Kerley Fred
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Biografia
Fred Kerley Cresce in questa piccola cittadina, dove come tutti gli adolescenti, si divide tra vari sport. Ma proprio nel team College Station Sprinters trova la sua passione per l’atletica che divedeva ancora però con quella per il football, che accantonerà definitivamente a causa di un infortunio alla clavicola, dedicando così la sua vita solo all’atletica.
Curiosità
“… con 9”84 secondi sui 100 metri, 19”76 secondi sui 200 metri, 43”64 secondi sui 400 metri si qualifica il titolo di velocista più versatile al mondo a soli 26 anni”
Carriera
Si inizia a parlare di carriera già quando il ragazzo frequenta la scuola, all’età di 18 anni migliora due volte il record personale correndo i 400 metri in 46”48 e in 46”38, dunque scendendo sotto i 44 secondi. Successivamente frequenta il South Plains College (tra il 2013 e il 2015) dove si allena sotto l’attenta guida di coach Alleyne Francique, che lo accompagnerà nel suo percorso verso la vittoria. Lo stesso Kerley attribuisce al coach e, al suo modo di allenare gli allievi, il suo successo, per via della disciplina imposta da un allenamento estremo misto ad una alimentazione fatta solo di materie ricavate dalla natura. Nel 2016 partecipa ai Trials olimpici statunitensi per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, ma non supera le batterie. Poche settimane dopo però, vince la medaglia d’oro per gli Stati Uniti con la staffetta 4×100 ai NACAC Championships Under 23 di San Salvador. Attribuiamo al 2017 l’apertura delle porte per Kerley verso il successo. Inizia l’anno con la vittoria del titolo indoor sui 400 metri stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno e il settimo crono mondiale di sempre con 44”85. Continuando poi insieme al fratello Mylik Kerley contribuisce alla vittoria in rimonta nella staffetta 4×400 sulla pista di casa di College Station. Grazie a questi successi Texas A&M conquista così il primo successo nella classifica a squadre del Campionato NCAA. Sempre nel 2017, Maggio precisamente, Fred vince in poche settimane le South Eastern Conference di Columbia nel South Carolina in 44”09 e le NCAA West Preliminaries in uno straordinario 43”70 migliorando il record NCAA detenuto dal campione olimpico di Barcellona 2012 Quincy Watts stabilito 25 anni prima con 44”00. Arriva Giugno e con lui la conclusione della sua carriera universitaria accompagnata dalla vittoria delle NCAA Finals sui 400 metri in 44”10 e nella staffetta 4×400 in 2’59”98. Ma con la conclusione del percorso universitario, non si è sicuramente conclusa la sua carriera di atleta infatti poche settimane dopo vince la finale dei 400 metri dei Campionati statunitensi in 44”03 sulla pista di Sacramento in California qualificandosi per i Campionati Mondiali di Londra. Al debutto in una grande rassegna internazionale Kerley vince la batteria dei mondiali disputati sulla pista del London Stadium prima di qualificarsi per la finale iridata per ripescaggio dei tempi. Si classifica al settimo posto in 45”23 nella finale vinta dal sudafricano Wayde Van Niekerk. Nell’ultima giornata dei Mondiali contribuisce poi alla medaglia d’argento degli Stati Uniti nella staffetta 4×400 dietro a Trinidad and Tobago. Dopo essere diventato professionista Kerley si trasferisce a Phoenix in Arizona per allenarsi sotto la guida di Kevin Tyler, ma nel 2019 torna in Texas per allenarsi di nuovo con Francique. Il 2018 è stato per Kerley un anno di alti e bassi. Infatti, ai Campionati statunitensi indoor dovette accontentarsi del terzo posto in 45”63 mancando poi la qualificazione per i Campionati del Mondo Indoor di Birmingham nei 400 metri dopo il terzo posto. Successivamente ai Campionati statunitensi vince la medaglia d’argento con la staffetta 4×400 in 3’01”97. Inizia la stagione all’aperto con un quarto posto nella tappa della Diamond League di Shanghai in 44”71 e un successo al Golden Gala Pietro Mennea allo Stadio Olimpico di Roma in 44”33 che lo segnarono particolarmente visto che dovette fermarsi per mesi a causa di un infortunio. Al rientro agonistico torna con due vittorie a Birmingham in 45”54 e nella finale della Diamond League a Zurigo in 44”80. Queste vittorie permisero a Kerley di aggiudicarsi il primo posto nel Ranking di fine anno della prestigiosa rivista Track and Field News, conosciuta come la “Bibbia” dell’atletica statunitense. Nel 2019 poi arriva il periodo attualmente più brillante della sua carriera quando vince la finale dei 400 metri dei Campionati statunitensi di Des Moines in 43”64 proprio davanti a Michael Norman. Con quella performance Kerley salirà all’ottavo posto delle liste mondiali all-time e poi, ai Mondiali di Doha disputati al Khalifa Stadium, Kerley conquista la medaglia di bronzo sui 400 metri in 44”17 alle spalle del bahamense Steven Gardiner e del colombiano Anthony José Zambrano, ma anche l’oro nella staffetta 4×400 in 2’56”69. Arriva la pandemia e Kerley è costretto a prendere un anno di pausa che sfrutterà al meglio concentrandosi sui 100 e sui 200 metri e limitandosi soltanto a due uscite stagionali sui 400 metri nel corso del 2021. Questa sua scelta ha ripagato l’atleta portandolo a migliorare di tre volte il personale sui 100 metri con 10”11 a Miami il 20 Marzo, 10”03 a Clermont il 4 Aprile e 9”91 a Miami il 24 Aprile. Successivamente, nei 100m sul suolo Europeo vince la tappa del Continental Tour di Ostrava in 9”96 a fine Maggio mentre, ai Trials olimpici statunitensi, si qualifica per la sua prima Olimpiade grazie al terzo posto nella finale dei 100 metri in 9”86 dietro a Trayvon Bromell e a Ronnie Baker, classificandosi quarto sui 200 metri in 19”90 Alle Olimpiadi di Tokyo, Kerley vince la medaglia d’argento nella finale dei 100 metri in 9”84 alle spalle dell’azzurro Marcell Jacobs (neo primatista europeo con 9”80) dopo aver corso la batteria in 9”97 e la semifinale in 9”96. Conclude la stagione, con la vittoria dei 200m nel meeting di Nairobi con 19”76, davanti a Filippo Tortu. 20”11
Fonti
- Sprintnews.it
- wikit.wiki
- Wikipedia