primi 48 incontri professionali, non eguagliano per una sola vittoria il record di 49 match da imbattuto di Rocky Marciano, prima di perdere con Michael Spinks nel 1985. Dopo aver perso anche la rivincita contro questo campione nel 1986, annunciò il proprio ritiro dall'attività.
Holmes ritornò a gareggiare dopo l’annuncio del ritiro: nel 1988 , perdendo contro Mike Tyson un incontro valido per il titolo mondiale nelle versioni WBA, WBC e IBF, nel 1992 contro Evander Holyfield, nel 1995 contro Oliver McCall e nel 1997 contro Brian Nielsen.
Holmes si ritirò definitivamente dallo sport nel 2002, con un record di 69 vittorie (44 per knockout) e 6 sconfitte.
Fra i suoi riconoscimenti, è stato incluso nella International Boxing Hall of Fame e nella World Boxing Hall of Fame.
Dopo la sua carriera di pugile professionista, Holmes ha deciso di entrare in affari dimostrandosi abile e astuto ed eccellendo in molti settori di attività (costruzione, ristorazione, la gestione del territorio e persino partecipazione allo sviluppo di farmaci). Nel 2014 ha venduto le sue attività e successivamente è stato co-conduttore di un talk show in America e ha partecipato a vari eventi di beneficenza.
Ad oggi – Agosto 2019- in un’intervista al celebre promoter Don King, rilasciata al quotidiano tedesco Bild e apparsa su Blastingnews, questi, quando gli viene chiesto chi sia stato il suo pugile preferito, risponde spiazzando tutti perché non indica Ali e nemmeno Tyson ma dichiara: "Per me Larry Holmes è stato il pugile più incredibile, ma è stato sfortunato perché ha iniziato a boxare nell'epoca di Muhammad Ali e lui ha oscurato tutti i pugili di quel periodo. Holmes aveva un gran pugno e si muoveva come il cilindro di un'auto. Con lui il jab diventa un'arte e nessun pugile ha mai avuto un jab come il suo".

SITOGRAFIA