Pogačar Tadej
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Biografia
Nato il 21 settembre 1998 in Slovenia (Klanec), Tadejè un corridore completo, forse uno dei più completi della storia del ciclismo. Primeggia in salita e sul passo, ha un’ottima volata e un ottimo spunto veloce negli arrivi ristretti oltre alle abilissime qualità nelle corse contro il tempo. Funambolo, ottima guida della bici su terreni accidentati come lo sterrato e il pavé, caratteristiche che insieme alle precedenti lo rendono un corridore estremamente completo, adatto di conseguenza sia alle corse a tappe (citando tra i più importanti il Giro d’Italia, il Tour de France e la Vuelta a España) che alle corse di un giorno (il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix, le Strade Bianche, la Milano-Sanremo). È riuscito in un batter d’occhio vincendo le prime corse a prendersi la “scena”, facendo entusiasmare il pubblico con le sue azioni da fuoriclasse e facendo innamorare un sacco di giovani che come lui vorrebbero coronare il sogno di approdare un giorno nel mondo del professionismo. Negli ultimi 30 anni facciamo fatica a ricordare un corridore così completo. Il pirata Marco Pantani, per fare un esempio, era inarrivabile in salita, ma prendeva minuti a cronometro. Miguel Indurain e Christopher Froome, per non citare Lance Armstrong, sono stati grandi campioni da corse a tappe, ma raramente li abbiamo visti cimentarsi con successo nelle classiche. Ad oggi Pogačar in salita ha pochi rivali. Forse possono tenergli testa EganBernal e PrimožRoglič quando sono al top della condizione o la nuova stella nascente Jonas Vingegaard. È inattaccabile sia sulle salite lunghe che su quelle brevi. È dotato della variazione di ritmo dei grandi scalatori, ma allo stesso tempo sa stroncare gli avversari anche sul passo. “Non mollare mai e non arrendersi mai” è il motto del giovane che già per due volte consecutive ha conquistato la corsa più prestigiosa al mondo, il così ambito Tour de France. A 21 anni è diventato il secondo vincitore più giovane del grande giro di Francia (ricordiamo il primo, Henri Cornet, ciclista francese che vinse la corsa a soli 19 anni nel 1904, solo però dopo la squalifica per esser risultati positivi ai controlli antidoping dei primi quattro classificati). Pogačarè alto 1,77 cm e ha un peso dichiarato di 66 kg, di conseguenza possiamo stimare abbia all’incirca 6,5 watt/kg, vale a dire che riesce a sprigionare nel corso di una salita che durerebbe all’incirca 20’, circa 430 watt medi; mentre nel corso di uno sprint ha registrato, nonostante le sue doti prettamente da scalatore, 1253 watt massimi nelle olimpiadi di Tokyo nel 2021, numeri fuori dal normale che al momento pochi rivali riescono a tenere. Dati che lo hanno portato a primeggiare, mai nessun giovane aveva vinto tanto fino all’età di 24 anni, che vanta un Palmarès con 46 vittorie, tra cui 4 grandi giri e 8 classiche stabilendo così un nuovo primato nel ciclismo mondiale superando i 6000 punti nel ranking mondiale del ciclismo. A partire da quest’anno, è il ciclista più pagato con uno stipendio di circa 6 milioni di euro annui senza contare varie collaborazioni e sponsor. Corre con una Colnago V3rs che lo ha accompagnato dal 2019 fino ad oggi, con cui ha riscosso molti dei successi qui sotto citati.
Inizio della carriera
Il suo interesse per lo sport si manifesta fin da subito. Inizia però a giocare a calcio nell’NK Komenda, ma quando suo fratello Tilen entra a far parte del club ciclistico Rog-Ljubljana, decide di tentare anche lui la via del ciclismo. Si unisce rapidamente al gruppo e dà prova delle sue abilità in pendenza. Nel 2008 a soli 10 anni guida la sua prima gara mentre nel 2009 arriva la sua prima vittoria nella salita di Krvavec. Negli anni successivi si allena con diversi preparatori sportivi che lo aiutano a rafforzare le sue competenze e abilità. I suoi risultati migliorano a vista d’occhio. Pogačar debutta tra gli Juniores nel 2015. Al primo anno nella categoria non ottiene particolari risultati, mentre al secondo anno si aggiudica una tappa alla Corsa della Pace, il titolo nazionale a cronometro di categoria e la medaglia di bronzo nella prova in linea di categoria ai campionati europei di Plumelec. Nel 2017 esordisce nella categoria Elite/Under-23 con la formazione Continental Rog-Ljubljana: in stagione vince la classifica giovani al Tour of Slovenia e conclude terzo al Tour de Hongrie. Dopo altri numerosi successi tra i dilettanti, viene notato da una delle più ambite squadre professionistiche e nell'agosto del 2018 firma un contratto biennale con la UAE Team Emirates, formazione World Tour. Nell'agosto 2019 viene inserito dalla UAEEmirates nella lista degli iscritti per la Vuelta a España, suo primo Grande Giro. Durante la corsa spagnola Pogačar riesce a primeggiare in tre tappe, tutte con arrivo in salita, la nona a Cortals d'Encamp in solitaria, la tredicesima a Los Machucos superando in volata PrimožRoglič e la ventesima a Plataforma de Gredos ancora in solitaria con 1'32" sui rivali; grazie a questi risultati risale fino al terzo posto nella classifica generale della corsa, alle spalle del vincitore Roglič e di Alejandro Valverde, facendo sua anche la classifica dei giovani. L’anno della rivelazione e il primo Tour de France. In agosto fa il suo debutto al Tour de France come capitano della UAE Team Emirates. Dopo aver perso 1'21" dagli altri big nella settima tappa a causa dei ventagli e di una rovinosa caduta, scivola al sedicesimo posto della generale, risale in classifica vincendo la nona tappa prettamente da scalatori a Loudenvielle davanti ai rivali PrimožRoglič, EganBernal e Marc Hirschi. Si aggiudica a seguire anche la quindicesima frazione, un'altra tappa di alta montagna sul Col duGrandColombier, consolidando così il secondo posto assoluto, a 40’’ dalla maglia gialla sulle spalle di Roglič. Nella penultima tappa della corsa, una cronometro di 36,2 chilometri a La PlanchedesBellesFilles, ottiene infine la sua terza vittoria di tappa: nell'occasione precede Roglič di 1'56" e riesce così a ribaltare la classifica generale in una delle ultime tappe aggiudicandosi così il Tour de France. Nella Grande Boucle ottiene il successo anche nella classifica degli scalatori (maglia a pois) e in quella dei giovani (maglia bianca).
La riconferma alla Gran Boucle
Il 2021 fu un anno ricco di successi per il corridore sloveno. Prende il via alla corsa a tappe italiana, la Tirreno – Adriatico, vincendo la tappa con arrivo in salita a Prati di Tivo e la classifica generale davanti al giovane e promettente corridore belga, Wout Van Aert. Il clou della stagione è però il Tour de France che viene totalmente dominato da “Pogi”: vince la quinta tappa, la cronometro individuale di Laval, poi all'ottava al primo traguardo alpino di Le Grand-Bornand si piazza quarto ma stacca tutti i favoriti e guadagna su di loro dai 3 minuti in su, ipotecando già alla prima settimana la maglia gialla che infatti porterà a Parigi conquistando il suo secondo Tour con un enorme vantaggio di 5’20” sul danese Jonas Vingegaard e 7’03” sull’ecuadoriano Richard Carapaz, e concedendosi anche altre due vittorie di tappa nelle tappe pirenaiche del Col duPortet e di LuzArdiden.
2022: Tirreno Adriatico, la lotta al Tour con Vingegaard e il secondo Lombardia
Il 5 marzo 2022 vince con un memorabile attacco solitario da lontano lanciato a oltre 50 km dall'arrivo le Strade Bianche. Il 13 marzo, al termine di una settimana di corsa e ben due vittorie di tappa, conquista nuovamente la corsa a tappe dei due mari, la Tirreno-Adriatico. Il grande obiettivo stagionale è ancora una volta il Tour de France: si presenta alla GrandBoucle in gran forma, parte subito forte vincendo la sesta tappa a Longwy, qui indossando anche la maglia gialla, e la settima tappa su La PlanchedesBellesFilles. All'undicesima tappa, che prevede il Colle del Télégraphe, Colle del Galibier e arrivo al Colle del Granon, si presenta in giallo con 39" su Jonas Vingegaard e con almeno un minuto di vantaggio su tutti gli altri favoriti per la classifica generale, ma sul Galibier la Jumbo-Visma effettua un vero e proprio attacco di squadra che lo manda in crisi sulla salita finale del Granon, accusando all'arrivo 2 minuti e 51 secondi di ritardo dal danese, il quale diventa il nuovo leader. Giornata di crisi per il campione sloveno che viene ricordata come una vera e propria disfatta dato che è il primissimo giorno in cui si vede Tadej in così tanta difficoltà. Vingegaard conquisterà un ulteriore minuto e porterà il simbolo del primato fino a Parigi, con lo sloveno che fallisce il tris e si deve accontentare del secondo posto e della sua terza maglia bianca consecutiva di miglior giovane. Successivamente si presenta come favoritissimo al Giro di Lombardia, classicissima italiana e come volevasi dimostrare non tradisce le attese: il suo ritmo elevato mette K.O. il suo rivale al tour Vingegaard e resistono inizialmente solo il corridore basco Mikel Landa e il catalano Enric Mas ed è proprio in volata che batte quest'ultimo, vincendo la sua terza monumento.