Valderrama Carlos
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Carlos Alberto Valderrama Palacio ( Santa Marta, 2 settembre 1961) è un ex calciatore colombiano, di ruolo centrocampista. Considerato uno dei migliori centrocampisti della storia del calcio colombiano e, più in generale, di quello sudamericano, nella sua carriera ha vinto per due volte il premio per il Calciatore sudamericano dell'anno (1987 e 1993).
Biografia
Nato da Carlos Valderrama e Juana Palacio a Santa Marta, capoluogo del dipartimento di Magdalena, trascorse i primi anni di vita nel quartiere Pescaíto, insieme ai suoi dieci fratelli e altri membri della famiglia, tra cui il cugino Didí, calciatore professionista e membro della Nazionale. Suo padre Carlos Jaricho Valderrama, professore di matematica e anch'egli giocatore a livello professionistico nell'Unión Magdalena, dove giocava come difensore centrale, ebbe un ruolo fondamentale nella sua vita, grazie alla sua costante presenza e al suo amore per il calcio, che trasmise anche al figlio.
Fu proprio il padre a coniare il soprannome Pibe, ragazzino, poiché l'allenatore dell'Unión Magdalena, Rubén Deibe, usava riferirsi a lui con tale appellativo. Una volta diplomatosi, nel 1979, fece del calcio la sua professione, fino a debuttare nel 1981 nel campionato colombiano di calcio con la maglia della squadra dove aveva giocato il padre. Si sposò con Claribeth Albán, conosciuta all'età di diciassette anni, ed ebbe sei figli. La sua caratteristica capigliatura, ispirata allo stile afro, venne da lui ideata all'età di diciotto anni quando, raggiunta la maggiore età, si considerò un "uomo libero" e decise pertanto di farsi crescere i capelli come più desiderava. Ancora ventenne, ebbe anche problemi con la giustizia, quando nel 1981 venne fermato dalla polizia e dovette rimanere per quattro giorni in una cella della prigione di Santa Marta, per aver aggredito un agente.
Il suo stile di gioco comprendeva un ampio repertorio di passaggi smarcanti, tocchi di prima e lanci lunghi, nonché abili dribbling, che gli permettevano di mantenere a lungo il possesso di palla (di lui Eduardo Galeano scrisse che aveva i piedi storti, che gli servivano però per "nascondere" il pallone agli avversari). In seguito alla vittoria contro l'Argentina durante la Copa América 1987 fu definito un classico numero dieci, in grado di gestire il pallone con grande precisione.
Il suo difetto principale era la lentezza nell'incedere, che però riusciva a controbilanciare grazie alle doti tecniche; altri suoi punti deboli erano il colpo di testa e la fase difensiva, a cui partecipava poco o nulla. in campo raramente si dimostrava egoista, fornendo spesso assist decisivi per i compagni: solitamente si posizionava nel ruolo di trequartista, e, data la sua visione di gioco, svolgeva la funzione di regista offensivo, dettando i tempi della squadra. Interpretò il calcio in controcorrente, distaccandosi dalla fisicità e dall'atletismo che acquisivano sempre più importanza, correndo poco ma manovrando e facendo circolare il pallone con rapidità e intelligenza.
La sua carriera
Dopo aver passato l'infanzia e una parte dell'adolescenza assistendo agli allenamenti del padre nell'Unión Magdalena ed aver giocato nel settore giovanile nella stessa società dal 1978 al 1980, debuttò nel Campeonato Profesional il 15 marzo 1981 entrando al 74º della partita contro l'Independiente Santa Fe, poi terminata 1-1, al posto di Carlos Alberto Barreto; quell'anno l'allenatore era l'argentino Perfecto Rodríguez. Il primo campionato dell'Unión Magdalena con Valderrama in rosa vide la squadra arrivare fino al gruppo semifinale (all'epoca il torneo era strutturato in diverse fasi a gironi), classificandosi all'ultimo posto e restando dunque fuori dalla competizione per il titolo. Valderrama segnò il primo gol in carriera il 12 agosto 1981 contro il Deportes Quindío, e assommò 15 presenze.
Carlos per 3 stagioni gioca in rossoblù assiema al cugino Didì, e colleziona 94 presenze e 5 goal, passando poi, nel 1984, ai Millonarios di Bogotà, ai tempi la squadra più blasonata del Paese.
Il passaggio dalla provincia alla capitale si rivela però problematico per il giovane numero 10, che dopo un solo goal in 33 presenze si trasferisce in forza al Deportivo Cali. Con 'Los Verdiblancos' 'El Pibe' trova la sua dimensione definitiva, sforna assist a ripetizione per i compagni e inizia a segnare anche tanto. Il suo anno migliore è il 1985, quando segna 13 goal e trascina la sua squadra nelle prime posizioni della classifica e in Copa Libertadores, che giocherà nelle due stagioni successive.
Valderrama, con la sua folta chioma bionda, il passo cadenzato e i numeri d'alta scuola è ormai un fenomeno pronto a varcare i confini nazionali. Intanto il 27 ottobre 1985 fa il suo debutto anche con la Nazionale colombiana in una gara di qualificazione ai Mondiali 1986 contro il Paraguay. Nel 1987 diventa il leader dei Cafeteros, e con Higuita dà spettacolo in Copa America. La Colombia giunge in semifinale, ma è eliminata dal Cile.
Può però giocarsi il 3° posto contro i padroni di casa dell'Argentina. Ed è con l'Albiceleste campione del Mondo di Maradona che 'El Pibe' (quello con la chioma biondo platino) gioca in assoluto una delle migliori partite in carriera. L'apparente lentezza è mascherata con continue giocate a due tocchi, verticalizzazioni entusiasmanti e giocate imprevedibili. Il numero 10 dei Cafeteros è votato addirittura 'Miglior giocatore del Torneo' proprio davanti a 'Re Diego', per una volta scalzato dal trono. Grazie alle grandi prestazioni in Copa America a fine anno vince il Pallone d'Oro Sudamericano, diventando il primo calciatore colombiano a riuscirci.
L'anno seguente può dunque varcare l'Oceano Atlantico per sbarcare in Europa, in Ligue 1, con l'emergente Montpellier. Con lui in squadra ci sono Blanc, Julio Cesar (il difensore), Eric Cantona e Roger Millan, ma l'impatto con il calcio francese non è quello che Valderrama immaginava. Il colombiano illude nel precampionato ma le stagioni in Francia sono caratterizzate da alti e bassi. Le prestazioni più importanti 'El Pibe' di Colombia le regala in Coppa di Francia 1989/90, risultando decisivo nella semifinale con il Saint-Etienne, con la squadra che senza di lui conquista poi il trofeo.
Il numero 10 colombiano si guadagna anche l'appellativo di 'Gullit biondo', per una vaga somiglianza fra la sua e la capigliatura dell'olandese. Al look stravagante aggiunge i numerosi braccialetti e collanine con cui ama adornarsi. Con la Colombia si qualifica ai Mondiali di Italia '90 e ancora una volta dà spettacolo nella sfida contro la Germania Ovest, sulla carta la più difficile, grazie a un assist 'impossibile' per l'1-1 di Rincon che qualifica i Cafeteros agli ottavi di finale come terzi nel Gruppo D. Ma il cammino dei sudamericani si interrompe contro il Camerun, che a Napoli si impone 2-1 con lo scatenato Milla che fa vivere una giornata amara a Higuita.
Dopo i Mondiali e 5 goal complessivi in 91 presenze con il Montpellier, nel 1991 approda nella Liga spagnola, sposando il progetto del Valladolid colombiano. Ma la squadra che vede Maturana in panchina, René Higuita fra i pali e e Leonel Álvarez a centrocampo non decolla e a fine stagione retrocede in Segunda División piazzandosi penultimo. Valderrama comprende che il calcio europeo non fa per lui e decide così di far ritorno in patria. Fa una breve esperienza con l' Independiente di Medellin, ma è con l' Atletico Junior di Barranquilla che 'El Pibe' conquista il titolo colombiano nel 1993 e nel 1995.
Il 1993 è il suo anno migliore, gioca e incanta nelle qualificazioni ai Mondiali 1994. Al Monumental di Bueons Aires con una prestazione ancora una volta super, dirige con maestria il centrocampo dei Cafeteros nello storico 5-0 sull'Argentina che lo consacra come big del Sudamerica. Nello stesso anno arriva un nuovo 3° posto nel torneo continentale e il 2° Pallone d'Oro sudamericano della sua carriera che lo issa nell'albo d'oro del premio a pari merito con Maradona dietro soltanto a Figueroa e Zico (3 vittorie ciascuno).
La Colombia di Valderrama arriva ai Mondiali di USA '94 come potenziale grande sorpresa. Tuttavia il clima di tensione e paura che avvolge il Paese dopo la morte del re del narcotraffico Pablo Escobar, porterà a forti minacce al Ct. e ad alcuni componenti della Nazionale, determinandone il fallimento. Il difensore Andrés Escobar, fra i migliori componenti della rosa, a causa di un autogoal nella sfida decisiva con gli Stati Uniti padroni di casa, verrà assassinato al rientro in patria.
La sua morte segna anche 'El Pibe', che dopo un'assenza volontaria dai campi torna in auge nel 1995 con il secondo titolo colombiano della carriera. Poi decide di emigrare negli Stati Uniti e nel campionato MLS, in cui gioca quasi ininterrottamente 8 stagioni (l'unica parentesi è un breve ritorno al Deportivo Cali nel 1996/97), e di cui diventa una delle stars con le maglie di Tampa Bay, Miami Fusion e Colarado Rapids. Con questi ultimi si ritira alla soglia dei 42 anni nel 2002 da vero mito, universalmente conosciuto in tutto il mondo per il suo look, e in Sudamerica anche per i suoi successi. Nell'MLS è a tutt'oggi il detentore del record assoluto di assist, ben 114.
Quattro anni prima, nell'estate 1998, si era congedato dalla Nazionale colombiana, con la partecipazione ai Mondiali di Francia '98 che lo vedono congedarsi alla sua maniera con l'assist per Preciado nell'unica vittoria con la Tunisia. L'ultima partita, è il k.o. per 2-0 con l'Inghilterra, che lo issa come primatista assoluto di presenze con i Cafeteros (111 con 11 goal).
Dopo il ritiro, il 1° febbraio 2004 ha organizzato la sua partita d'addio al calcio, cui hanno partecipato diversi campioni sudamericani, che hanno voluto rendergli il loro tributo. Lo stesso Pelé lo ha inserito fra i 100 giocatori viventi più forti di sempre. Anche per questo, nella sua città, Santa Marta, è stata eretta una statua in suo onore.