Kroos Toni
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Toni Kroos è un calciatore tedesco, centrocampista del RealMadrid e della nazionale tedesca. Nasce il 4 gennaio 1990 a Greifswald, nella Germania Est, da una famiglia di sportivi: il padre, Roland era un calciatore e la madre, Birgit, era una campionessa nel badminton. Cresce con i genitori ed il fratello più piccolo, Felix (anche lui calciatore), in uno dei quartieri della sua città natale, ed entra all’età di sette anni nella squadra del suo paese, il Greifswalder SC, di cui il padre è l’allenatore delle giovanili. Nel 2002 si trasferisce con la famiglia a Rostock, dove sia lui che il fratello passano a giocare nella prima squadra della città. Le eccezionali prestazioni di Toni gli consentono di bruciare velocemente le tappe, tant’è che nel 2004, il Bayern Monaco esprime il suo interesse per il ragazzo.
L’ARRIVO AL BAYERN E IL PRESTITO
Nel 2006, due anni dopo l’interesse della squadra bavarese, Toni viene acquistato dal Bayern all’età di 16anni. Il 26 gennaio 2007, un anno dopo dal suo arrivo, debutta in prima squadra a soli 17 anni, diventando il più giovane calciatore del club a debuttare in prima squadra. Il 6 novembre 2008 arriva l’esordio anche in Champions League. Nel 2009, per consentirgli di giocare con maggiore continuità, viene ceduto in prestito al Bayer Leverkusen per 18 mesi. Al Leverkusen, Toni gioca per una stagione e mezza, collezionando 13 presenze nella sua prima stagione. Quella successiva, 2009-10, è l’anno della consacrazione, infatti, si afferma come titolare della squadra, concludendo il campionato con 9 gol e 12 assist in 33 partite.
RITORNO AL BAYERN
Nell’estate del 2010, al termine del prestito, Kroos torna al Bayern. Il 29 ottobre 2010 segna il suo primo gol in campionato per il club contro il Friburgo. Durante lo stesso anno, è un titolare regolare in Bundesliga, in Coppa e anche in Champions, concludendo il suo primo anno vero e proprio al Bayern con 27 presenze. La stagione successiva, quella 2011-12, sotto la guida di Jupp Heynckes, già suo allenatore al Leverkusen, si afferma definitivamente come giocatore di prima scelta, all’età di 22 anni. Colleziona 55 presenze in tutte le competizioni, inclusa la finale di Champions League 2011-12, dove il Bayern però viene battuto dal Chelsea
2012-2013: L’ANNO DEL TRIPLETE
La stagione 2012-2013 si rivela densa di soddisfazioni sia a livello personale che di club, anche se viene caratterizzata negativamente da uno strappo al polpaccio, rimediato durante l’andata dei quarti di finale di Champions contro la Juventus, che tiene bloccato Kroos per otto settimane. Il 6 aprile 2013 Kroos vince la sua seconda Bundesliga. Il 25 maggio vince la su prima Champions League, nella finale di Wembley contro il Borussia Dortmund. Il 1 giugno, infine, vince anche la Coppa di Germania, conquistando il Triplete. L’anno successivo, 2013-14, apre la stagione con il Bayern vincendo la Supercoppa Uefa e il Mondiale per Club, per poi vincere a fine stagione ancora una volta lo scudetto, questa volta con in panchina Pep Guardiola.
REAL MADRID: GLI ANNI D’ORO
Il 17 luglio 2014, viene ufficializzato il suo passaggio al Real Madrid per circa 25 milioni di euro, con un contratto di sei anni. La sua nuova avventura si apre subito con un successo, conquistando il 12 agosto la Supercoppa Europea. In breve tempo diventa uno degli uomini chiave della squadra, riuscendo nello stesso anno del suo arrivo ad inanellare con la squadra una serie di 22 vittorie consecutive in tutte le competizioni. Conclude la sua prima stagione con il Real con 2 gol e 15 assist in 55 partite, effettuando più di 2.300 passaggi con una efficacia del 90%, affermandosi alla sua prima stagione in Spagna come uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Il suo secondo anno, quello 2015-16, è un anno vincente, poiché riesce a conquistare con il club l’undicesima Champions League del Real, dopo aver battuto in finale, a Milano, i cugini rivali dell’Atletico. Sempre nello stesso anno, grazie alla ristrutturazione tattica di Zinedine Zidane, con Kroos e Modric avanzati e protetti da Casemiro, i tre diventano uno dei centrocampi più forti del mondo. Nelle successive due stagioni, 2016-17 e 2017-18, riesce a vincere altre due Champions League, battendo prima Juventus e poi Liverpool. Oltre questi due titoli, Kroos e compagni conquistano anche le due Supercoppe Europee e i due Mondiali per Club, che aggiunti ai titoli nazioni, fanno sì che il Real Madrid in soli due anni riesce a vincere ben 9 titoli. Gli anni successivi, a partire dalla stagione 2018-19, anno in cui Cristiano Ronaldo si trasferisce alla Juventus, sono anni di transizione per il Real. Dopo la pandemia covid e il ritorno di Ancelotti sulla panchina dei Blancos, il Real riesce a tornare ai vertici sia in Spagna che in Europa, riuscendo a vincere il 22maggio 2022 la Champions League contro il Liverpool, e a diventare anche campioni di Spagna.
NAZIONALE
A soli 20 anni Kroos diventa un titolare a pieno titolo della nazionale tedesca. Il suo esordio avviene il 3 marzo 2010 in una amichevole con l’Argentina. Sempre nel 2010 viene convocato per il suo primo Mondiale, quello in Sudafrica, dove conquista con la sua selezione un terzo posto.
CAMPIONE DEL MONDO
L’apice della carriera di Toni Kroos è nel 2014, dove viene convocato per il Mondiale in Brasile. Nella semifinale del torneo, Kroos e compagni sfoggiano una prestazione contro i padroni di casa della competizione che passa alla storia del calcio, riuscendo a vincere al Maracana per 7-1, in cui lo stesso Toni riesce a mettere a segno2 gol e 1 assist. Il 13 luglio 2014 si laurea con la nazionale Campione del Mondo, dopo aver battuto in finale l’Argentina 1-0. Al termine del torneo, Toni viene inserito nella formazionebest11 della competizione. Gli anni successivi di Toni in nazionale sono piuttosto deludenti, anche causati da un notevole cambio generazionale. Agli Europei del 2016 viene eliminato ai quarti di finale dall’Italia, mentre al Mondiale del 2018 in Russia, Toni e compagni escono clamorosamente al primo turno, non riuscendo a passare la fase a gironi. In seguito a questa pagina deludente, Kroos decide di ritirarsi dalla nazionale per far posto ai più giovani.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Considerato uno dei più grandi talenti del calcio tedesco, oltreché tra i centrocampisti più forti della sua generazione, è un regista dalla eccellente visione di gioco, abile con entrambi i piedi. Nel suo bagaglio tecnico rientrano conclusioni dalla distanza, calci di punizione, lanci lunghi, cross e passaggi smarcanti in grado di mettere i compagni nelle condizioni migliori per fare gol. Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989.
PALMARES
- Campionati Tedeschi: 3(2007-08; 2012-13; 2013-14)
- Coppe di Germania: 3(2007-08; 2012-13; 2013-14)
- Supercoppe di Germania: 2(2010; 2012)
- Campionati Spagnoli: 3(2016-17; 2019-20; 2021-22)
- Supercoppe di Spagna: 3(2017; 2019; 2022)
- UEFA CHAMPIONS LEAGUE: 5(BAYERN 2013) – (REAL MADRID 2014; 2016; 2017; 2022)
- Supercoppe UEFA: 5 (RECORD)
- Mondiali per Club: 5(RECORD)
- Nazionale: 1 Mondiale(Brasile 2014)
VITA PRIVATA
Toni Kroos è sposato con la sua ragazza di lunga data, Jessica Farber. I due si incontrarono per la prima volta al liceo, e dopo una lunga relazione, si sposarono con una cerimonia privata nel 2015. I due hanno tre figli: Leon, nato il 14 agosto 2013, Amelie, nata il 20 luglio 2016 e Fin, nato il 26 marzo 2019.
KROOS: LA PARTE RAZIONALE DEL CALCIO
“Se il calcio è passione, Toni Kroos è l’opposto, è la parte razionale del calcio”, cosi Ronald Reng, giornalista tedesco, ha voluto descrivere il profilo di uno dei centrocampisti che ha segnato maggiormente quest’epoca del calcio. “E’ l’uomo dietro le quinte”: non è quello che tutti si ricordano, anche per il suo carattere introverso, schivo verso la popolarità, (non ama le interviste o gala) ma quello che nessuno vuole fare a meno. Un perfezionista del gioco, dalla fine tecnica e dall’attitudine che qualcuno definirebbe “teutonica”.
Insieme a suo fratello Felix ha un podcast in cui espone le proprie idee, dirette e razionali; complice anche un ambiente familiare che spesso non faceva emergere i sentimenti e che di conseguenza ha portato i due fratelli ad avere una corazza che li fa apparire schivi, calmi, duri, ma dal cuore d’oro.
È un leader silenzioso, tant’è che la sua essenzialità in campo l’ha tracciata Casemiro, suo compagno, in una semplice frase: “Se Toni decide che la squadra deve rallentare, la squadra rallenta. Se decide di accelerare, la squadra accelera”.