Santos Butragueño Emilio

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Emilio Butragueño Santos, per tutti El Buitre, ovvero avvoltoio in spagnolo, nasce a Madrid il 22 luglio del 1963, è un dirigente sportivo ed ex calciatore spagnolo, straordinario attaccante e goleador degli anni 80. Fin da piccolo, è diventato un membro del Real Madrid, ha accompagnato suo padre a tutte le partite di Chamartín. Alla scuola di San Antón inizia a giocare a calcio e all'età di dieci anni entra nella scuola del Calasancio dove per tre anni opta per il basket e lascia da parte il calcio. A 18 anni arriva al Real Madrid e passa dalla squadra amatoriale alla squadra satellite di Seconda Divisione, a quel tempo chiamata Castilla, con cui vinse il campionato dando inizio alla sua quinta che ebbe il merito di riportare il Real a vincere in Europa e gettò le basi per il Decennio 1990-2000, stracolmo di successi per i blancos. La quinta del Buitre fu un capolavoro del settore giovanile del Real Madrid, cinque giocatori partiti insieme dalle giovanili: Míchel centrocampista, Pardeza attaccante, Vázquez centrocampista, Sanchís difensore e poi lui, El Buitre, punto di forza. Le sue qualità sono ricordate per la sua abilità nel dribbling corto in area e per il suo veloce decheck. Nonostante abbia segnato un buon numero di gol ogni stagione, si è distinto in particolare per i suoi raffinati passaggi ai compagni di squadra, sua innata classe e la sua tecnica palla al piede, anzi palla ai piedi perché per lui tra destro e sinistro non c’era alcuna differenza. Per anni ha formato un micidiale tandem con il giocatore messicano Hugo Sánchez. Nel febbraio 1984, l'allenatore di quel tempo, Alfredo Di Stefano, che aveva richiesto l’acquisto del giovane Emilio, gli diede l'opportunità di esordire in Prima Divisione contro il Cadice in cui timbrò il cartellino due volte. In carriera è stato anche soprannominato El Caballero Blanco per la sua permanenza nel Real. Autore di 171 reti in 563 presenze con la maglia dei blancos, Butragueño è stato campione di Spagna in sei occasioni, di cui cinque consecutive (dal 1986 al 1990). Ha inoltre vinto 2 Coppe di Spagna e 4 Supercoppe Spagnole, mentre in campo internazionale si è aggiudicato la Coppa Uefa per due stagioni di fila (nel 1984/85 e nel 1985/86). La storia tra il Real e El Buitre rischiò di non iniziare mai: nel 1981, prima che Emilio firmasse per il Castilla, il padre stava cercando a tutti i costi una squadra per il figlio. La prima squadra che bussò alla porta della famiglia Butragueño fu una delle due squadre di Madrid, ma non il Real bensì l’Atlético. Il padre di Emilio si rifiutò categoricamente e dopo qualche settimana arrivò l’attesa chiamata delle giovanili del Real Madrid. Fu convocato dalla nazionale spagnola per l’Europeo del 1984, nel corso del quale non scese però in campo; esordì il 17 ottobre dello stesso anno, segnando un gol contro il Galles. Partecipò ai campionati mondiali nel 1986, realizzando un poker alla Danimarca negli ottavi di finale, e nel 1990. Ha marcato una rete anche all'Europeo 1988, sempre contro la Danimarca, nella fase a gironi. Dopo aver completato il suo periodo al Real Madrid, nel gennaio 1995 ha accettato l'offerta di At. Celaya, il club messicano con cui ha firmato per tre stagioni. Sposato dal 1991 con Sonia González, è padre di un maschio e di una femmina. Dopo il suo ritiro, ha lavorato come consigliere del Segretario di Stato per lo Sport, fino a quando nel dicembre 2000 Jorge Valdano, direttore sportivo del Real Madrid, si è offerto di diventare il suo vice. Nel 2004, dopo le dimissioni di Valdano, Butragueño assume la direzione sportiva generale, che rende compatibile dal dicembre dello stesso anno con la vicepresidenza del club bianconero.

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