Johnson John Arthur

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IMMAGINI

John Arthur Johnson, detto Jack (Galveston, 31 marzo 1878 – Raleigh, 10 giugno 1946), è stato un pugile statunitense. La sua è una famiglia di ex schiavi e lui comincia presto a combattere da professionista, già diciannovenne, nel 1897. La prima volta che sale su un ring è in occasione di un combattimento tra “neri” che si esibivano per un pubblico di bianchi, nell’America razzista di diversi suoi stati Durante la sua carriera, Johnson si costruì uno stile di combattimento tutto suo e che non era d'abitudine nel pugilato dei suoi tempi. Benché fosse tipicamente lui a colpire per primo, egli faceva della propria difesa la sua arma migliore. Mostrava di avere un atteggiamento attendista nei confronti dei suoi avversari, lasciandoli sfogare nei primi round, per poi esplodere improvvisamente tutta la sua devastante potenza verso di loro. Invece che puntare al KO, combatteva spesso con l'intento di punire l'avversario con il passare delle riprese, ed era solito schivare un'alta percentuale di pugni. Una volta a suo agio, avrebbe poi colpito rapidamente con un pugno dei suoi. Tipica sua caratteristica era quella di far sembrare i suoi incontri quasi privi di sforzo, e come se avesse molto di più da offrire al pubblico, quando subiva delle spinte si esibiva in potenti combinazioni ed abili manovre.. Iniziò la sua carriera nel mondo della boxe come sparring partner e nelle Battle Royal, mero intrattenimento per i bianchi che lanciavano soldi al vincitore. Nel 1901 succede una cosa particolare: Jack Johnson, secondo di sei fratelli, combatte contro l’esperto Joe Chovnski, ma in Texas boxare era fuorilegge: Jack perde l’incontro ed entrambi vengono arrestati e condannati a 25 giorni di galera. Nei quali fanno amicizia e il veterano intuisce la qualità anche di prospettiva decidendo di fargli da allenatore. Tanto che dopo la sconfitta con il veterano Chovnski Johnson per 14 anni avrebbe sempre vinto.Nel 1902 Johnson ne aveva già battuti e buttati 50, di avversari così il 3 febbraio del 1903 supera Ed Martin soprannominato Denver e si aggiudica il campionato mondiale dei pesi massimi “di colore”, una competizione a evidente contorno razzista destinato ai soli pugili afroamericani. E diventa Campione del Mondo.A forza di battere gli avversari nel 1908 è il primo pugile afroamericano a diventare campione del mondo assoluto, oltre a essere il primo texano, a guadagnarsi questo riconoscimento. Per ottenerlo batte il campione in carica Tommy Burns. Jack Johnson, grazie al titolo vinto, diventa il simbolo dei neri d’America, una sorta di antenato di Muhammad Alì, con oltre 55 anni d’anticipo su Cassius Marcellus Clay Junior.Purtroppo anche lo sport viene contaminato dallo stupido, forzato dualismo tra neri e bianchi, e l’orgoglio dei secondi è rappresentato dall’atleta James J. Jeffries, imbattuto. Andò giù con Jack Johnson, che vinse. E mantenne il titolo mondiale per quasi 7 anni, poi venne sconfitto da Jess Willard, nel 1915. Nel 1912 fu accusato di aver violato la Legge Mann, che proibiva di portare le donne da uno stato all’altro per propositi tra il personale e l’immorale. La giuria, composta da soli bianchi, lo condannò a un anno di carcere; lui scappò con la moglie Lucille Cameron, rientrando negli Stati Uniti nel 1920. Scontò la sua pena e poi ricominciò a combattere, ma senza grandi acuti: addirittura Jack Johnson è resistito sul ring fino al 1938, a 60 anni. Fu sfortunato, il primo pioniere dei diritti dei neri nel mondo della Boxe. Il 10 giugno 1946, amando le macchine veloci, perì in seguito a un incidente stradale. Successivamente negli anni Sessanta e Settanta, venne preso a esempio dagli uomini di colore che lottavano in favore del Black Power.

Sitografia


  • Wikipedia,www.storiedisport.it,giocopulito.it