Sanfratello Ippolito

Da Wikisport.
Jump to navigation Jump to search

IMMAGINI

La favola sportiva di Ippolito Sanfratello


Certe volte la realtà supera la fantasia. La storia di Ippolito Sanfratello è una favola sportiva che nemmeno il più inguaribile degli ottimisti avrebbe osato immaginare.

Da zero all’oro


Ippolito Sanfratello, nato a Piacenza nel 1973 si laurea in Economia e Commercio all’Università Cattolica di Piacenza nel 1998. Fino a qualche anno fa era un campione della corsa a rotelle, inizia a gareggiare nel 1981 con la Libertas Piacenza, sotto la guida di Franco Bertolini che lo allenerà per tutta la carriera. Nel 1989 passa al Gs Scaltenigo a Venezia, causa la cronica assenza di pista a Piacenza, e nel 1997 rientra definitivamente nella Libertas Piacenza.
Nelle categorie giovanili vince 4 medaglie d’oro ai Giochi della Gioventù, 12 titoli italiani e titoli europei. Divenuto senior nel 1991, e nonostante 2 anni di inattività per uno stop dovuto a un problema cardiaco, si aggiudica 20 titoli italiani assoluti e 14 titoli europei. Dopo aver battuto nel 1996 il record mondiale della 300 a cronometro su strada durante i campionati mondiali, nel 1997 a Padova fissa il limite mondiale del Km. Lanciato successivamente da lui stesso migliorato nel 1998, nel 2003 e nel 2004. Nel 1999 conquista il record mondiale nei 1.000 m in linea, tutt’ora imbattuto, e quello nei 15.000 m. ed è suo anche il record del miglio stabilito a Padova nel 2000.
Svestita nel 1999 la maglia azzurra, si dedica in particolare all’attività internazionale prima come atleta e poi come team manager, aggiudicandosi numerosi allori in ogni parte del mondo.
Inoltre Ippolito Sanfratello in qualità di product manager della Fila ha introdotto sul pattino in linea diversi miglioramenti adottati dai migliori pattinatori.
La sua carriera sulle rotelle si riassume in oltre 250 vittorie tra cui spiccano 8 titoli mondiali, 8 record mondiali, 16 titoli europei, 32 titoli italiani, 5 “Sei Giorni” e 6 maratone.
Il Coni gli ha assegnato 4 medaglie d’oro al Valore atletico, nel 1996 è entrato nella commissione atleti del Coni e nel 2005 è stato eletto consigliere federale della FIHP. Questo era il Sanfratello a rotelle, ma tutto questo mostruoso bottino di vittorie non gli bastava, voleva partecipare alle Olimpiadi. Dopo aver sperato invano nell’ammissione delle rotelle ai Giochi, e persi per questo i necessari stimoli, a un certo punto decide per la svolta : pattinaggio su ghiaccio. Racconta Ippolito che sia stato proprio vedere l’americano Parra, suo ex avversario a rotelle, salire sul podio a Salt Lake City nel ghiaccio la molla decisiva.

Curiosità


“La prima volta che ho messo i pattini sul ghiaccio ho pensato che non ce l’avrei mai fatta”, ricorda.
Invece piano piano, con volontà mostruosa negli allenamenti , Sanfratello conquista la Nazionale e comincia a scalare le gerarchie internazionali.
Ma a che prezzo? Deve lasciare il lavoro e passare buona parte dell’anno a Baselga di Pinè in Trentino, sede della pista e della sua società e all’estero. La famiglia lo supporta e arrivano i risultati. Dalla stagione 2004/2005 fa parte della Nazionale di pattinaggio di velocità. Nel 2004 vince una medaglia d’argento e una di bronzo ai campionati italiani. Nel 2005 vince la terza prova Gruppo B della World Cup 5.000 m., stabilisce il record della pista di Baselga di Pinè sui 3.000 m. e conquista la medaglia d’argento nell’inseguimento a squadre ai campionati mondiali di Germania. Vince poi la Coppa del Mondo inseguimento a squadre 2004; 2° classificato in Coppa del Mondo 2005; primo nella prova a squadre di Coppa del Mondo e 4° nei 1.500 a Torino. Centra i limiti per partecipare ai Giochi Olimpici, il resto è storia d’oro.

Diventano improvvisamente d’oro le Olimpiadi di Ippolito Sanfratello


Sanfratello è uno dei magnifici tre capaci di battere in finale il Canada e di portare l’Italia sul gradino più alto nell’inseguimento a squadre del pattinaggio di velocità. Dopo il bronzo di Fabris, ecco il grande acuto in una disciplina diventata olimpica proprio a Torino 2006, ma in cui l’Italia, anche in Coppa del Mondo , si è dimostrata maestra. E tra la forza dirompente di Fabris e la freschezza di Anesi, il collante decisivo è diventato proprio Sanfratello. Non è un caso che il terzetto sia decollato proprio quando è esploso Ippolito, una “promessa” che ha lasciato il lavoro e gli agi di una carriera nelle rotelle per regalarsi l’emozione dei Giochi Olimpici.