Stenmark Ingermar

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IMMAGINI

Jan Ingemar Stenmark è stato uno sciatore alpino svedese. E’ nato in Lapponia, a Joesjo il 18 marzo 1956 in un comune di Storuman nella provincia di Norrland. All’ età di quattro anni Stenmark si trasferisce insieme alla sua famiglia a Tärnaby dove diventa amico di un altro ragazzino, Stig Strand, che vincerà poi la Coppa del Mondo di Slalom speciale. All’età di otto anni invece partecipa al Trofeo Topolino arrivando 14°. Ma la grande svolta della sua vita a livello sportivo avviene nel 1969 a soli tredici anni quando un allenatore altoatesino ed ex sciatore Ermanno Nogler, trasferitosi da pochi anni in Svezia per diffondere lo sci alpino in un paese legato esclusivamente allo sci nordico, decide di organizzare una serie di selezioni giovanili e fra i numerosi ragazzini che c’erano quel giorno nota in modo particolare un certo Ingemar Stenmark. Un fulmine a ciel sereno che portò Nogler e lo stesso Stenmark a lavorare insieme per circa vent’anni fino al 1989 quando si ritirarono dal Circo Bianco.
I numeri parlano chiaro: 86 successi in Coppa del Mondo di cui 46 in Slalom gigante e 40 in Slalom speciale, oltre ad aver vinto due titoli olimpici, cinque iridati, tre Coppe del Mondo generale e ben quindici di specialità. Nessuno nella storia di questa disciplina era mai riuscito a raggiungere questi risultati straordinari tanto che, secondo una stima di esperti e appassionati del settore, è considerato a tutti gli effetti il più grande sciatore di tutti i tempi. Stenmark è riuscito anche a piazzarsi tra i primi tre nelle gare di tre stagioni di fila e fu uno degli atleti più longevi nella storia dello sci alpino.

La carriera


Jan Ingemar Stenmark esordisce ufficialmente l’8 dicembre 1973 a soli diciassette anni in Coppa del mondo in Val-d’Isère in Francia, giungendo solo 46° in Slalom gigante. Partecipa successivamente ai campionati mondiali di sci del 1974 a Sankt Moritz (9° posto in Slalom gigante); il 2 marzo per la prima volta raggiunge il podio dietro a Gustav Thöni e Hans Hintersser. Vince anche alcune gare di Coppa Europa e la medaglia d’oro nello Slalom gigante agli Europei juniores di Jasná.
Stagione 1974-1975, vittoria a Vitipeno, il 17 dicembre primo successo in Coppa del Mondo in Slalom speciale in 3-Tre di Madonna di Campiglio davanti a due italiani rispettivamente 2° e 3°, Paolo De Chiesa e Fausto Radici. Il 23 marzo 1975 in Val Gardena, Italia, si assiste a una delle più celebri gare dello sci alpino quando l’azzurro Gustav Thöni vince la coppa di cristallo nell’ultimo Slalom parallelo, dopo che Stenmark commette un errore alla terz’ultima porta che lo scaraventa fuori pista e grazie alla vittoria Thöni si aggiudica la Coppa del Mondo.
Ai Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976 ottiene una serie di successi in Slalom speciale (sette su sette gare disputate) ma anche in Slalom gigante, vincendo cosi la classifica generale e le Coppe di entrambe le specialità. Anche la stagione successiva 1976-1977 riconquista la classifica generale e la Coppa di slalom con una serie di successi incredibili: nove Slalom speciale su dieci e tre Slalom giganti dominando le specialità tecniche. Tuttavia il 1978 è l’anno più memorabile nella storia sportiva di Stenmark poiché, oltre a vincere l’ennesima tripletta di coppe di cristallo ovvero Coppa del Mondo assoluta, Coppa del Mondo di Slalom gigante e Coppa del Mondo di Slalom speciale, vince anche due ori nelle due specialità tecniche ai Mondiali di Garmisch- Partenkirken.
La grandezza di Stenmark sta nell’aver affrontato alcuni ostacoli in quegli anni con altrettante vittorie impressionanti. Tra il 1979 e il 1980 la Federazione Internazionale Sci, per arginare lo strapotere di Stenmark, introduce un nuovo regolamento secondo il quale venivano contati solo i punti di un numero limitato di gare per specialità favorendo atleti polivalenti e specializzati nella combinata. La combinata è una gara unica composta da prove di specialità diverse e di conseguenza avvantaggia gli sciatori capaci di gareggiare in più specialità. Secondo molti commentatori, Stenmark avrebbe potuto vincerne almeno il doppio e l’introduzione della combinata nel calendario della Coppa del Mondo fu pensata proprio per limitare il suo strapotere nelle altre gare. Cosi il vincitore della Coppa generale 1978-1979 fu aggiudicata a Peter Luscher con sole tre vittorie nonostante lo svedese abbia vinto tutti i dieci Slalom giganti e tre Slalom speciali raggiungendo solo il 5° posto nella classifica generale.
L’obiettivo di Stenmark era chiaro: voleva vincere l’oro olimpico e in occasione dei Giochi Olimpici invernali di Lake Placid 1980 ottiene ben due ori in Slalom gigante e Slalom speciale anche se nella stagione di Coppa del Mondo termina la sua lunga serie di 15 successi consecutivi in Slalom gigante arrivando 3° a Oberstaufen.
Lo svedese rinuncia a gare polivalenti ma partecipa in discesa libera. Sale sul podio nella stagione 1980-1981 in 19 gare su 20 disputate. Vince la medaglia d’oro nello Slalom speciale ai Mondiali di Schladming, ma arriva secondo nello Slalom gigante dietro a Steve Mahre, fratello gemello di Phil a indossare l’oro iridato. Stenmark ottiene l’argento e con queste due medaglie, le ultime che si aggiudica tra Olimpiadi e Mondiali con un totale complessivo di sette medaglie.
Stagioni 1983-1989 In Coppa del Mondo 1983 vittoria ex aequo della Coppa del Mondo di Slalom speciale con l’amico d’infanzia Stig Strand. Entrambi conclusero le competizioni con lo stesso punteggio, nonostante Stenmark fosse riuscito a vincere una gara in più del compaesano. Nella stagione 1983-1984 vince l’ultima Coppa di specialità in Slalom gigante. Quando il talento è innato nessuno può fermare le tue abilità tecniche sopra la norma perché è la tua indole naturale che ti porta a misurarti in prove sempre più difficili, per cui Stenmark decide di ritentare di vincere anche nelle prove veloci ( “Lo sci per me non è un lavoro, è un hobby. Non è cosi importante nella vita. La verità è che negli ultimi anni era diventato per me importante ritornare a vincere. Dimostrare a chi pensa che io non sono più in grado di farlo, quanto invece non abbiano capito nulla di me”). Il 29 gennaio 1984 nel super gigante di Garmisch- Partenkirchen concluse 5° nella nuova specialità introdotta da poco nel calendario. Non partecipa alle Olimpiadi invernali di Sarajevo del 1984 poiché possedeva un patentino che lo faceva rientrare nella categoria dei professionisti, non ammessi alle gare olimpiche.
Nelle ultime stagioni 1985-1989, le sue prestazioni calano anche perché stavano emergendo nuovi atleti quali l'austro-lussemburghese Marc Girardelli e l'elvetico Pirmin Zurbriggen. Partecipa anche ai Mondiali di Bormio del 1985 dove sfiora il podio raggiungendo solo il 4° posto. Due anni dopo ai campionati mondiali di sci 1987 a Crans-Montana in Svizzera arriva 10° nello Slalom gigante e 5° nello Slalom speciale. Ai Giochi olimpici invernali di Calgary 1988 Stenmark conclude la gara 5° nello Slalom speciale ma non termina invece lo Slalom gigante. Termina il suo percorso agonistico partecipando ai Mondiali di Vail 1989 (6° nello Slalom gigante) e Coppa del Mondo (ultimo podio). All’età di trentatrè anni e dopo aver aderito per sedici anni in Coppa del Mondo, l’11 febbraio 1989 sarà una delle date più importanti forse nella storia di questa disciplina perché nel gigante di Aspen, Stenmark raggiunge la vittoria numero 86, che ancora oggi rimane un record da battere. Il 9 marzo a Shigakōgen gareggia per l’ultima volta in carriera raggiungendo il 4° posto nello Slalom gigante di Coppa del Mondo.
Stenmark, soprannominato “Ingo” rimane lo sciatore alpino maschile che ha più caratterizzato la Coppa del Mondo.

Curiosità


L’atleta svedese si affidò per la fornitura degli sci alla ditta jugoslava Elan all’inizio della sua carriera. In un libro- biografia di Ingemar Stenmark, l’autore e giornalista Ulf Stenberg, grande amico della famiglia di Tärnaby, racconta che in un escursione in motoslitta nell’aprile 1977 il padre di Ingo, Erik, gli parlò di una lettera di minacce di morte alla sua famiglia e allo stesso Ingemar da parte di un presunto movimento nazionale croato ùstascia. Questa lettera diceva che Ingemar doveva lasciare la sua marca di sci, la slovena Elan, altrimenti non avrebbe mai più sciato. In seguito di questa vicenda sono state fatte due diverse teorie: la prima è che la lettera era stata firmata da “ex prigionieri torturati” e spedita da Parigi alle 17:45 del 4 aprile 1978. Dopodichè questa lettera passò dalle mani di Stenmark a quelle di Calle Briandt, vice presidente della federazione sci svedese, tenendola in segreto nei riguardi della stampa. Briandt la portò al servizio di sicurezza per analizzarla. Venne esclusa la pista ùstascia e sospettarono subito un concorrente di Elan.
L’altra teoria è quella che Ingemar fu sottoposto a enormi pressioni per cambiare il marchio degli sci. Diversi marchi concorrenti lo volevano ma lui non lascò mai gli attrezzi sloveni. Squadra che vince non si cambia. La stagione successiva Stenmark vinse 3 slalom e 10 giganti su 10 ma terminò al quinto posto in Coppa del Mondo perché la FIS cambiò i regolamenti per farlo perdere. Dopo le tre sfere di cristallo che si portò a casa dal 1976 al 1978, non se ne aggiudicò più nemmeno una, finendo, dopo quella stagione 1978-1979, per ben cinque volte consecutive secondo.
Le sue gare, insieme alle partite del tennista Björn Borg, sono state gli eventi sportivi più seguiti dagli svedesi fra gli anni Settanta e Ottanta.

Frasi celebri


“Io sono tentato di paragonare Ingemar ad un grande artista che è spinto dalla sua passione a trasformare ciascuna delle manches, in corsa cosi come in allenamento, in una sensazione interiore eccezionale”. (Hermann Nogler)

“All’inizio volevo provare a vincere la Coppa del Mondo assoluta, ma dopo che hanno cambiato le regole, non potevo più conquistarla e cosi ho cercato di concentrarmi sul vincere più gare possibili e sul farlo con margini sempre più ampi. E certo non mi sarei mai aspettato che una donna (Lindsey Vonn) avrebbe potuto avvicinare il mio primato ma lei è troppo brava”. ( Stenmark) “No…Non scherziamo. Voi avevate quegli attacchi degli sci cosi pericolosi che sembravano delle trappole per orsi. Magari avrei potuto vincere qualche slalom, ma la discesa era una sfida da folli, in cui si rischiava di morire. Niente reti di protezione e per me sarebbe stato disastroso, dato che mi schianto sempre”. ( Vonn)
“Mi sarebbe piaciuto gareggiare in quest’epoca. Mi trovo bene con gli sci moderni ed è più facile condurli. Si, sono convinto che sia più semplice sciare ma più difficile vincere perché anche i materiali fanno la differenza”. (Stenmark)

Soprannome


  • "Ingo"

Sitografia


• WIKIPEDIA
• La Repubblica.it
• La Stampa Tv Sport
• IL POST
• Gazzetta dello Sport