Stoichkov Hristo

Da Wikisport.
Jump to navigation Jump to search

IMMAGINI

Hristo Stoičkov è un allenatore di calcio ed ex calciatore bulgaro. Prediligeva principalmente il ruolo di attaccante ma alla volte agiva anche da trequartista. È stato il vincitore del Pallone d’oro nel 1994. Ritenuto il calciatore bulgaro più famoso e più forte di tutti i tempi, ha militato per tredici anni nella nazionale bulgara (che in seguito ha allenato per tre anni) e ha raggiunto importanti successi nel Barcellona. Nel 2004 è stato inserito da Pelé nella FIFA 100, la speciale classifica internazionale che riunisce i più grandi calciatori di tutti i tempi.


VITA PRIVATA

Nasce a Plovdiv da Stoičko, e da Penka, operaia che decidono di dargli il nome del nonno, Hristo. Vive un'infanzia difficile, arruolatosi nell'esercito Stoičkov raggiunge il grado di maresciallo, riuscendo però a mantenersi da vivere grazie alla carriera da calciatore, guadagnando 2 milioni al mese Ha una moglie, Mariana, e due figlie, Hristina e Mihaela.
Negli anni novanta i giornalisti spagnoli Paco Aguilar e Xavier Torres scrivono un libro su Stoičkov, dal titolo Ciento per ciento. Il ricavato delle vendite del libro viene poi devoluto in beneficenza ad un orfanotrofio.


CARRIERA DA CALCIATORE

Hristo Stoičkov si mette in mostro sin da ragazzo nelle giovanili del Marica Plovdiv, dove gioca fino all’età di 16 anni. Il suo talento sopraffino viene notato dall’Hebros, squadra della serie A bulgara. Dopo due anni, Stoičkov riceve la chiamata del club bulgaro più importante in circolazione, il CSKA Sofia, alla quale non può rifiutare. Nella nuova squadra segna ben 81 gol in 119 presenze, una media gol da fenomeno. Inoltre nella sua avventura al CSKA Sofia riesce a conquistare 3 campionati bulgari, 4 coppe di Bulgaria, 1 supercoppa di Bulgaria e 2 titoli di capocannoniere, tutto questo in soli 6 anni. La sua immensa qualità lascia stupefatte milioni di persone, fra cui Johan Cruijff. Quest’ultimo, che nel 1990 allena il Barcellona, è così impressionato dalla qualità di Stoičkov, che chiede alla società di acquistarlo a tutti i costi. Il presidente del Barcellona accontenta il suo allenatore e porta il fuoriclasse bulgaro in maglia blaugrana. Molti però sono scettici riguardo l’arrivo di Stoičkov, poiché quest’ultimo nonostante il talento, aveva fatto parlare di sé per il suo carattere burbero e impulsivo che più di una volta lo aveva messo nei guai. L’inizio per il bulgaro non è dei migliori, prima riceve una squalifica per aver dato un pestone all’arbitro alla prima da titolare, poi viene accusato di rubare oggetti preziosi ai compagni di squadra e per di più si scontra con la propria nazione definendo i connazionali come una popolazione pigra e violenta. Nonostante questi alti e bassi Stoičkov riesce ad esprimere nuovamente il talento che si era visto nel campionato bulgaro e, in 7 anni al Barcellona conquista 4 campionati spagnoli, 4 supercoppe spagnole, 1 coppa di spagna, 1 coppa dei campioni, 2 supercoppe uefa, 1 coppa delle coppe. In più, nel 1994 vince il pallone d’oro, dimostrando così di essere il giocatore più forte in circolazione. Il 1994 sarà fondamentale per Hristo Stoičkov, non solo dal punto di vista indivuale ma anche da quello nazionale poiché in quell’anno trascina la Bulgaria alle semifinali dei mondiali, scrivendo la storia della nazionale bulgara.
Dopo la vittoria del pallone d’oro, la carriera di Stoičkov subisce un forte declino: un litigio con Cruijff lo porta ad essere ceduto al Parma, ma anche qui il bulgaro non ha un buon rapporto con l’allenatore e dopo appena un anno torna al Barcellona. Ci resta per altri due anni, guadagnando dei trofei ma senza parteciparne alla conquista. Decide quindi di tornare al CSKA sofia, ma i rapporti con la Bulgaria sono ancora tesi date le dichiarazioni rilasciate anni prima. Cambia nuovamente squadra, prima in Arabia, al Al-Nassr, poi in Giappone, al Kashiwa Reysol. Infine conclude la sua carriera in America vestendo le maglie di Chicago Fire e D.C United.


CARRIERA DA ALLENATORE

Una volta appese le scarpette al chiodo, Hristo Stoičkov si dedica alla carriera da allenatore. La prima squadra allenata è proprio la Bulgaria, un incarico tanto prestigioso quanto proibitivo per un allenatore alle prime armi. Nonostante ciò, Stoičkov non si fa intimorire dalla sfida e nel 2004, dopo la disfatta degli europei e le dimissioni dell’allenatore Markov, prende sotto la sua guida la nazionale bulgare con l’obiettivo di agguantare la qualificazione per i mondiali del 2006.Peró la qualità che Stoičkov mostrava in campo non è pari a quella mostrata da allenatore e di conseguenza l’obiettivo prefissato non viene raggiunto. Successivamente il suo carattere impulsivo e scorbutico lo porta ad un battibecco con diversi giocatori della nazionale. Questi ultimi, per protesta, ignorano le convocazioni in nazionale. Stoičkov non ci sta e nel 2007 rassegna le dimissioni. Continua la sua carriera da allenatore in Spagna, al Celta Vigo, ma dopo pochi mesi viene esonerato. Si dirige in Sudafrica dove allena per due anni. Conclude, almeno per il momento, la sua carriera da allenatore nel 2013 ritornando proprio al CSKA Sofia, dando le dimissioni dopo appena un mese. Due mesi dopo acquista la proprietà cercando di risanare i grossi debiti della società, senza però riuscirci. Difatti dopo due anni venderà nuovamente il club.


CURIOSITÀ

-Nella finale di ritorno di coppa di Bulgaria del 1986,viene coinvolto una rissa a fine gara che gli procurerà una squalifica di sei mesi, facendogli saltare anche i mondiali in Messico.
-Da giocatore, al termine di ogni vittoria della Bulgaria Stoičkov ripeteva: Oggi Dio ha confermato di essere bulgaro.
-Al termine della semifinale del mondiale 1994 persa contro l’Italia, Stoichkov, ritenendo l’arbitro francese colpevole della sconfitta dice: “Dio è bulgaro ma purtroppo l’arbitro è francese”.
-Interpretò il ruolo di sé stesso in Golden Boots, una serie televisiva di Gary Lineker.


Sitografia