Taruffi Piero

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Piero Taruffi: l’ingegnere pilota


Il 12 ottobre del 1906, ad Abano Laziale, nasceva Piero Taruffi, uno dei più completi piloti della storia. Eccellente pilota, recordman, collaudatore e progettista, il suo palmarès è talmente vasto da poter essere confrontato solamente con quello dei più grandi piloti di tutti i tempi. Taruffi ha gareggiato e vinto con auto e moto, con i mezzi più disparati ed in tutte le categorie. Già negli anni dell'università si classifica al 1° posto nel Campionato Italiano ed al 4° posto nel Campionato di Francia partecipando, da dilettante, con la nazionale universitaria di sci.

La carriera


Membro del Circolo canottieri Aniene nel 1928 prende parte all'equipaggio del celebre otto con cui conquista il titolo di Campione d'Europa. Ma è la passione per i motori, sbocciata fin dall'adolescenza, che lo accompagnerà per tutta la vita. Superata la maturità classica, il padre un medico appassionato di motori gli regala una moto AJS di 350 cc con cui debutta nella gara in salita a Monte Mario, subito vincendo. Come egli stesso racconta in una intervista “entrato in possesso dell'agognata A.J.S. cominciai immediatamente a familiarizzarmi con la macchina per aumentare l'ancora modesto bagaglio di esperienza e percorrevo chilometri e chilometri su strade polverose e piene di ghiaia, esercitando su quel banco infido e malsicuro il senso dell'equilibrio e dei riflessi”.
Sarà infatti con le due ruote che, dopo la vittoria della Roma-Viterbo nel 1923 al volante della Fiat 501 del padre, trionferà sui circuiti di Pescara, Livorno e nel G.P. di Tripoli gareggiando sulla Rondine 500. Il padre gli aveva tramandato la passione per i motori e Piero arrivò alla laurea in ingegneria, applicando poi meticolosamente gli studi fatti alle sue doti di guida. Infatti con la collaborazione dell'ing. Giannini realizzarono su progetto la Rondine 500, che stabilì numerosi record nazionali (Milano, Brescia e Firenze-Mare) ed internazionali con la CNA (Compagnia Nazionale Aeronautica).
Nel 1930 Taruffi fece ritorno alle quattro ruote; vinse la corsa di regolarità veloce Tunisi-Tripoli con un’alfa romeo 1750 e arrivò secondo alla Teramo-Civitella con una Itala 2000.
Un evento determinante per la carriera automobilistica del pilota fu l'incontro con Enzo Ferrari che, dopo averlo particolarmente apprezzato nel G.P. motociclistico di Monza (1931) lo chiamò nella sua scuderia. In quella occasione Taruffi, correndo su una Norton, percorse il giro più veloce con una media di 170 Km/h. Con la scuderia Ferrari, Taruffi partecipò al G.P. di Roma (1931), conquistando il 2° posto, al G.P. di Monza (1932) ed alla Mille Miglia piazzandosi al 3° posto con una Alfa Romeo 8C 2300 spider Zagato. Il rapporto professionale con Ferrari però si concluse, anche se non definitivamente, in occasione della gara motociclistica di Montenero. Taruffi, ignorando il contratto che lo legava alla scuderia torinese, decise di correre su una "Norton" e vinse classificandosi davanti ad Aldrighetti, pilota della scuderia del Cavallino Rampante.
Nel 1933 Taruffi accettò la proposta di collaborazione dei fratelli Maserati che gli affidarono un prototipo da collaudare in corsa. In quell'occasione, durante il G.P. d'Italia a Monza, utilizzò per primo le cinture di sicurezza, preparate per lui dalla madre e dalla sorella, ed il casco protettivo in ferro.
Il 6 maggio 1934, sul circuito di Tripoli, in occasione della celebre "corsa dei milioni", Taruffi sostituì Nuvolari alla guida della potentissima "bimotore" Maserati V.5. Durante i primi giri Taruffi dominò la gara, ma alla curva di Tagiura uscì di strada e si fratturò un braccio ed una gamba.
Dopo pochi mesi infatti, ancora claudicante, riprese a correre e partecipò alla Vermicino-Rocca di Papa su di un'Alfa Romeo 2300 Sport offerta da Enzo Ferrari con cui il rapporto di amicizia non si era mai interrotto.
Dal 1934 al 1940 Taruffi gareggiò per diverse scuderie automobilistiche finché nel dopoguerra venne chiamato dalla Cisitalia in veste di pilota oltre che di consulente tecnico e dirigente sportivo. Raccontava cosi la sua esperienza: “Il debutto della Cisitalia avvenne nel circuito del Valentino, a Torino, nel settembre del '46 e naturalmente anche io partecipai a quella gara... in quella corsa per me sfortunata, Nuvolari mandò in visibilio la folla guidando per un paio di giri senza il volante... egli lo teneva impugnato con la destra e lo mostrava freneticamente al pubblico…”
Con la scuderia Cisitalia Taruffi vinse il G.P. di Caracalla (1947) e primeggiò nella classe 1100 al Giro di Sicilia (1948) e, a fine stagione, arrivò 4° al G.P. di Monza. Il 1948 è anche l'anno in cui Taruffi riuscì a realizzare un ambizioso progetto: il Bisiluro, un'automobile da primato ideata dallo stesso Taruffi e costruita in collaborazione con l'ing. Giannini, che spinto da un motore Guzzi 500 cc battè alcuni primati di velocità. Dal '49 al '52 Taruffi gareggiò ancora alternandosi tra le scuderie Ferrari, Maserati e Cisitalia per passare poi nel '53 alla Lancia con la quale partecipò alla Carrera Panamericana piazzandosi al 2° posto. In quell'occasione, ricorda il pilota:
“Per i Messicani, popolo generoso e facile all'entusiasmo, divenni addirittura un idolo. Mi soprannominarono lo "Zorro Plateado", ovvero la Volpe d'argento e quando l'anno dopo tornai in Messico vidi nei taxi, tra i vari ricordi che i conducenti sogliono incollare sul cruscotto, la mia fotografia accanto a quella della Vergine di Guadalupe. Venne anche coniata una nuova parola "tarufear" ad indicare un guida veloce...”
Il 1952 fu uno dei suoi migliori anni: vinse il G.P. di Svizzera sul circuito del Bremgarthen con la Ferrari 500 F.2, conquistò altri primati con il suo bisiluro Tarf 2 spinto da un motore Maserati di 1.720 cc.
Nel 1954 Taruffi ottenne ancora due importanti vittorie trionfando nel Giro di Sicilia e nella Targa Florio il 20 maggio 1954 su Lancia Sport tipo D 24 n°76.
Negli anni ’50 continuò a correre con varie vetture saltando dalle gare sport alle monoposto, alle gare in salita ai record di velocità con i suoi Tarf. Ebbe anche l’opportunità di pilotare la favolosa Mercedes W196, con cui giunse al quarto posto in Inghilterra e secondo a Monza, ma il suo grande sogno era quello di vincere la Mille Miglia, una gara che gli era sempre stata stregata. Superata la soglia dei 50 anni di età, l’occasione gliela diede Enzo Ferrari affidandogli una 315S per la maratona del 1957. Fu l’ultima Mille Miglia disputata, la tragedia di De Portago nella quale a causa dello scoppio di uno pneumatico, morirono i 2 piloti e 9 spettatori, dette il definitivo stop ad una gara ormai anacronistica e troppo pericolosa per delle vetture sempre più potenti. Piero Taruffi non fallì l’obiettivo conquistando la gara davanti al compagno di scuderia Von Trips. Giunto trionfante a Brescia fece il più bel regalo alla moglie Isabella annunciando l’addio alle corse. La stagione del 1957 chiude l'attività agonistica di Piero Taruffi che continuò comunque a partecipare attivamente al mondo automobilistico rivestendo il ruolo di giudice di gara e dedicandosi al perfezionamento dei giovani piloti. In seguito nacquero i figli, tra cui Prisca, una delle pilotesse più veloci degli anni ’90. Si è spento a Roma il 12 gennaio del 1988. Non deve essere dimenticata inoltre la sua altrettanto importante attività di progettista: l'autodromo di Misano Adriatica, di Funabashy, di Izu Peninsula in Giappone e l'ampliamento del circuito di Vallelunga portano la firma di Taruffi. Anche per quanto riguarda il circuito di Suzuka dove oggi si corre il GP del Giappone di F1 ci sono alcuni documenti che fanno pensare ad un intervento di Taruffi in fase di progettazione. Nell'ottobre del 2006 è stato dedicato a Taruffi l'Autodromo di Vallelunga, da lui progettato nel 1950.

La carriera


Le numerose vittorie ed i continui successi di Piero Taruffi sono stati indubbiamente il risultato di una particolare perizia professionale. Accanto alle capacità tecniche, però, la determinazione, la volontà, il coraggio di confrontarsi e mettersi continuamente alla prova hanno svolto un ruolo determinante nel trasformare le aspirazioni dell'uomo Piero Taruffi in conquiste reali, consegnandolo per sempre alla storia.

Sitografia: