Lawrence Sullivan John
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STORIA DEL PUGILATO
Uno dei più antichi sport da combattimento è il pugilato o “Boxe”, le sue origini risalgono al III millennio a.c.
Alcune fonti letterarie, come ad esempio l’Iliade e l’Eneide, raccontano di combattimenti a mani nude.
Il pugilato di allora era assai differente da quello attuale, non erano previste categorie di peso e il combattimento terminava con la resa di uno dei due contendenti, l’unico requisito richiesto era quello di essere un uomo forte e di grande prestanza fisica.
Questa forma di combattimento trovò rapida diffusione negli Sati Uniti con John Lawrence Sullivan che fu un fuori classe del Bareknucle, ossia del pugilato a mani nude.
Nel 668 a.c. il pugilato entra a far parte del programma olimpico. Le sue origini moderne risalgono al 1719 quando a Londra nasce la prima scuola moderna, mentre nel 1743 Jack Broughton propose un codice di regole, che includevano un ring delimitato da corde, due secondi per assistere il pugile e due arbitri, di cui uno per il giudizio e l’altro per controllare il tempo, non erano previsti colpi con testa, piedi, ginocchia e sotto la cintura, inoltre non era previsto nessun limite di tempo nei match ed era consentito al pubblico scommettere sui pugili.
Solo nel 1892 si combatté il primo Match tra John Lawrence Sullivan e James J. Corbet secondo le regole del marchese Queensberry che diede il via al pugilato moderno. Il regolamento prevedeva il conteggio di dieci secondi per il KO e l’obbligo per l’altro atleta di allontanarsi senza colpire il pugile a terra; l’uso di guanti; la durata delle riprese era fissata a tre minuti ed inoltre erano state stabilite tre categorie di peso: massimi, medi, leggeri.
LA VITA
Sullivan John Lawrence nasce il 15 Ottobre 1858 a Roxbury, un quartiere di Boston, nel Massachusett, figlio di Michael Sullivan e Catherine Kelly, entrambi cattolici di origini irlandesi. Grande studioso, ha ottenuto ottimi risultati accademici, frequentando la Dwight Grammar School di Boston. Appena maggiorenne incoraggiato dai genitori, decise di frequentare il seminario di Boston, dove però affascinato da altre passioni, si dedicò al teatro e alla recitazione. Solo dopo pochi mesi si rese conto che la carriera da prete non faceva per lui, così abbandonò gli studi religiosi per lavorare come idraulico e lattoniere. Nello stesso periodo iniziò a giocare a Baseball come semi-professionista, ma nonostante fosse un ottimo giocatore rifiutò il contratto che gli venne offerto dal Cincinnati Red Stockings, perché da sempre affascinato dalla “nobile arte” del pugilato. Fu così che intraprese questa disciplina, divenendo il primo campione dei pesi massimi della storia del pugilato.
LA CARRIERA
Sullivan salì sul ring da professionista per la prima volta all’età di 21 anni, nonostante la stazza non imponente, alto 1,79 metri per 85 kg di peso, riusciva a dominare avversari più grossi e pesanti di lui, grazie alla sua agilità. Diede subito prova di enorme valore contro Cockey Woods a Boston.
All’epoca gli incontri venivano disputati secondo le regole del London Prize Ring Rules, dunque a mani nude.
I ring erano di forma ottagonali definiti da corde e pali, i pugili combattevano a torso nudo, con calzoni lunghi o a tre quarti di gamba e gli incontri non avevano un limite massimo di riprese.
Nel 1880 mise in scena due grandiosi match contro Mike Donovan e l’ex campione Joe Goss, surclassandoli entrambi.
Nel 1882 combatté contro John Flood battendolo in otto riprese.
Dai gusti stravaganti nel vestire, con folti e vistosi baffi che si era fatto crescere e che lo rendevano invincibile, grazie alla sua potenza e determinazione sul ring, fu soprannominato “The Boston Strong Boy” cioè “il duro di Boston”.
Il 7 Febbraio 1882 a Mississippi Cyti, il pugile di Boston, all’età di 24 anni, divenne campione del mondo dei pesi massimi battendo Peddy Ryan, un possente pugile irlandese considerato il migliore in circolazione per KO al nono round.
Nei due anni successivi Sullivan attraversò in treno gli Stati Uniti sfidando avversari in ogni città, disputò ben 195 incontri in 136 città differenti. Nessun avversario riusciva a batterlo, il loro obiettivo non era più quello di vincere, ma bensì quello di resistere più di quattro round.
Il 14 Maggio 1883 affrontò il Britannico Ckarlie Mitchell a New York. L’incontro si rivelò difficile, Sullivan cadde al tappeto al primo round e sarebbe andato incontro ad una sicura sconfitta se non fosse intervenuta la Polizia a fermare il match. I due decisero di sfidarsi di nuovo il 10 marzo 1888 a Chantilly in Francia, anche allora la polizia sospese il combattimento alla 39esima ripresa e condusse Sullivan in carcere, perché all’epoca in Francia gli incontri di boxe erano proibiti. Solo grazie all’intervento del Barone di Rothshild venne liberato e potè tornare in patria.
L’8 Luglio del 1889, a Richburg Mississippi, Sullivan ha combattuto uno dei suoi più famosi match. Fu l’ultimo incontro disputato a mani nude per il titolo mondiale dei pesi massimi contro Jake Kirlain. Il match durò più di due ore e finì al 75esimo round per il ritiro dello sfidante. A Sullivan venne consegnata la cintura del campionato mondiale dei pesi massimi inscritta nel Presented To The Champion Of Ckampions, dai cittadini degli Stati Uniti sulla quale erano rappresentate le bandiere degli Stati Uniti, dell’Irlanda e del Regno Unito.
Successivamente per tre anni continuò la sua carriera combattendo solo incontri di esibizione e guadagnando così del denaro per mantenere i suoi vizi che erano diventati passatempi quotidiani, ovvero prostitute e alcool.
Iniziava a sentirsi stanco della vita da pugile dopo ben 14 anni di combattimenti.
LA SCONFITTA E IL RITIRO
La fine della carriera di Sullivan giunse con l’ultimo incontro disputato il 7 Settembre 1892, a New Orleans durante il Carnival Of Champions contro James J. Corbett soprannominato “ Gentleman Jim”.
Fu il primo incontro della storia dei pesi massimi disputato con le nuove regole del marchese del Queensberry, ovvero con i guantoni, dando così il via alla boxe moderna.
Sullivan si trovò in difficoltà sin dall’inizio e cadde al tappeto al 21esimo round, riportando la prima sconfitta della sua carriera. Cedette così il titolo mondiale dopo averlo tenuto per 10 anni.
Negli anni successivi Sullivan si ritirò ad Abington dove intraprese varie carriere al di fuori della boxe come proprietario di bar, giornalista sportivo, attore di teatro, arbitro di celebrità di baseball. Infine tentò la carriera politica, ma senza successo.
Morì il 2 Febbraio 1918, all’età di 59 anni nella sua casa di Abington, in seguito ad un attacco di cuore.
Fu sepolto nell’Old Calvary Cemetery a Roslindale, un quartiere di Boston.
E’ stato inserito nella International Boxing Hall Of Fame nel 1990, come membro della classe originale della sala.
Aveva un record di quaranta vittorie, una sconfitta e due pareggi, con trentaquattro vittorie per KO.
Il fienile in cui si allenava si trova ancora nella piccola città di Belfast.
SITOGRAFIA
• www.pro-fighting.it
• John L. Sullivan – Wikipedia
• www.palestra-pesimassimi.it
• www.sportgrigiorosso.it