Vilas Guillermo
IMMAGINI
Guillermo Vilas, nasce a Mar del Plata (Buenos Aires,Argetina) il 17 agosto del 1952.
La vita
Suo padre gli trasmette geneticamente l’amore verso l’attività fisica, spingendolo verso il tennis a soli sei anni regalandogli una piccola racchetta.
Che sia un predestinato lo si capisce subito e non ci vuole molto prima che il mondo lo venga a conoscere di quello che ancora oggi risulta essere il più grande tennista argentino di tutti i tempi. Appena 17enne passa professionista, nel 1969, e già quattro anni dopo, proprio a Buenos Aires, coglie il primo successo in carriera battendo, guarda caso un ragazzo più giovane di lui ma che in seguito di rivincite se ne prenderà parecchie, già, Bjorn Borg, costretto al ritiro sul punteggio di 6-3 7-6 4-6 6-6 in suo favore.
La carriera
Il debutto nel circuito, nondimeno è confortante e l’anno successivo, 1974, Vilas è già pronto ad infilare in tennis dei grandi. Infatti nell’anno vince sette tornei: Gstaad, Hilversum, Louisville, Montreal e a fine anno vince anche a Theran e in casa a Buenos Aires.
Conclude la stagione con la vittoria nel Master di fine anno (alla sua prima apparizione) superando tutta l’élite del tennis mondiale: Bjorn Borg, Onny Parun, John Newcombe, Raùl Ramìrez e in finale Ilie Nãstase. Chiude l’anno al
quinto posto del ranking mondiale.
Un anno dopo, 1975, inizia una nuova serie di prestazioni deludenti, poiché il gioco dell’argentino era in costante evoluzione, acquisì molta potenza e velocità, infatti solo a maggio, con l’inizio della stagione sulla terra rossa (superficie preferita dell’argentino), arriva il primo successo a Monaco di Baviera.
All’Open di Francia (Roland Garros) disputa un grande torneo ma in finale non può nulla contro il re della terra rossa all’epoca Bjorn Borg, che lo sconfigge nettamente in tre set 6-2 6-3 6-4.
A Wimbledon raggiunge i quarti. In estate vince altri tre tornei: Hilversum, Washington e Louisville. Nell’ultimo slam della stagione (Us Open) raggiunge la semifinale; finendo la stagione vince per la terza volta il torneo di casa Buones
Aires e nel Master finale raggiunge la semifinale contro Ilie Nãstase. Chiudendo l’anno a secondo posto nel ranking mondiale.
Nell’anno 1976 i risultati, come l’anno precedente, arrivano nei mesi dove si gioca sulla terra battuta, infatti vince: Montreal, San Paolo e per il quarto anno il torneo di casa Buenos Aires.
Negli Slam non va oltre alla seminale raggiunta
negli Us Open e raggiunge a fine anno il sesto posto nel ranking. In quest’anno però la carriera di Vilas conosce la sua parabola più fulgida con l’incrocio con Ion Tiriac, ex-giocatore rumeno, abilissimo scopritore di talenti.
La stagione 1977 infatti, con l’aiuto di Tiriac, è sensazionale, tra le più memorabili della recente storia, e Vilas arriva alla sua consacrazione nel circuito mondiale. Approfittando di un Borg meno presente del solito circuito, Vilas gioca addirittura 31 tornei, una iper-attività che lo vede vincere ben 16 tornei delle 21 finali disputate, un record per l’era Open. Soprattutto, Vilas sfata il tabù Grande Slam vincendo il Roland Garros (orfano di Borg), battendo in finale
Brian Gottfried con il punteggio di 6-0 6-3 6-0, diventò così il primo argentino a vincere un torneo dello Slam.
Nello stesso anno, Guillermo fa doppietta conquistando anche gli Us Open, battendo in finale Jimmy Connors con il
punteggio di 2-6 6-3 7-6 6-0. Con tre finali nei tornei dello Slam (ad inizio anno era stato battuto in finale agli Australian Open da Roscoe Tanner); insomma l’anno 1977 vanta 145 vittorie e sole 15 sconfitte, una serie di 46 vittorie di fila e ben 53 consecutive sulla terra rossa (primato battuto da Rafael Nadal nel 2006) Vilas è il dominatore della stagione ma nonostante i risultati da record chiude l’anno al secondo posto del ranking mondiale, dando origine a delle controversie sulla gestione dei punti per la classifica.
Il 1977 marchia con i parametri del fuoriclasse la carriera di Vilas, non proprio fortunatissimo se è vero che a chiusura di una stagione per lui senza precedenti, viene coinvolto nel singolare affare della “racchetta-spaghetti”. Ad ottobre, in finale con Nãstase al tornei di Aix en-Provence, il rumeno è avanti di due set grazie ad un attrezzo che ha la particolarità di avere una doppia incordatura, il che rende le traiettorie spesso illeggibili a chi sta dall’altra parte della rete.
Con chiari vantaggi in termini di punteggio. Vilas, furibondo, abbandona la sfida uscendo dal terreno di gioco, e la polemica esplode.
Sarà la stessa Federazione Internazionale, qualche settimana dopo, a definire la controversia vietando l’uso della racchetta “alternativa”.
Ma l’annata da superstar accresce la popolarità di Vilas. In Argentina è un idolo, ispirando tutta una nuova generazione di tennisti, molti genitori chiameranno i loro figli Guillermo (esempio: Guillermo Coria e Guillermo Canas, campioni degli anni Duemila), le belle donne se lo contengono e la fugace avventura con Carolina di Monaco (1982), alla quale il tennista argentino dedicherà alcuni versi “tu sei partita” scrisse Vilas “ed io sono restato nudo e triste".
Fonte:
- SportHistoria.