Lillard Damian
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Damian Lillard nasce ad Oakland, in California, il 15 luglio 1990. È una delle città più pericolose d’America e il suo è uno dei quartieri più malfamati. Giocare a basket è il suo unico modo per evitare la strada ed uscire dal ghetto. Durante il suo secondo anno di high school (l’equivalente del liceo in Italia) decide di lasciare la sua scuola per iscriversi in un istituto privato situato ad Alameda, città vicina alla sua. L’istituto da lui scelto aveva già ospitato grandi campioni tra i quali Jason Kidd, prima playmaker e successivamente allenatore. Tuttavia, la permanenza di Damian nella scuola privata è molto breve, di un anno circa, a causa delle sue performances non adeguate alla squadra di basket. Damian quindi decide di ritornare nella sua città natale e terminare gli studi nella “Oakland high school” dove venne notato dal coach Watkins che lo ammette come titolare nella prima squadra. Lillard riesce a realizzare, nel primo anno, una media di 19 punti a partita. Nel secondo anno il suo punteggio migliora fino a realizzare circa 22 punti a partita, facendo guadagnare alla squadra un record di 23 vittorie e solo 9 sconfitte. Nonostante il suo ottimo campionato non ottenne un giudizio positivo dai Rivals. Accettò comunque la borsa di studio offertagli dalla Weber State University con sede a Ogden nello stato dello Utah.
Nel suo primo anno da freshman (in ambito studentesco si definisce freshman la matricola liceale o universitaria, mentre in ambito sportivo ed in questo caso cestistico, il freshman indica il giocatore al primo anno di carriera. In America si utilizzano sia freshman o rookie per indicare un novizio in ambito sportivo) riesce ad avere una media di circa 11 punti a partita che gli fanno vincere il titolo di “freshman of the Year” e la nomina nel first-team della “Big Sky Conference”. Si tratta di una conferenza sportiva facente parte della N.C.A.A. acronimo per “National Collegiate Athletic Association” che riunisce tutti i college della costa ovest americana. Prima di lui aveva avuto il titolo solo “Rodney Stuckey” nel 2006. Durante il suo secondo anno Lillard incrementa la sua media di punti che passa da circa 11 a quasi 20, guadagnando così il titolo di “Big Sky Player of the Year”. Il terzo anno di campionato, sebbene ridotto per lui a causa di un infortunio al piede, alla sua decima partita, riesce comunque a dare una mano alla sua squadra e a non ridurre di troppo la sua media di punti. Il quarto e ultimo anno incrementa maggiormente la sua media fino a sfiorare i 25 punti a partita e conquista, per la terza volta consecutiva, il titolo di first-team della “Big Sky Conference” e riceve, per la seconda volta, il premio di "Big Sky Player of the Year". Finisce così la carriera universitaria di Lillard.
Nel 2012 individuato dai Portland Trail Blazers come sesta scelta, partecipa alla NBA summer leaugue concludendola con quasi 25 punti. Lillard sceglie di indossare la casacca con il numero “0” che simboleggia la O di Oakland la città in cui è cresciuto, Ogden città in cui ha frequentato il college e Oregon, stato in cui gioca la sua squadra: Portland Trail Blazers.
Il 31 ottobre 2012 fa il suo primo debutto nel NBA contro i Lakers mettendo a segno 23 punti, diventando così il terzo giocatore in assoluto a realizzare almeno 20 punti e 10 assist al suo esordio. Prende parte al “NBA All-Star Weekend” partecipando al Rising Stars Challenge e vincendo il Taco Bell Skills Challenge. In seguito, Lillard viene nominato “Western Conference Rookie of the Month” per il mese di aprile; premio che vincerà successivamente 6 volte su 6 stagioni. Lillard conclude la sua prima stagione NBA con 19 punti, 6,5 assist e 3,1 rimbalzi a partita ottenendo così il record del maggior numero di canestri da tre, per l’esattezza 185 realizzati da un rookie in una stagione. Alla luce di questi grandi successi ottenuti in circa un anno diventa subito il leader della squadra. Si unisce a “Oscar Robertson” e “Allen Iverson” come terzo rookie nella storia della NBA a registrare 1500 punti e 500 assist in una stagione. Eguaglia anche il record di “Clyde Drexler” come secondo giocatore nella storia dei Trail Blazers facendo registrare 1500 punti e 500 assist in una sola stagione. Le sue ottime prestazioni gli valgono la vittoria del “Rookie of the Year Award”, quarto a riuscirci in assoluto.
Nel 2014 Lillard diventa il primo giocatore della storia a partecipare a cinque eventi “all-star game”. Si tratta di una competizione che si svolge nel week-end e prevede diverse gare, fra cui quella delle schiacciate e quella dei tiri da 3 punti, per poi concludersi con la famosa sfida fra i giocatori della costa est contro quella ovest. Sempre nello stesso anno Lillard conquista un altro record che lo fa diventare il quarto giocatore del NBA a vincere un play-off (nella gara 6 contro gli Houston Rockets del 2 maggio 2014) facendo un canestro da 3 punti in concomitanza col suono della sirena che decretava la fine della partita. Prima di lui ci riuscirono soltanto “Ralph Sampson, John Stockton e il più famoso Michael Jordan”. Alle porte del 2017 Lillard conquista un altro record NBA diventando il terzo giocatore a raggiungere gli 8.000 punti e i 2.000 assist nei primi 5 anni di carriera. Solo “Michael Jordan” e “LeBron James” riuscirono nell’impresa prima di lui. Sempre nello stesso anno gli viene assegnato il “Magic Johnson Award” per la stagione 2016-17, che onora il giocatore che meglio combina l'eccellenza sul campo da basket con la collaborazione e la dignità nel rapporto con i media e il pubblico.
Relativamente alla sua carriera nella nazionale viene inserito nella lista dei preconvocati per i Mondiali 2014 dagli Stati Uniti e il 16 agosto 2014 debutta con la selezione statunitense nell'amichevole contro il Brasile, giocando però solo poco più di un minuto. Gioca un'altra partita amichevole quattro giorni dopo contro la Repubblica Dominicana, per poi venire tagliato dalla lista finale dei 12 convocati il 23 agosto. Viene incluso tra i 30 preconvocati anche per le Olimpiadi 2016, ma sfortunatamente verrà tagliato fuori a causa di una fascite plantare. Il 6 aprile 2018 viene inserito nei 35 preconvocati della squadra USA per il biennio 2018-2020. Dopo essere stato confermato nella rosa il 10 giugno 2019 in vista dei Mondiali in Cina, rifiuta la chiamata. Il 10 febbraio 2020 viene ancora una volta inserito nella lista dei preconvocati, questa volta per le Olimpiadi 2020, poi rinviate per via della pandemia di COVID-19.
Per quanto riguarda la sia vita privata Daman Lillard:
• Possiede un suo merchandising in collaborazione con adidas, egli infatti possiede una marca di scarpe di nome “adidas dame”.
• L’atleta compare sulla copertina di 2 videogiochi targati NBA, il primo è NBA live del 2015 ed il secondo è NBA 2K21.
• Nel quinto anno di liceo, finito uno dei suoi soliti allenamenti alle nove di sera, LIllard si dirige verso la fermata del bus quando gli si parano davanti 3 criminali che lo incitano a svuotare le tasche e a dargli tutto quello che ha con sé. Damian si ribella e mette k.o. uno dei tre, sta per colpire il secondo quando il terzo tira fuori una pistola e la punta alla testa e a quel punto è costretto ad obbedirgli. Se quel criminale quel giorno avesse sparato oggi non avremmo avuto un grande campione del suo calibro.
• Lillard oltre alla carriera cestistica ha anche una carriera musicale come rapper. Ha inciso 3 dischi e i suoi artisti di riferimento sono: Tupac Shakur, che viene omaggiato nel suo secondo album, Notorious B.I.G. e Nas.
• Lillard è sposato con la stessa ragazza con cui è insieme dal college e ha un figlio di nome Damian Lillard Jr.
Sitografia
- wikipedia, youtube, dati NBA