Panico Patrizia
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Il calcio
Il calcio, uno degli sport più praticati al mondo negli ultimi due secoli, ha origini antichissime e lontane dal nostro mondo occidentale. Infatti le sue origini risalgono in oriente, nella Cina del XXV secolo a.C.. Durante la storia ebbe molte funzioni e subì molte modifiche nel regolamento, passò dall’essere uno sport che serviva a preparare i soldati fisicamente, pieno di regole e rispetto, oppure uno sport totalmente violento dove molte volte si vedevano delle vere e proprie risse sui campi, fino a diventare un passatempo e l’attività che conosciamo noi oggi. Il calcio come noi lo intendiamo nasce in Inghilterra nel 1863 con la fondazione della prima associazione calcistica, la Football Association. Questa attività ero del tutto ricreativa, era il passatempo più praticato dagli operai delle fabbriche inglesi ed era uno sport,fin dalle sue origini, praticato solamente da uomini. Oggi, dopo molte evoluzioni e cambiamenti, non solo delle regole e delle modalità di gioco, ma soprattutto delle mentalità di chi lo pratica e più in generale di tutti i soggetti che ne fanno parte, il mondo del calcio si è aperto al genere femminile. Nonostante questo grande traguardo però, il calcio femminile è ancora guardato con curiosità, o nel peggiore dei casi come una baracconata poco seria, come se fosse un altro sport: infatti sono anni che le calciatrici stanno combattendo una guerra per far emergere e pubblicizzare questa passione che non può essere solamente del genere maschile.
Una delle protagoniste di questa battaglia è Patrizia Panico grandissima calciatrice italiana.
Patrizia Panico
Patrizia Panico nasce a Roma l’otto febbraio del 1975. Fin da piccola ha la passione per il calcio, all’età di tredici anni entra nelle giovanili del Borussia, squadra della periferia romana che in quel periodo militava in serie C. Mette subito in evidenza le sue grandi doti realizzative, fondamentali per un attaccante di razza, doti che la proietteranno in serie B con la maglia del Valmontone, squadra della provincia di Roma.
La carriera
Patrizia Panico a diciannove anni la Lazio la porta in Serie A, ma gioca poco, allora viene trasferita in prestito al Torino dove disputerà un stagione memorabile segnando ben trentadue goal. In quella stagione arriverà anche la convocazione da parte del commissario tecnico della nazionale rosa italiana Sergio Guenza: l’otto aprile del 1996 a Mestre Patrizia fa il suo esordio con la maglia azzurra contro il Portogallo, un esordio che bagna con la prima rete dopo soli cinque minuti di gioco.
Nel 1997 dal Torino passa a giocare con la maglia del Modena, coronando il sogno di giocatore al fianco di Carolina Morace, nominata la giocatrice insieme a Elisabetta Vignotto italiana più forte di tutti i tempi, dalla quale erediterà il ruolo di icona del calcio femminile italiano nostrano. Con l’Amadio Modena vince scudetto e supercoppa italiana.
Nel 1998 torna ad indossare la maglia bianco celeste, dove giocherà stagioni memorabili vincendo uno scudetto (nel 2003), due Coppe Italia (nel 1999 e nel 2003) e quattro titoli consecutivi della classifica marcatori delle Serie A femminile.
Partita dopo partita la Panico continua a sbalordire e con il passare del tempo diventa un idolo e un esempio da seguire, infatti diventerà anche capitano della nazionale italiana.
Con la nazionale rosa poi parteciperà ai mondiali disputati negli Stati Uniti nel 1999. Le azzurre disputeranno solamente tre partite e usciranno dopo il primo turno, Patrizia Panico è autrice di due dei tre gol che segnerà la nazionale italiana.
Tra il 2003 e il 2004 la Lazio, allora la squadra dove gioca l’attaccante, fa fronte ad una pesante crisi finanziaria che la obbliga a svincolare molte giocatrici della prima squadra e affidarsi alla primavera, le giocatrici svincolate sono dodici e tra loro c’è anche Patrizia Panico. La talentuosa attaccante resta senza squadra e pensa perfino al ritiro dall’attività agonistica, ma alla fine decide di accasarsi al Milan dove conclude la stagione al contrario di come aveva abituato tutto il calcio femminile di quegli anni, fuori dalle classifiche nazionali.
Nella stagione 2004-2005 ritorna al Torino dove si riprende il primato di capocannoniere del campionato, ma non riesce a vincere lo scudetto né in quella stagione e né nella stagione successiva, vinto primo dal Bardolino (squadra di Verona) e poi dal Fiammamonza (squadra di Monza).
Ritorna a vincere il tricolore solamente quando approda nelle compagini della squadra di Verona, nella stagione 2006-2007, terzo della sua carriera e accompagnato dalla Coppa Italia e il solito primato nella classifica cannonieri.
Il Bardolino la stagione successiva (2007-2008) si riconferma in campo nazionale, con l’aggiunta rispetto all’anno precedente del successo nella Supercoppa italiana, sempre con Patrizia che guidava la classifica marcatori. La squadra Veronese riesce anche a crearsi un certo spessore in ambito europeo, soprattutto grazie al tridente d’attacco Boni -Gabbiadini - Panico, che trascinano le proprie compagne e la loro società alle semifinali della UEFA women’s cup (la Champions League in rosa), dove la squadra italiana si arrenderà davanti al Francoforte; nonostante la sconfitta e l’eliminazione la Panico riuscirà a laurearsi capocannoniere del torneo con ben nove reti. L’attaccante romana ricorda con molto piacere questa esperienza, considerandola la miglior esperienza europea a cui ha partecipato.
Nel 2008 la nazionale riesce a qualificarsi all’Europeo del 2009 grazie a due reti della Panico nella doppia sfida contro al Repubblica Ceca (entrambi vinti, il primo per 1-0 e il secondo per 2-1).Nello stesso anno l’attaccante del centro Italia vince lo scudetto con il Bardolino.
Alla fine della stagione 2008-2009 lascia il Bardolino e approda al Sassari Torres dove vincerà due scudetti consecutivi, arrivando così a sette scudetti vinti, di cui gli ultimi cinque consecutivi. Con la maglia del Sassari vincerà anche due Supercoppe italiane (nel 2009 e nel 2010), una Coppa Italia (nella stagione 2010-2011) e il titolo di capocannoniere nella stagione 2010-2011.
Durante l’estate del 2010 gioca negli Stati Uniti indossando la maglia delle Sky Blue F.C..
Negli anni che vanno dal 2007 al 2011 l’attaccante romana ha raggiunto dei numeri incredibili: vincendo cinque tricolori di fila (3 con il Bardolino e 2 con il Sassari Torres), in due campionati disputati con la maglia del Sassari ha giocato quarantaquattro partite e segnato quarantatre goal, nel 2011 ha vinto il suo decimo titolo di capocannoniere della Serie A.
Giocherà poi un altro anno con il Sassari Torres.
Nell’estate del 2014 la Panico lascia la squadra di Sassari per approdare, per la seconda volta nella sua carriera, nelle compagini giallo blu del Verona. In quella stagione l’attaccante porta subito la propria squadra al vertice della classifica fino a trascinarla a vincere lo scudetto, il decimo personale, siglando trentaquattro reti in venticinque incontri, ottenendo così il suo quattordicesimo titolo di capocannoniere della massima serie nazionale femminile.
L’attaccante del Lazio nel 2015 firmerà con la Fiorentina Women’s e disputerà la sua ultima stagione.
Dopo il ritiro
Patrizia Panico si ritira dal calcio giocato nel 2016. Possiamo definirla una delle giocatrici più importante degli ultimi anni, un vero bomber di razza: detiene il record di presenze in azzurro, per l’esattezza sono centonovantasei con centosette reti segnate (mai nessuna giocatrice ne ha segnati tanti); a livello di club ha vinto dieci Scudetti, cinque Coppe Italia, otto Supercoppe italiane e dodici volte la classifica marcatori con quasi seicento reti in poco più di cinquecento partite giocate.
Ora Patrizia Panico ha quarantadue anni ed è l’assistente tecnico delle nazionale maschile Under 16 e la prima donna ad allenare una nazionale italiana maschile.
Sitografia
- https://it.wikipedia.org/wiki/Patrizia_Panico
- http://vivoazzurro.it/soccer-player/patrizia-panico/
- Masala Daniele, Lo sport. Tra cultura e agonismo, Società Editrice Universo
- Sconcerti Mario, Storie delle idee del calcio. Uomini, schemi e imprese di un’avventura infinita, Baldadi Castoldi Dalai, 2009