Van Basten Marcel

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IMMAGINI

Marcel van Basten, detto Marco è nato ad Utrecht bellissima città dei Paesi Bassi il 31 ottobre 1964, è un allenatore di calcio ed ex calciatore olandese, di ruolo attaccante. Dalla stagione 2014-2015 allena l'AZ Alkmaar, poi per problemi fisici ne diventa il vice. Considerato fra i giocatori più forti della storia del calcio, ha segnato 301 gol in carriera (277 con le squadre di club, 24 con la Nazionale olandese), conclusasi prematuramente a 28 anni per via di alcuni infortuni, anche se ufficialmente l'annuncio fu dato nel 1995 all'età di 30 anni. Campione d'Europa con i Paesi Bassi nel 1988, torneo in cui fu anche capocannoniere, van Basten è (assieme a Johan Cruijff e Michel Platini) il calciatore che ha vinto tre Palloni d'oro nella storia di questo sport: (1988, 1989 e 1992). Fu eletto FIFA World Player nel 1992 e occupa la 9ª posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata da World Soccer e la 12ª posizione nell'omonima classifica stilata dall'IFFHS. È stato il primo dei dieci calciatori a segnare una quaterna in una sola partita di Champions League.

La carriera


Centravanti di tecnica eccezionale e, nonostante la statura elevata, notevole eleganza e rapidità nei movimenti, per la quale era soprannominato "il cigno di Utrecht", coniugava la grazia del trequartista con la concretezza del vero cannoniere. Abile con entrambi i piedi, in possesso di un tiro potente e preciso sia in corsa sia da fermo, concreto anche nel gioco aereo e nelle acrobazie, mostrava un insieme di caratteristiche per le quali è ritenuto uno tra i più forti e completi attaccanti di sempre. La sua intelligenza tattica e la sua visione di gioco lo rendevano capace di agire anche lontano dall'area di rigore o dando le spalle alla porta avversaria, rendendolo anche un preziosissimo uomo-assist. Comincia a giocare a calcio a sei anni quando il padre Joop, ex calciatore e campione d'Olanda nel 1958, lo affida ai tecnici delle squadre di Utrecht. A 12 anni Leo Beenhakker cerca invano di ingaggiarlo nel Feyenoord. Nel 1981 passa all'Ajax di Johan Cruijff. Un anno dopo, aprile 1982, debutta con la Nazionale under 18 olandese al torneo Juniores di Cannes, segnando tre gol all'Italia nella finale per il terzo posto.
Nell'Ajax esordisce in prima squadra il 3 aprile 1982, a 17 anni e mezzo, contro il NEC Nijmegen: van Basten entra in campo proprio al posto di Cruijff e riesce a segnare un gol al suo esordio con i lancieri. Nella stagione 1985-1986 con 37 gol in 26 partite, si laurea per la terza volta capocannoniere, vincendo la Scarpa d'oro e contribuendo al successo dei lancieri in Coppa d'Olanda. Il 1986, tuttavia, segna anche l'inizio dei suoi guai fisici: è colpito da epatite virale e deve fermarsi tre mesi; a dicembre, nel corso di Groningen-Ajax, si infortuna alla caviglia destra dopo un contrasto con un avversario. Continua a giocare ma alla fine deve farsi operare in Svizzera. Torna in campo 3 mesi più tardi, nella finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e Lokomotive Lipsia (1-0), in cui segna di testa il gol decisivo al 21' e chiude il campionato ancora capocannoniere e migliorando la sua media degli anni precedenti, già pazzesca.

L'esordio al Milan


Nell'estate del 1987 va al Milan, che lo ingaggia a parametro Uefa, pagando 2 milioni di franchi svizzeri, circa 1,75 miliardi di lire. In rossonero si presenta subito al suo nuovo pubblico segnando nella prima partita in Coppa Italia contro il Bari. Segna anche nel debutto in campionato a Pisa, ma arriva anche il primo stop: l'altra caviglia inizia a dargli problemi dopo il match di Coppa UEFA contro l'Espanyol. Si opera nuovamente e resta inattivo 6 mesi. Quando torna in campo, il Milan è alla rincorsa del Napoli, e segna i gol decisivi contro l'Empoli a San Siro e contro la squadra di Maradona, nella decisiva gara giocata e vinta al San Paolo, con cui il Milan vince lo scudetto. La stagione 1988-1989 vede il ritorno del Milan in Coppa Campioni dopo 9 anni: van Basten segna 32 gol (19 in Serie A, 9 in Coppa Campioni, 3 in Coppa Italia e 1 in Supercoppa italiana) e conquista il Pallone d'oro 1988. Nella Coppa Campioni segna 10 reti, tra cui quelle in semifinale con colpo di testa in tuffo contro il Real Madrid nell'1-1 dell'andata a Madrid, quella del 5-0 del ritorno al Meazza e la doppietta nella vittoriosa finale contro la Steaua Bucarest. A novembre un suo gol al Barcellona nella finale di andata contribuisce alla conquista della Supercoppa europea. A dicembre, subito dopo la conquista della Coppa Intercontinentale, van Basten vince il secondo Pallone d'oro consecutivo, affiancando nell'albo d'oro del trofeo campioni come Franz Beckenbauer e Kevin Keegan. All'inizio della successiva stagione, van Basten viene di nuovo operato, stavolta al menisco: rientrerà oltre 2 mesi dopo. In campionato, vinto al fotofinish dal Napoli, segna ancora 19 gol, che gli valgono il primo titolo di capocannoniere in Italia. Con il Milan raggiunge ancora la finale di Coppa dei Campioni, segnando i gol che risultano decisivi contro Real Madrid, Malines e Bayern Monaco, che il Milan vince il 23 maggio contro il Benfica al Prater di Vienna (1-0). Sua l'apertura di prima intenzione che libera Frank Rijkaard e gli consente di segnare il gol decisivo. Nella stagione 1991-1992 a Sacchi subentra Fabio Capello: van Basten ottiene nuovamente il titolo di capocannoniere con 25 gol (tra cui quello nel derby, le triplette con Foggia, Cagliari e Atalanta, quest'ultima nell'arco di 6 minuti). Nel 1992-1993 segna quattro gol al San Paolo di Napoli l'8 novembre 1992 in campionato: il Milan vince 5-1. Sempre nel novembre 1992 van Basten si ripete in Champions League, dove segna 4 gol nella gara contro il Göteborg. Pochi giorni dopo gli verrà consegnato il Pallone d'oro, il terzo della sua carriera.

Dopo il ritiro


Nella sua vita da calciatore ha dovuto cedere varie volte al dolore della caviglia, infatti nel giugno del 1993, van Basten si sottopone al quarto intervento chirurgico alla caviglia: da qui in poi trascorrono due anni nel tentativo di recuperare l'efficienza fisica. Si riaggrega ai compagni due anni dopo per la preparazione estiva dell'estate del 1995, ma pochi giorni dopo prende la decisione di ritirarsi definitivamente, a soli 30 anni, dall'attività agonistica. Il giorno dopo il suo ritiro, La Gazzetta dello Sport commenta la notizia titolando "Dove troveremo un altro come lui?", mentre l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani commenta così: «Il calcio perde il suo Leonardo da Vinci».

Vedere anche


Tratto da:


  • www.wikipedia.it
  • Enciclopedia dello Sport