Sacchi Arrigo

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IMMAGINI

Arrigo Sacchi nasce a Fusignano l’ 1 aprile 1946, è un ex allenatore di calcio, ora opinionista televisivo. Sin da giovane si innamora subito di questo sport e gioca anche in squadre dilettantistiche del suo territorio alternando al calcio il lavoro nell’azienda di famiglia. Ottiene poi a Coverciano il cartellino per allenare ed inizia la sua carriera in panchina che sarà colmata da grandi successi. Dopo anni di gavetta tra serie minori e giovanili arriva la grande chiamata, il Milan dell’appena presidente Silvio Berlusconi, che lo notò al Parma (in Serie B) e gli colpì il modo in cui si era imposto e aveva battuto il Suo Milan (in coppa Italia) ma soprattutto per il bel gioco che esprimeva tanto da essere ribattezzato come il profeta di Fusignano.

CARRIERA - La rivoluzione al MILAN:

L’allenatore emiliano dunque arriva al Milan fra lo scetticismo generale dei tempi ma con le idee chiare e grazie alla fiducia datagli e ad una campagna acquisti di tutto rispetto inizia il suo ciclo poi rivelatosi vincente. È un lavoro mai visto in precedenza: riprogramma le attività di allenamento, i calciatori hanno un gruppo di supporto dove gli viene insegnato a leggere il giornale, a ristrutturare la propria prosemica e a mnemonizzare tutto. Inoltre Sacchi introduce l’atletica nel terreno di gioco e lavora sulla mentalità dei singoli e del collettivo; costruisce un sistema vincente, quello che fa è ai limiti: una vera e propria rivoluzione. Poi mette tutto in atto, è un visionario (si ispira al calcio totale - al modello olandese di Johan Cruijff) impuntato a risolvere il calcio italiano del catenaccio e proporne uno nuovo, più europeo; voleva appunto che la sua squadra (avanzasse e non arretrasse) fosse padrona del gioco in casa e in trasferta, e così fece. Per quanto riguarda il modulo tattico Sacchi è sempre in continuo rinnovamento, usa il (4-4-2) ; il suo è un calcio offensivo con pressing a tutto campo ma allo stesso tempo con una difesa organizzata (a zona) per mandare sistematicamente gli avversari in fuorigioco, difatti le sue squadre erano spesso le meno battute grazie ovviamente anche alla qualità di quei calciatori. Era una squadra di campioni dove spiccavano i quattro italiani in difesa e il trio olandese in attacco, ma lui diede un impronta talmente dominante che distruggevano qualsiasi avversario gli si trovava davanti, in ambito europeo riuscirono ad arrivare per due volte di fila sul tetto d’europa: nel 1989 si imposero per 4-0 sullo Steaua Bucarest e nel 1990 per 1-0 sul Benfica. Il cammino di quella squadra fu di una straordinaria bellezza con gli stadi gremiti di tifosi rossoneri ; tanti i successi internazionali ma la vittoria più schiacciante fu nel 1989 nella semifinale di ritorno della coppa dei campioni ai danni del Real Madrid per ben 5-0, una vera e propria lezione di calcio targata Arrigo Sacchi… Insomma il suo Milan è un marchio indelebile, lo allena dal 1987 al 1991 e vince praticamente tutto:
1 campionato italiano (1987/1988)
1 supercoppa italiana (1988)
2 coppe dei campioni (1988/1989) e (1989/1990) “citate in precedenza”
2 supercoppe uefa (1989) e (1990)
2 coppe intercontinentali (1989) e (1990)
e vari riconoscimenti individuali tra cui France Football, The Time e World Soccer che lo collocano come uno dei migliori allenatori della storia del calcio - capostipite della più grande squadra di club di tutti i tempi, a detta di lui “Il Milan degli Immortali”. Nel 2012 ricevette persino un onoreficenza come “Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.
In termini di stress e amarezze quegli anni di maniacale rivoluzione e di grandi vittorie gli costarono tanto a livello personale, Arrigo aveva infatti una rigidità nel preparare nei minimi dettagli le metodiche di allenamento e sul finire dell’ultimo anno i giocatori si sentivano pressati: furono i segnali di un rapporto che si stava via via sgretolando, così l’era Sacchi termina a Marsiglia nel 1991 nella serata in cui si spegne un riflettore e il Milan cerca disperatamente di aggrapparsi ad un regolamento che non lo supporta.

Gli anni in nazionale:

Il profeta di Fusignano divenne poi Commissario Tecnico della nazionale Italiana, finita l’era di Azelio Vicini guida lui la panchina dell’Italia dal 1991 al 1996 e seguono prestazioni altalenanti ma porta la squadra alla qualificazione dei mondiali di (USA 1994). Qui fa delle scelte azzardate e finisce nel mirino dei giornalisti italiani dell’epoca ma grazie alla sua visione riesce a condurre (anche con un pizzico di fortuna) la nazionale alla finale, che però perderà col Brasile ai calci di rigore piazzandosi di fatto al secondo posto... Tutto sommato in nazionale fa il suo, si qualifica e gioca il mondiale del 1994 e l’europeo del 1996 senza però brillare, capisce allora di imbattersi in un calcio più conservatore e moderno, si dimette con qualche rimpianto e termina la sua avventura in nazionale nel 1996 dopo una sconfitta con la Bosnia.

Gli ultimi anni:

Dopodiché brevi esperienze negative: un ritorno al Milan nel (1996/1997) un passaggio all’Atletico Madrid nel (1998/1999) e un altro ritorno al Parma nel 2001 dove conclude la sua gloriosa carriera da allenatore logorato dallo stress accumulato in tutti quegli anni. Dichiara di non farcela più e le sue tante citazioni confermano le sue condizioni (fisiche-mentali) acciaccate e per la propria salute smette ma resta sempre nel mondo del calcio ricoprendo un ruolo più tranquillo ma fondamentale sia come direttore dell’area tecnica in alcuni club (Parma e Real Madrid) sia nel settore giovanile della nazionale italiana, scelto appunto per le sue competenze nel riorganizzare tutte le attività, puntare sui giovani e farli crescere.

Ruolo attuale:

Per concludere Arrigo Sacchi oggi è una figura rilevante nel calcio essendo un opinionista accreditato e rispettato da tutti per il suo pensiero; questo è dovuto soprattutto ai trionfi che si è guadagnato con la sua conoscenza, una conoscenza volta al fine di divertire il pubblico e trasmettere al tifoso/appassionato emozioni che gli saranno sempre riconoscenti. Ma una cosa è certa, per tutti gli amanti del calcio e non solo per i tifosi rossoneri Arrigo Sacchi sarà ricordato in eterno come teorico del bel gioco e filosofo di un calcio romantico, votato all’intrattenimento della gente, fiero assertore del “teorema Sacchiano del divertimento”.

Fonti:

  • Wikipedia - Arrigo Sacchi
  • Produzione Sky sport - Paolo Condò “gli allenatori si raccontano”
  • Goal.com