Kidd Jason Frederick

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IMMAGINI

Jason Frederick Kidd nasce il 23 marzo 1973 a San Francisco (California), è un allenatore di pallacanestro ed ex cestista statunitense, di ruolo playmaker, tecnico dei Milwaukee Bucks.

La carriera


Jason Frederick Kidd' cominciò a farsi notare già all’High School (St.Joseph of Notre Dame). Nella stagione 1991/92 porta la sua squadra a vincere la Division e viene nominato California Player of the Year. La stagione dopo non solo replica, con una media di 25 punti, 10 assist e 7 rimbalzi, ma riceve anche il Naismith Award, come “High School Player of the Year.” Chiudendo con il record di 1155 assist. Ovviamente le richieste da tutti i più grandi college non tardano ad arrivare, ma per Jason abbandonare gli amici e il sole della California è fuori questione. Cosi opta per l’University of California, Berkeley. In quei due anni di College, di vittorie e premi ne prende parecchi. Miglior realizzatore di assist di tutti i College, con una media di 9.1. Giugno 1994. Arriva il draft: seconda scelta assoluta, Dallas Mavericks. Ovviamente non delude e a fine stagione si divide il premio di “Rookie dell’anno’’ con il collega Grant Hill (Pistons). I Mavs avevano aspettative molto alte e puntarono tutto sulle loro ‘3 J’: Jason Kidd, Jim Jackson e Jamal Mashburn. Il nostro uomo già alla sua seconda stagione mise 9 triple doppie e guadagnò 1.049.946 voti, assicurandosi il posto nell’All Star Game. 23 vittorie in più rispetto all’anno precedente però non bastarono. Le statistiche del 1996: Jason viene per forza di cose trasferito in Arizona, a Phoenix. Dove pensa bene di infortunarsi alla prima partita e saltare così le successive 21. Ma torna in tempo per portare la sua nuova squadra ai Playoffs. Eliminati poi per 3-2 dai Sonics. Ma non fa nulla perché nel frattempo il suo talento e il suo gioco fanno illuminare lo sguardo di tutti quelli che hanno avuto l’opportunità di vederlo giocare. Un regista che conosce già tutta la sequenza di inquadrature e le anticipa. Un attore non protagonista che lascia brillare la star. Creatività: capacità cognitiva della mente di creare e inventare. E lui creava. Eccome se creava. Play Maker. Cinque anni ai Suns. Tre All Star Game. Cinque volte ai playoff. con gli Spurs , 3-1 e fuori. con i Blazers, 3-0 fuori. con i Lakers, fuori al secondo turno per 4-1. con i Kings, 3-1 fuori. Il 2001 per Jason è un anno burrascoso, sia a livello sportivo che a livello personale. Viene arrestato con l’accusa di ‘Abusi domestici’ alla moglie, con la quale divorzia. E finisce in divorzio anche la sua esperienza ai Suns. Allontanando cosi non solo Kidd e le sue disavventure familiari, ma anche tutto ciò che era diventato in campo. Posto assicurato nella Hall of Fame, aveva a modo suo riscritto la storia del playmaking, aveva fatto dei passaggi la sua arte, dell’altruismo il suo talento. Mise tutto questo in valigia e lo portò con se in New Jersey. Questa trade per Jason doveva essere una sorta di punizione. Lui amante del caldo, trasferito al ‘freddo’ in una squadra che aveva chiuso la stagione con 26 vittorie e 56 sconfitte, a differenza dei suoi ‘Suns’ che avevano avuto 51 vittorie e 31 sconfitte. Prima stagione conclusa con 52 vittorie. Una media di 14.7 punti, 9.9 assist, 7.3 rimbalzi e 2.3 palle rubate. Due finali NBA consecutive. Perse solo perché i Lakers di Shaq e Kobe e gli Spurs del due volte MVP Tim Duncan non erano ostacoli facilmente superabili. Nel 2003 diviene free agent, ma J. non se la sente di abbandonare una squadra con la quale ha costruito qualcosa e passare cosi da mercenario. Quindi rinnova e torna a giocare all’Izod Center. La stagione 2003-2004 andò un po’ scemando sul finale a causa di un infortunio che lo tenne fuori per circa un mese. Tornando appena in tempo per i playoff ma dando solo un contributo dell’80% a causa del dolore. Vennero eliminati nella semifinale di Eastern Conference in gara 7 contro Detroit. Nell’estate del 2004, viene operato al ginocchio, perdendo così un po’ del suo smalto e registrando la sua media punti più bassa finora. Questo però solo fino ai playoffs dove risale a 17.3, 9 rimbalzi e 7.3 assist. Fuori comunque al primo turno per 4-0 con gli Heat. Nonostante l’età e l’infortunio, la sua capacità da regista rimane la stessa di sempre…e grazie anche a talenti che finalizzano il gioco come Jefferson e Carter chiude la stagione in tripla doppia (14.6 , 10.9, 10.9). E questo lo portò sul podio di Mr. Tripla doppia, subito dopo Oscar Robertson(181) e ovviamente Magic(138). Nel 2008 chi si mosse per cercare di far tornare alla propria corte JK, furono i Mavs. Seppur non immediato, l’effetto di questa manovra funzionò. Nel 2011 infatti, anno in cui nessuno avrebbe scommesso nulla sulla vittoria di Dallas, arrivò la svolta. Le sue doti di regista, in grado di creare giocate e passaggi per compagni come Nowitzki erano rimaste intatte. Sapeva che poteva essere una delle ultime, se non l’ultima, vera occasione per raggiungere il suo obbiettivo. Non tardò quindi ad arrivare la rivincita anche sugli Heat di Lebron, Bosh e Wade. La serie finì sul 4-2 per Dallas. Campioni. Dopo 18 anni di carriera e nella squadra che per prima aveva creduto in lui il quel lontano ’94. 2012: nuovamente free agent. Salta l’accordo per il rinnovo con i Mavs e Jason decide di tornare a NY, ma stavolta al Madison Square Garden. Contratto firmato per tre anni ma nel 2013 arriva la notizia. A 40 anni, dopo 1391 partite, una media punti di 12.6 a partita, un anello, 10 All Star Game, due medaglie d’oro Olimpiche e un secondo posto nella classifica Assist-man di tutti i tempi (secondo solo a Stockton), si ritira. ‘E’ il momento giusto’ aveva detto. E seppur quel momento giusto non vorremmo arrivasse mai per certi giocatori, arriva. Due giorni prima aveva dato l’annuncio anche Grant Hill, con il quale il Jason aveva smezzato il premio ‘Rookie of the year’ a inizio carriera. La sua carriera di giocatore si è conclusa così, nel frattempo però è cominciata quella da allenatore. Il 13 giugno 2013, a pochi giorni dal suo ritiro da giocatore, viene ingaggiato come allenatore dai Brooklyn Nets. Il 1º luglio 2014 viene ufficializzata la trade che lo porta ad essere l'allenatore dei Milwaukee Bucks.

Nazionale


Kidd ha vinto molto anche con la nazionale USA, con cui ha giocato 46 partite: due titoli olimpici (2000 e 2008) e tre titoli continentali (1999, 2003, 2007). Nel 2000 fu uno dei componenti della nazionale statunitense che vinse la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney. Ha vinto il suo secondo oro olimpico ai Giochi Olimpici 2008 di Pechino. Nelle 46 presenze con la nazionale statunitense, Kidd non ha mai subito una sconfitta: 16 partite alle Olimpiadi, entrambi vinte (2000 e 2008) e i tre titoli continentali (1999, 2003 e 2007) conquistati con 30 vittorie (10 per ogni edizione). È secondo nella classifica dei giocatori con il maggior numero di assist nel Team USA: primo in questa speciale classifica resta John Stockton.

Fonti


  • Wikipedia.org
  • Biografieonline.it
  • NBA.com/players