II estiva - 1900 Parigi (FRA)

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IMMAGINI

1900 Parigi (FRA)


Città ospitante Parigi, Francia
Nazioni partecipanti 28
Atleti partecipanti 997 (975 Uomini - 22 Donne)
Competizioni 95 in 18 sport
Cerimonia apertura 14 maggio 1900
Cerimonia chiusura 28 ottobre 1900
Stadio Vélodrome de Vincennes

I Giochi della II Olimpiade (in francese Jeux de la IIe Olympiade) si sono svolti a Parigi in Francia dal 14 maggio al 28 ottobre del 1900.
Vi parteciparono 28 Paesi differenti, gli atleti che vi presero parte furono 997 di cui 22 donne e gli sport in gara furono 19 con 95 competizioni diverse.
Le prime Olimpiadi moderne che si erano svolte nel 1896 ad Atene, si erano rivelate un grande successo di pubblico. Nonostante le richieste della Grecia, che avrebbe voluto essere designata come sede unica dei Giochi, l’edizione successiva fu assegnata a Parigi. La proposta, anche questa volta, partì da De Coubertin, attratto dalla possibilità di far coincidere le Olimpiadi con l’Expo in programma nello stesso anno. E così, mentre quelle di Atene erano durate 9 giorni, le Olimpiadi di Parigi ebbero luogo dal 14 maggio al 28 ottobre del 1900; inoltre non vi fu cerimonia di apertura e di chiusura, visto che i Giochi erano stati in tutto e per tutto inglobati nel più ampio contesto dell’Expo.
L'atletica fece la parte del leone, sul piano tecnico e dell'interesse suscitato. Il programma definiva l'evento 'campionati universali', e mescolava gare a handicap per professionisti alle prove amateur, su piste e pedane del Racing Club di Francia al Bois de Boulogne. Si corse su una pista in erba, piena di buche e monticelli, lo sviluppo era di 500 m, il rettilineo finale era incastonato fra gli alberi, in mezzo ai quali finì spesso il disco lanciato dai concorrenti, talora vanificando buone prestazioni. Si gareggiò in 4 giornate, il 14, il 15, il 19 e il 22 luglio: nella penultima giornata si registrarono temperature superiori ai 35 gradi. Il 14, un sabato, era festa nazionale in Francia, ricorrenza della presa della Bastiglia. Gli organizzatori avevano previsto il maggior numero di finali per il giorno successivo, una domenica, ma ciò contrastava con le abitudini di americani e inglesi, che non gareggiavano nel giorno del Signore. Il mercoledì precedente, dopo la protesta degli USA, si raggiunse un compromesso: gli americani avrebbero potuto distribuirsi, nei concorsi, fra la domenica e il lunedì, le classifiche sarebbero state costruite con i migliori risultati di entrambe le giornate. Ma in extremis gli organizzatori si rimangiarono la parola e le gare di domenica rimasero come erano, cioè senza appendice al lunedì. Gli americani dovettero abbozzare: d'altra parte, alla fine della domenica erano in testa in quasi tutte le prove. Tuttavia, mentre peso e disco non scatenarono polemiche, nell'asta e nel lungo le cose non filarono via lisce. L'asta ebbe inizio alle 16.30 di domenica, senza qualificazioni. Gli USA cercarono di far valere l'impegno raggiunto e di effettuare i loro salti il giorno dopo, ma nella notte precedente l'accordo venne cancellato. I migliori statunitensi erano Charles Dvorak, Daniel Horton e Bascom Johnson. Nessuno dei tre accettò di scendere in gara, mentre lo fecero Irving Baxter, reduce dal salto in alto appena vinto con 1,90 m tre quarti d'ora prima, e Meredith Colkett. I due saltarono rispettivamente 3,30 e 3,25 m e si piazzarono ai primi due posti. Il giorno dopo, per placare le proteste americane, fu organizzata un'appendice della gara di asta e Johnson superò 3,38 m: ma il suo risultato non fu combinato con quelli del giorno prima. Quando il 19 luglio si svolse la gara a handicap di asta, se ne allestì un'altra apposta per gli USA, in cui Horton oltrepassò 3,45 m e Dvorak 3,35 m, ma anche i loro risultati furono ignorati, e Baxter - che Johnson e Horton avevano appena battuto ai campionati open britannici - rimase campione olimpico.
Nel complesso gli americani vinsero 17 dei 23 titoli in palio nell'atletica. Le prime medaglie d'oro olimpiche della storia italiana vennero vinte da Antonio Conte (Scherma - sciabola per maestri d'armi) e Gian Giorgio Trissino (Equitazione - salto in alto). Un altro italiano Ernesto Mario Brusoni vinse la gara a punti nel ciclismo che però non fu riconosciuta ufficialmente dal CIO, mentre Brusoni venne indicato dal CONI come campione olimpico. Riguardo invece all'inglese Charlotte Cooper fu la prima donna a vincere un titolo olimpico nel tennis. Non si sa invece il nome del timoniere che vinse con i canottieri francesi François Antoine Brandt e Roelof Klein l'oro nel "due con": pare fosse un ragazzino di 10 anni, scelto perché pesava solamente 33 chili.
L'Italia, che a Parigi non inviò una vera e propria rappresentativa, ma solo 25 atleti sparsi nelle diverse competizioni, fu appena presente in atletica con due esponenti, il velocista Umberto Colombo, terzo ed eliminato in batteria nei 100 m, ultimo nel turno di qualificazione dei 400 m, ed Emilio Banfi, mezzofondista, subito escluso negli 800 m. In una lettera alla Gazzetta dello Sport, Banfi espresse tutto il suo stupore e la sua ammirazione per gli atleti americani, che "si allenavano anche cinque volte la settimana e mangiavano carne ogni giorno", il che li rendeva irraggiungibili per gli italiani. Banfi e un altro italiano, Ettore Zilla, si iscrissero alla maratona, ma non vi presero parte.
Maggior fortuna arrise a schermidori (10 partecipanti) e ciclisti (7 in gara) e soprattutto nell'equitazione agli allievi del capitano livornese Federico Caprilli, uno dei padri dell'equitazione moderna. Caprilli, che da tempo preparava magnificamente cavalli e affinava lo stile e la tecnica dell'assetto, aveva pensato di partecipare al concorso di Parigi, ma ne fu escluso per motivi di sicurezza, in seguito al diniego opposto dal Ministero della Guerra. La ragione di tale decisione resta oscura ancor oggi, anche se i disordini italiani che in quel periodo mobilitavano l'esercito per i moti di piazza ne furono una possibile causa.
I giochi del 1900 si chiusero il 28 ottobre, ben 6 mesi dopo la loro apertura, a causa della loro affiliazione all'Esposizione Universale, mentre nel 1904 a St. Louis negli Stati Uniti l'Olimpiade verrà affiancata alla Louisiana Pourchase Exposition.

Vedere anche


Fonti