Van Looy Rik

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IMMAGINI

Rik Van Looy, nome completo Hendrik Van Looy (Grobbendonk, 20 dicembre 1933), è un ex ciclista su strada, pistard e dirigente sportivo belga. Professionista dal 1954 al 1970, fu il dominatore delle corse in linea per oltre un decennio a cavallo degli anni cinquanta e sessanta. Due volte campione del mondo tra i professionisti su strada, si aggiudicò tutte e cinque le classiche monumento, facendo sue tre Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo, due Giri delle Fiandre, un Giro di Lombardia e una Liegi-Bastogne-Liegi.

La carriera


Professionista dal 1953 al 1970, non era un predestinato. Le vittorie da dilettante avevano fatto intravedere le doti di un buon corridore, ma non di un campione: insomma uno che per arrivare primo sulla linea del traguardo doveva lavorare molto e duramente, per migliorarsi e mettere la propria ruota davanti a quella degli altri.
Nel 1957 fu ingaggiato dalla ricca squadra ciclistica sponsorizzata dalla Faema. La quale mise a disposizione di Van Looy un team di grandi campioni, come Charly Gaul e Federico Bahamontes.
Iniziò quindi un periodo di affermazioni, che ne fecero uno dei corridori più vittoriosi del ciclismo internazionale. Nel suo palmarès figurano, tra l'altro, oltre a due mondiali professionisti, due campionati nazionali, sedici classiche, tre giri nazionali, sei corse a tappe, cento tappe nei più importanti giri, ventinove corse in linea in Belgio, duecentotredici gare minori, per un totale di 371 successi, solo il "cannibale" Eddy Merckx lo supererà come numero complessivo di vittorie.
A Van Looy si deve l'invenzione del cosiddetto "treno": in prossimità dell'arrivo i suoi gregari si mettevano in testa, conducendo il gruppo ad andatura elevata. Questa condotta di gara, oltre ad impedire agli avversari sortite negli ultimi chilometri, consentiva a Van Looy di lanciare il suo lunghissimo sprint e vincere sul traguardo.
Al Giro d'Italia del 1961, a sorpresa, Van Looy attacca in montagna, indossando la maglia iridata: sulla salita dello Stelvio il suo vantaggio è di oltre sette minuti su Charly Gaul e prosegue fino a prendere, anche se solo in modo virtuale, la Maglia Rosa. Il distacco in classifica di Gaul arriva a cinque minuti. Poi, improvvisamente, uno strappo muscolare annulla l'impresa più bella: Van Looy raggiunge comunque il traguardo, coraggiosamente, ma il sogno del Giro è svanito per sempre.
Nei grandi Giri non ha mai avuto ambizioni di classifica: non era abbastanza forte in salita e a cronometro per contrastare gli specialisti delle corse a tappe di tre settimane. Ha comunque sfiorato il podio al Giro del 1959, arrivando quarto, e per due volte è salito sul terzo gradino nella Vuelta di Spagna.
Il fiammingo, dopo aver militato per sei anni nella Faema (nel 1962 come Faema-Flandria), corse anche nella GBC (1963), nella Solo-Superia (1964-66) e, negli ultimi quattro anni di carriera, nella formazione olandese della Willem II. Vestì anche la maglia della squadra italiana Cynar nel Giro d'Italia 1967.

Dopo il ritiro


Ritiratosi dall'attività agonistica a 37 anni nell'agosto del 1970, il belga fu in seguito direttore sportivo di alcune formazioni professioniste belghe: il team Ijsboerke dal 1972 al 1975, il team Gero Eurosol Van Looy nel 1976, il team Zoppas Fragel nel 1977. Nel 1979 il team Fragel utilizzò le biciclette con il marchio "Van Looy".

Curiosità


Dopo l'addio alle corse fu inoltre presidente della squadra di calcio di Herentals, oltre che commentatore per quotidiani e settimanali del suo paese. Ha fondato (assieme allo scomparso campione ciclista Noel Foré), ed attualmente dirige, la Vlaamse Wielerschool, una scuola per giovani ciclisti.