Sánchez Félix Marcelo

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IMMAGINI

Félix Sánchez Marcelo (New York, 30 agosto 1977) è un ex ostacolista e velocista dominicano, che nell’arco della sua carriera domina la specialità dei 400 metri ostacoli dal 2001 al 2004 con 43 vitto-rie consecutive, imponendosi come uno dei più grandi interpreti di questa disciplina. Vince la medaglia d'oro ai Giochi olimpici di Atene 2004 diventando il primo campio-ne olimpico nella storia della Repubblica Dominicana. Bissa il suo successo 8 anni dopo ai Giochi olimpici di Londra 2012.

La carriera


Felix Sanchez Marcelo nasce a New York da immigrati dominicani, abbandonato dal padre all’età di due anni cresce a San Diego in California con la mamma e la nonna materna, a cui si legherà molto. Giunse nel mondo dell’atletica dopo essere passato dalla lotta greco romana, disciplina nella quale, durante un incontro, si procurò la rottura del polso destro che lo costrinse ad abbandonare anche la sua principale ambizione, quella di diventare un giocatore di Baseball. Si lasciò convincere in segui-to nel 1994 a praticare atletica, tenendo duro nonostante i risultati iniziali non incoraggianti. Gli Stati Uniti d’America gli proposero successivamente di gareggiare sotto la loro bandiera, Sàn-chez rifiutò decidendo di competere per il suo paese natio. Sulle ragioni di questa scelta si ebbero diverse versioni, che inclusero la voglia di onorare le proprie radici, ed il desiderio di non avere trop-pa concorrenza. Il suo esordio in una competizione internazionale avvene ai campionati mondiali di Siviglia nel 1999, in cui però non si fece notare particolarmente. Ben diverso fù invece l’epilogo nel 2001. Il 4 luglio Sánchez vinse i 400 m ostacoli al meeting di Losanna: Questo successo segnò l’inizio di una striscia di 43 vittorie consecutive, interrotta solo a causa di un infortunio alla gamba destra, durante il meeting di Bruxelles il 3 settembre 2004. Fino a quel giorno aveva collezionato un titolo mondiale nel 2001 ad Edmenton, precedendo il campione uscente, l’italiano Fabrizio Mori, che in seguito si dichiarò molto dispiaciuto di non aver bissato un titolo mondiale, ma ammise allo stesso tempo di essersi trovato davanti un ‘’Superatleta’’. Titolo bissato poi nel 2003 ai mondiali di Saint-Denis, dove ottenne quello che resterà poi il suo tempo migliore, chiuse infatti la gara in 47’’25, prestazione che però non gli permise di superare i 46’’78 con cui Kevin Young si aggiudicò il record mondiale nel 1992. Quest’ultimo riconoscimento è stato l’unico obiettivo che Sànchez non riuscì a centrare mai, Young resta ancora imbattuto. L’atleta Dominicano vanta inoltre un titolo olimpico vinto il 28 Agosto 2004 all’ edizione di Atene nel quale verrà ricordato oltre che per la vittoria, anche per un aneddoto legato all’uso di un braccia-letto di plasticata sul polso destro. Prima di vincere questo titolo Sànchez era solito correre con un braccialetto rosso che lui riteneva essere un porta fortuna. L’aveva preso durante le Olimpiadi di Sydney, dove era stato il primo degli esclusi dalla finale: ‘’ Tutti questi luccichii mi ricordano che non devo più sbagliare ‘’ disse a seguito. Dopo essere salito sul gradino più alto del podio ad Atene, decise di donare il suo ‘’portafortuna’’ alla IAAF per un’asta di beneficenza. Questa vittoria segnò una data storica per la Repubblica Dominicana, portando molto entusiasmo in patria trattandosi del primo successo Olimpico nazionale. Félix Sánchez fù decorato dal presidente della Repubblica Do-minicana con la Orden de Duarte, Sánchez y Mella ("Ordine di Duarte, Sánchez e Mella") con il grado di Gran Caballero ("Gran Cavaliere"). Gli vennero conferite in seguito molte nomine, tra cui quella di héroe deportivo nacional ("eroe sportivo nazionale") attribuendo il suo nome allo Stadio Olimpico di Santo Domingo, l’impianto nazionale primario destinato all'atletica leggera. Venne di-chiarato inoltre, dal senato: "figlio meritevolissimo della Repubblica Dominicana e gloria dell'atletica leggera’’. Nell’arco della sua carriera si guadagnò due soprannomi quali ‘’l’invincibile’’ ed il ‘’ditta-tore’’ a causa della sua lunga imbattibilità. Subisce vari infortuni che ne limitarono la stessa attività fisica, uno di questi gli impedì di tagliare il traguardo ai campionati del mondo di atletica leggera di Helsinki del 2005, costringendolo al ritiro. L’atleta Dominicano si riscattò poi 2 anni più tardi nell’edizione di Osaka aggiudicandosi l’argento. Si presentò successivamente alle Olimpiadi di Pechino 2008 come portabandiera della delegazione della Repubblica Dominicana alla cerimonia di apertura. Durante i giochi, venne colpito da un grave lutto familiare che gli portò via la nonna materna, a cui era molto legato. Episodio che potrebbe aver inciso sulla deludente prestazione dell’atleta nella batteria dei 400 m ostacoli ,dove chiuse la gara con un tempo di 51’’10 che gli impedì di qualificarsi alla finale. L’atleta Dominicano disse in segui-to di aver ricevuto la chiamata in cui veniva avvisato della morte della nonna la mattina della gara, e di aver passato il resto della giornata a piangere. Sànchez arrivò dopo 4 anni in gran forma alle Olimpiadi di Londra 2012 all’età di 35 anni, reduce da una serie di prestazioni deludenti seminate nell’arco degli anni precedenti. I tempi del ‘’dittato-re’’, o ‘’l’invincibile’’ sembravano ricordi lontani. Il pubblico si aspettava grandi cose dai 400 m ostacoli, specialità nella quale si presentavano tutti i più forti corridori dell’ultimo decennio. Sànchez chiuse in soli 47’’76 la sua semifinale. In finale prevalse su tutti aggiudicandosi il suo secondo oro Olimpico con 47’’63, lo stesso tempo con cui vinse l’edizione di Atene 2004. Precede al traguardo lo Statunitense Michael Tinsley, infliggendo una grave lezione al campione olimpico in carica Ange-lo Taylor. La medaglia di bronzo andò al Portoricano Javier Culson. Sànchez dedicò la vittoria alla nonna, venuta a mancare durante la precedente edizione di Pechino 2008, lo fece estraendo da sotto il pettorale, a gara terminata, una foto che li ritraeva assieme. Riceve al momento della premiazione una standing ovation dal pubblico commosso nel vedere l’atleta in lacrime sul podio a seguito della vicenda. Il campione Dominicano disse in seguito riferendosi all’edizione di Pechino 2008 ‘’Corsi, ma corsi male, quel giorno promisi che avrei vinto un altra medaglia per lei, mi ci sono voluti 4 anni. ’’ Felix Sànchez annunciò il suo ritiro da Los Angeles all’età di 38 anni in video conferenza con la Se-de del comitato Olimpico Dominicano, accompagnato dal suo ex manager Tony Campbell. Lo fece in lacrime, tenendo suo figlio sulle ginocchia, ’’ mio figlio è nato 2 mesi fa e ha bisogno di me in questo momento’’ queste le dichiarazione del campione Dominicano che in seguito ringraziò la pro-pria famiglia per aver compreso il sacrificio di convivere con un atleta professionista. “Il mio orgoglio più grande è che lo Stadio Olimpico è stato intestato a me”, continua aggiungendo : ‘’ I momenti più importanti sono stati quando ho gareggiato per il mio Paese. E’ stato molto speciale per me. Un altro momento è aver avuto una carriera così lunga e di successo’’. Parlò inoltre della possibilità di fondare un club con i migliori atleti, al fine di crescerli come lui è riuscito. Dopo il ritiro lavorerà durante i Giochi Olimpici come commentatore per ESPN. La disciplina nella quale Sànchez si fece notare maggiormente furono i 400 m ostacoli, ma egli par-tecipò anche a diverse gare di velocità come la staffetta 4x400 metri. I suoi tempi migliori sono 10"45 sui 100 metri piani, 20"87 sui 200 metri piani e 44"90 sui 400 metri piani.

Sitografia